Ogm, Fidenato chiede 166 mila euro a Stato e Regione

L'imprenditore agricolo fa causa allo Stato e alla Regione e chiede un risarcimento complessivo di 166.357,65 euro. Il ricorso in sede civile, al tribunale di Trieste, nasce dalla diatriba sulla semina del mais transgenico

Giorgio Fidenato fa causa allo Stato e alla Regione e chiede un risarcimento complessivo di 166.357,65 euro. Il ricorso in sede civile, al tribunale di Trieste, nasce dalla diatriba sulla semina del mais ogm. Un tema che per Fidenato è diventato una battaglia di principio.

L’imprenditore agricolo di Arba, in veste di titolare dell’azienda agricola “In Trois” di Fanna, assistito dagli avvocati Francesco Silvestri e Cristian Molaro, punta il dito contro Stato e Regione in solido per violazione del diritto comunitario.

In sostanza si contesta ai due enti di aver disatteso, vietando la semina di mais geneticamente modificato, l’applicazione della direttiva europea 2001/18/CE.

Tale direttiva non consente agli Stati membri dell’Unione europea di vietare la coltivazione di ogm «per motivi diversi dal sussistere di un grave rischio per la salute o l’ambiente».

«Stato e Regione – ha osservato l’avvocato Silvestri – hanno sostenuto che il mais ogm avrebbe potuto essere piantato solo se autorizzato.

La Corte di giustizia europea, invece, ha dichiarato che vale il nostro principio, tanto che l’Italia, per evitare la procedura di infrazione comunitaria, ha dovuto modificare la legge. In base alla recente giurisprudenza, chi ha subito un danno conseguente a una violazione da parte dello Stato della normativa comunitaria, prevalente su quella nazionale, ha diritto al risarcimento».

Il conto è presto fatto: 26.357 euro per la perdita finanziaria causata dalla mancata semina del mais geneticamente modificato negli appezzamenti di Fidenato 2006 al 2013 (fatta eccezione per il 2011, quando fu piantata la soia).

Sono stati richiesti altri 40 mila euro di danno non patrimoniale e 100 mila euro per la rifusione delle spese legali che l’imprenditore agricolo di Arba dovrà sostenere per difendersi, nei vari gradi di giudizio, dalle imputazioni che gli sono state contestate nei procedimenti penali. La sentenza del tribunale di Trieste è attesa a settembre.

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