Da Pordenone duemila alpini per l’adunata nazionale di Asti

Il 9 maggio di due anni fa cominciava l’edizione pordenonese dell’evento. C’è già il primo arrivato nella città piemontese. Precedette tutti anche da noi

PORDENONE. Saranno poco meno di duemila gli alpini della sezione di Pordenone che, il prossimo fine settimana, parteciperanno all’adunata nazionale di Asti. «Più che a L’Aquila, dove le difficoltà logistiche avevano scoraggiato più di qualcuno a partire», dicono le penne nere.

Sarà la prima volta da presidente per Ilario Merlin (nella città piemontese già da giovedì), la prima da ex per l’uscente Giovanni Gasparet. Con loro e con gli alpini dei 72 gruppi, ci saranno il sindaco di Pordenone, in qualità di presidente della Provincia, Claudio Pedrotti, e l’assessore Bruno Zille, per il Comune. È probabile la presenza di una decina di primi cittadini della Destra Tagliamento, “capofila” il sindaco di Maniago Andrea Carli.

Decine i pullman prenotari, perlopiù con partenza venerdì e rientro domenica sera. Con gli alpini ci saranno diverse formazioni musicali: ad accompagnare la sfilata conclusiva ci saranno le bande di Bagnarola e Meduno nonché i tamburi di Sesto al Reghena e il coro Ana Montecavallo Friuli.

Sfilata che partirà dalle 11: Pordenone chiuderà il gruppo delle sezioni del Friuli Venezia Giulia; nell’ordine, Trieste, Gorizia, Carnica, Gemona, Cividale, Udine, Palmanova e, appunto, Pordenone. Quindi, Trentino Alto Adige e le sezioni del Veneto.

Quanto ai concerti, il Coro Ana Montecavallo venerdì 13 maggio sarà nella chiesa di San Martino, ad Asti, alle 20.30; sabato, alla stessa ora, nella chiesa degli Oblati di San Giuseppe.

«Gli alpini della provincia di Pordenone saranno tra i 1.500 e i 1.800», fanno i conti in sede. Il consiglio direttivo l’altra sera ha partecipato alla messa in memoria del presidente Mario Candotti, nella chiesa di Sant’Agostino, in città, mentre venerdì pomeriggio ha compiuto un sopralluogo a Casiacco, sede della prossima adunata sezionale di settembre.

Tornando all’appuntamento di Asti, il primo arrivato nella città sede dell’adunata, per la sedicesima volta in 36 anni, è stato Ivano Martinelli, 71enne di Moncalieri, lo stesso alpino che, il 25 aprile 2014, era giunto per primo a Pordenone, a tre settimane dal grande evento. Venne accolto con una festa al bar Macondo di Porcia.

«Mi sistemo sempre con più di due settimane di anticipo per godermi appieno l’atmosfera e la città che ci ospita». Fiori per le signore, caramelle per i bambini, vino per tutti e un menù variabile: brodo con le cialde, fagiano alla panna, cinghiale, penne pasticciate, acciughe al verde, salame di trippa.

Venne “adottato” dal personale dell’antistante supermercato Conado di via Roveredo. Trent’anni prima aveva già visitato Pordenone: «C’erano quattro case e oggi è una città. Vedo Electrolux e mi viene da piangere», disse.

Definito il programma di sfilamento, ad Asti, con ammassamento previsto per le 10.30. Dopo vessillo, presidente e direttivo, le penne nere suddivise in quattro settori, aperti e chiusi da striscioni. Eccone i contenuti: l’altruismo alpino è forza di pace, non sono tornati ma sono qui con noi, onoriamo i morti aiutando i vivi, alpini per l’Italia, Julia religione della nostra gente, penna nera un amore infinito, Julia divisione miracolo, siamo qui per l’Italia.

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