San Vito, risveglio all'alba con un concerto

Sabato alle 5.30 la magia della musica classica, in una piazza avvolta nel silenzio, grazie all’accademia d’archi Arrigoni

La magia della musica classica all’alba, in una piazza avvolta nel silenzio. Un’occasione che si ripeterà a San Vito grazie all’accademia d’archi Arrigoni, che già la scorsa estate aveva attirato centinaia di persone per un concerto al levare del sole. L’appuntamento, che prende il titolo di “Quando non è ancora giorno”, è previsto per domani, alle 5.30, nella piazzetta del castello (accessi dalle vie Altan e Marconi e da piazza del Popolo). Organizza l’esercizio Corte del castello, all’interno del cartellone di “Tra la storia e la gente”. In caso di maltempo l’evento sarà rimandato a data da stabilirsi. I partecipanti sono invitati ad arrivare in silenzio: sarà consentito soltanto un lungo applauso a fine concerto.

La Arrigoni promette ancora una volta di stupire il pubblico con la bravura dei suoi componenti. Il programma è in parte noto: saranno eseguiti l’“Estate” dalle “Quattro stagioni” di Vivaldi, un “Divertimento” di Mozart e il “Salut d’amour” di Elgar. Ma la proposta non si esaurirà qui: nel corso delle prove di oggi saranno concordati brani solistici.

Un anno fa, ma anche a giugno nella spiaggia del faro di Lignano, l’accademia sanvitese ha riscosso un grande successo in occasione dei concerti all’alba. Una formula sempre meno inusuale, in grado di attirare un pubblico di tutte le età e provenienze, da chi si alza apposta per l’occasione a chi, magari, si ferma al concerto prima di rincasare dopo una notte di festa. L’accademia d’archi Arrigoni, diretta da Domenico Mason, è un laboratorio rivolto ai giovani per l’apprendimento delle tecniche strumentali della musica da camera e della pratica orchestrale, in particolare violinistiche. In pochi anni ha saputo sfornare talenti richiesti in tutta Italia e non soltanto, ha collezionato date e collaborazioni. Tra le particolarità, si è esibita anche in Vaticano, al cospetto del Papa emerito Benedetto XVI. Il modello didattico è quello della tradizione violinistica della grande scuola russa. Si avvale anche della collaborazione del maestro Pavel Vernikov.

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