L’invasione dei soldati in mimetica

Pordenone: da sabato scorso centinaia di militari in centro, come ai tempi del servizio di leva

PORDENONE. «Pordenone? Ah sì, la città dei militari...». Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere, quando viaggiavamo nel periodo della leva. E in effetti migliaia di persone, in Italia, conoscono il nostro territorio, le sue bellezze, i suoi paesi e le sue caserme proprio per avervi trascorso i dodici mesi obbligatori imposti dalla legge.

Poi le cose sono cambiate, così come le esigenze dei modelli di difesa. La leva è stata abolita, si è passati all’esercito di professionisti e i militari, come presenza di massa, sono rimasti un ricordo.

Così, sabato sera e ieri, quando i pordenonesi hanno visto le vie del centro piene di soldati in mimetica, sono tornate alla mente le immagini di un periodo lontano. Tanta la curiosità per capire come mai quelle centinaia di ragazzi fossero arrivate in massa nella nostra città. Ma soprattutto affari d’oro, in bar e ristoranti che ieri hanno scelto di rimanere aperto, per clienti nuovi e per la maggior parte degli esercenti inattesi.

Ma come mai sono qui, tutti questi militari? Sono milleseicento quelli giunti nella nostra regione, provengono perlopiù dall’accademia di Modena e parteciperanno questo mese a una maxi esercitazione congiunta chiamata “Una Acies”. Esercitazione che si svolgerà nei territori di Pordenone e Udine.

L’attività, come informa il sito dell’Esercito italiano, è stata concepita dal comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito con lo scopo di elevare e uniformare la preparazione degli allievi ufficiali dell’accademia militare, degli allievi marescialli e degli ufficiali della scuola di applicazione.

Fra le attività pianificate e condotte nel rispetto dell’ambiente, sono previsti esercizi in bianco e a fuoco a livello squadra e plotone, procedure per la difesa nucleare biologica e chimica, combattimento nei centri abitati, pattuglie diurne e notturne in ambiente montano, impiego dei mezzi mobili campali.

Ci saranno anche momenti di approfondimento storico culturale nei luoghi simbolo della Grande Guerra e occasioni di incontro fra Esercito e popolazione; per i giovani un'opportunità per avvicinarsi alla realtà militare anche con la prospettiva di una futura scelta lavorativa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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