La figlia dell’imam all’Università grazie ad aiuti parrocchiali

Pordenone. Il Sacro Cuore collabora a pagare le tasse d’iscrizione della ragazza: «Lo meritava e abbiamo voluto coronare il suo sogno»

PORDENONE. Soumia Erraji, figlia dell’imam Ahmed, è una musulmana praticante nel centro islamico a Pordenone, studia all’Università con l’aiuto della parrocchia Sacro Cuore. Buoni voti e laurea all’orizzonte grazie a una sinergia virtuosa cattolica e islamica.

«Paghiamo le tasse universitarie di Soumia a Portogruaro in scienze dell’educazione – ha confermato il parroco don Angelo Grillo –. L’impegno è nato da una battuta di Soumia in una tavola rotonda: “Farei di tutto per studiare...”. La commissione diocesana sul dialogo interreligioso ha caldeggiato l’idea di aiutarla e quindi vogliamo che il sogno di questa brava ragazza si realizzi».

Il fondo di solidarietà della parrocchia del quartiere nord offre le risorse per casi straordinari: come quello di Soumia. «Il dialogo è aperto con i fratelli islamici – ha proseguito don Angelo –. A settembre andremo a salutarli nella rinnovata moschea in Comina».

Il sogno. L’Università era un sogno per Soumia Erraji nel 2012: costi troppo alti. Diploma liceale al Grigoletti di Pordenone e poi lo stop, arrivato a 20 anni. Studiare era rimasto un verbo senza declinazione.

«Siamo in cinque in famiglia – aveva spiegato Soumia –. Papà lavora, ci sono due fratelli e l’affitto di casa da pagare. Mi sono diplomata nel 2011 e spero di trovare lavoro, per poter andare all’università».

Ma l’obiettivo sembrava impossibile. «Ho impiegato un anno a cercare lavoro – ha proseguito Soumia –, ma nei bar e nelle pizzerie di Pordenone non è facile trovare lavoro portando il velo islamico. Così aiutavo mia madre in casa, ma vovolevo tanto studiare».

In moschea. Soumia di domenica si trova con gli altri ragazzi nel centro culturale islamico, in Comina. «Incontri aperti a tutti i giovani di Pordenone – ha raccontato –. Vogliamo confrontarci, parlare di valori, religione e problemi normali per i ragazzi. E’ un bel gruppo, perchè è bello conoscersi nel segno dell’integrazione e della pace».

Nel frattempo Soumia è stata la prima donna eletta nel direttivo del centro culturale islamico, in Comina. «Collabora con noi nelle tavole rotonde – ha detto ancora don Angelo dal Sacro Cuore – a carettere interreligioso».

La pace. «L’Isis non è l’Islam: colpisce con la violenza anche noi musulmani» è la condanna senza appello pronunciata da Soumia Erraji.

«L’Islam è la pace – ha proseguito Soumia –. A Pordenone nessuno di noi, in moschea, sta dalla parte dell’Isis. Quello che fanno i terroristi agli occidentali e ai fratelli musulmani è atroce. Praticano la “shahada” senza rispettare l’iter della giustizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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