Artroscopie al ginocchio Policlinico al top in Italia

Prese in esame più di mille strutture, lusinghiero risultato per il San Giorgio Intanto proseguono i lavori per ultimare la ristrutturazione entro il 2020

C’è anche il policlinico San Giorgio di Pordenone nella classifica elaborata dal sito “doveecomemicuro”, che ieri ha pubblicato la classifica delle strutture più virtuose per numero di interventi. Otto i nuovi criteri adottati: il policlinico pordenonese è stato giudicato sulla base di essi al top per numero di interventi in artroscopia del ginocchio.

L’analisi ha preso in esame più di mille strutture sanitarie italiane, raccogliendoe tutti gli ospedali e le cure erogate divise per patologie. Una guida utile ai cittadini per sapere dove è meglio curarsi.

La classifica è stata aggiornata con alcuni parametri introdotti recentemente: sono stati analizzati la recidiva con necessità di nuovi interventi per i tumori, la degenza postoperatoria e il numero annuale di interventi chirurgici svolti.

Per gli interventi in artroscopia del ginocchio il primo in classifica è il policlinico di Pordenone, con 1818 ricoveri e un tasso di recidiva del 1,22 per cento. I dati delle strutture sono stati raccolti incrociando i dati pubblici ministeriali, le informazioni pubblicate sui siti web delle strutture e quelle specifiche di società specializzate come International Joint Commission e Bollino Rosa.

Nella classifica sono indicati tutti gli ospedali italiani e, quindi, anche le strutture pordenonesi e provinciali.

Una “medaglia” importante, per il Policlinico San Giorgio di Pordenone, che da qualche anno ha cominciato un intervento di ristrutturazione e adeguamento antisismico.

La struttura, fondata dall’ingegner Mario Sist, 50 anni fa, alcuni anni fa ha avviato un intervento di riqualificazione complessiva del costo di svariati milioni di euro, che la società aveva accantonato da circa una ventina di anni.

Il cambiamento più visibile è quello della facciata, dove sono stati eliminati i terrazzini per motivi di sicurezza e per avere stanze più ampie, anche oltre i limiti stabiliti dalla legge.

Poi si è cominciato a intervenire nei reparti, un piano all'anno anche per consentire la prosecuzione dell'attività.

Fino ad ora sono stati ristrutturati il quinto e il quarto e adesso è la volta del terzo.

Negli anni scorsi era stato rifatto completamente il punto nascita, che ha un numero di parti superiore a quanto previsto dalla legge, ma è a rischio per la decisione regionale di concentrare l'attività al civile quando sarà pronto il nuovo ospedale. Decisione che vede la contrarietà degli amministratori della struttura.

I lavori, stando al cronoprogramma comunicato, si concluderanno nel 2020.

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