La dirigente chiama in causa i Servizi sociali e la psichiatria

«Informerò i Servizi sociali e la psichiatria della situazione affinché pensino, per questo bambino, a un progetto di vita che non è competenza della scuola»

SACILE. «Informerò i Servizi sociali e la psichiatria della situazione affinché pensino, per questo bambino, a un progetto di vita che non è competenza della scuola».

La protesta dei genitori è stata recepita dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Porcia, Angela Rosato, decisa a chiamare in causa chi di dovere per «trovare una soluzione nei tempi più stretti possibile».

Il bambino, è concorde la preside, ha bisogno di essere aiutato e curato: aspetti che non competono, evidentemente, all’apparato scolastico.

«Comprendo le ragioni delle famiglie, ma in attesa di una diagnosi per l’alunno è mio dovere garantirgli il diritto allo studio».

Già domani potrebbe esserci un incontro tra la dirigente, i genitori e l’assessore all’istruzione di Porcia Roberto Calabretto per affrontare la questione in modo da tutelare tutte le parti in causa in questa tanto complessa quanto delicata vicenda in cui le vittime sono certamente più d’una.

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