Il tema infiamma la campagna elettorale

I candidati sindaco si fronteggiano a colpi di proposte: pioggia di critiche sulla Rete solidale

PORDENONE. «Non ho gradito la provocazione di creare un accampamento sotto la loggia del Municipio». Daniela Giust, candidata di Pd e liste civiche è perentoria. «Il problema – dice Giust – c'è, ma molto è stato fatto e si continuerà a fare. Bisogna anche sottolineare che c'è un limite all'accoglienza e ci sono delle regole che vanno rispettate. C'è differenza fra chi chiede asilo (e ne ha fondati motivi), e che quindi può essere accolto, e chi giunge da situazioni relativamente tranquille ma povere e viene qui esclusivamente per motivi economici».

Il candidato del centrodestra, Alessandro Ciriani, va lancia in resta contro rete solidale: «Movimenti politicamente orientati hanno strumentalizzato una tragedia – attacca – e invece l'immigrazione è una cosa seria e va affrontata seriamente. Ad accompagnare i profughi c'erano almeno quaranta persone, quaranta finti volontari che in realtà sono un gruppo politico che sfrutta i migranti a fini politici. Quaranta case dove stasera dormiranno pasciuti rivoluzionari che non intendono condividere il loro salotto con gli immigrati che coccolano nelle piazze».

Ma Ciriani non risparmia nemmeno il Comune «assente».

Anche Sonia D’Aniello di Pordenone in comune è perplessa: «L’emergenza va organizzata e non può essere in mano ad associazioni che di fatto non hanno competenze nel trovare sistemazioni alle persone. A mio avviso va tolto il wi-fi in alcune zone della città come prima cosa».

Le liste Salviamo Pordenone e Nuova Pordenone, che sostengono Renzo Muzzin, hanno una posizione categorica: «Non possiamo continuare ad accogliere migranti e non dobbiamo trasformare la Monti in un hub perché, anche se è strutturata per 50 posti, arriveremo poi ad avere centinaia di persone». Quella caserma, «ristrutturata con i soldi dei cittadini – aggiunge Giuseppe Pedicini –, deve essere destinata a sede della protezione civile».

Samuele Stefanoni, del Movimento 5 stelle, evidenzia come non si possa dare accoglienza a chi non ha i titoli ma come sia necessario allo stesso tempo dare una risposta a un’emergenza senza fine: allestire una prima accoglienza alla Monti e contemporanemante« snellire l’iter per le pratiche. Il problema non è la Monti, ma che le persone si fermino là due anni».

Andrea Cancian, Insieme per Pordenone, è convinto che il Comune comunque debba intervenire «garantendo un tetto la notte, magari attrezzando una palestra». Infine Francesco Giannelli (Pordenone popolare), parla di sindaco latitante e avverte: «La loggia del municipio è la casa dei cittadini e deve essere tenuta come un gioiello. A nessuno deve essere permesso bivaccare là».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Hawaii, l'incontro inaspettato è da brividi: fotografo si imbatte in uno squalo bianco mentre nuota

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi