Fiamme ed esplosioni: fabbrica devastata

La Euroink di Praturlone di Fiume Veneto ridotta a un ammasso di rovine. Il fuoco è divampato nell’area magazzino. Si escludono origini dolose

FIUME VENETO. Un inferno di fiamme ed esplosioni e in poche ore un’azienda è stata ridotta a un ammasso di rovine di cemento e macchinari. Di nuovo, dopo otto anni, per cause ritenute accidentali è stata devastata da un incendio la Euroink di via Fratelli Zambon, nella zona industriale di Praturlone di Fiume Veneto.

Il sito produce inchiostri a base d’acqua e solvente, anche per il mercato internazionale. Dà lavoro a 15 dipendenti. Nessuno è rimasto ferito. L’allarme è scattato intorno alle 23.20 di venerdì.

Le prime chiamate ai vigili del fuoco sono giunte dal titolare di una fabbrica vicina e da una pattuglia dei carabinieri che era in zona, poi il centralino è stato tempestato da automobilisti che notavano le fiamme dall’autostrada A28 e da chilometri di distanza.

Il disastro. Il fuoco sarebbe divampato dall’area magazzino della Euroink, divorata dal rogo anche nel 2008. Stavolta ha lasciato ancora meno scampo al resto dello stabilimento. In pochi minuti, il fuoco si è spostato sino a raggiungere quasi l’estremità opposta del capannone, distruggendone, come ha riferito il legale rappresentante della società, il rivignanese Alberto Pighin, tre lotti su quattro (ma quest’ultimo, adibito a uffici, è gravemente danneggiato).

Prima il magazzino, dove si trovavano contenitori di inchiostri. Poi le parti dove avviene la produzione: dei macchinari e degli altri materiali, alla fine, non è rimasto che un cumulo, al quale si sono aggiunte pareti e tettoia dello stabilimento. Le fiamme hanno raggiunto decine di metri d’altezza.

Per un paio d’ore si sono uditi scoppi, accompagnati da fiammate e vampate di calore avvertibili a decine di metri di distanza, provenienti dalle taniche nel magazzino e dall’accartocciarsi del tetto.

Lo spegnimento. Le operazioni dei vigili del fuoco sono proseguite sino alle 8 del mattino, per tutta la giornata di ieri sono continuate quelle di raffreddamento. Nelle prime ore, per domare il rogo di vaste proporzioni, sono state impiegate squadre da tutti i distaccamenti pordenonesi, nonché da base Usaf di Aviano, provincia di Udine e Portogruaro.

Tra i mezzi, un’autocisterna chilolitrica. Intervenuto anche il nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico). Appena intuita l’entità che avrebbe assunto l’incendio, si è chiesto dunque l’intervento di tutti i mezzi disponibili, anche di quelli impegnati nelle conseguenze del maltempo. Velocità di propagazione che è stata favorita da vento e materiali infiammabili.

Sul posto anche una postazione del 118, non utilizzata. Carabinieri da alcune stazioni della zona e del radiomobile hanno mantenuto a distanza, per motivi di sicurezza e per agevolare le frenetiche operazioni di spegnimento, residenti, curiosi, titolari di aziende e dipendenti allarmati.

Nei primi minuti si pensava che le fiamme potessero estendersi ad aziende vicine: soltanto la Copas, adiacente alla Euroink, ha subito danni per alcune migliaia di euro (crepate per il calore alcune vetrate).

Le indagini. Il comandante della compagna dei carabinieri di Pordenone, maggiore Marco Campaldini, ha seguito le operazioni sul posto. Informata la Procura, in particolare il magistrato di turno, Federico Facchin. Nessuna ipotesi è scartata sulla natura dell’incendio, salvo, al momento, quella dolosa: si propende per cause accidentali.

Difficile azzardare ipotesi da parte dei soccorritori, ma anche dai vertici dell’azienda. Considerando che il magazzino non ospitava macchinari, potrebbero esserci state reazioni delle sostanze chimiche contenute nelle taniche. Ovvero quanto ipotizzato in un primo momento pure nel 2008.

L’Arpa, dopo i primi accertamenti, non ha dato indicazioni su pericoli ambientali. Il fumo si è diretto verso Azzano Decimo, ma si è disperso una volta ridimensionato il rogo. Rassicurazioni sulla natura del materiale bruciato sono giunte anche da Pighin. Il fabbricato non aveva parti con amianto.

Controlli. La Protezione civile, accompagnata dal sindaco Christian Vaccher, nella notte ha limitato i danni del versamento d’acqua di risulta nelle fognature. Ieri i vigili del fuoco hanno controllato la presenza di focolai e gas tra le macerie, che potevano innescare nuovi incendi.

Ingenti i danni, forse milionari: titolari e dipendenti della Euroink vogliono rialzarsi al più presto, contando anche sulla solidarietà.

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