Polli alla diossina, valori oltre i limiti anche a Fanna

Maniago, registrati livelli doppi e tripli rispetto al consentito. Il “record” a Campagna. Resi noti i risultati dello studio finanziato dal M5s e condotto dal biologo Grim

MANIAGO. Una gallina ovaiola con valori di diossina e altre sostanze sei volte superiori ai limiti a Campagna di Maniago e due con livelli doppi e tripli a Fanna: sono i risultati dello studio “Chicken’s pops”, finanziato dal Movimento 5 stelle e condotto dal biologo Federico Grim.

Gli esiti delle prime analisi effettuate su alcune galline del Maniaghese, per individuare i contaminanti organici presenti nei capi, sono stati illustrati ieri da Grim e dalla consigliera regionale del M5S Eleonora Frattolin, nella sala Liberamente della città del coltello.

Per la prima volta, è stato messo in evidenza che la questione diossina non riguarda solamente Maniago, dove il primo caso di pollo contaminato è stato denunciato dai comitati ambientalisti nel 2011, ma anche Fanna, comune sinora mai interessato da questo tipo di accertamenti (l’amministrazione Bottecchia non era presente all’incontro, nonostante l’invito, a differenza di quelle di Maniago e Cavasso).

Le iniziative contemplate nel progetto “Chicken’s pops”, comunque, non si limitano al campionamento di 5 galline: nel Maniaghese, sono state individuate 20 famiglie che alleveranno per 18 mesi pollame proveniente da un unico allevamento e nutrito col medesimo mangime.

I capi, però, non cresceranno sugli stessi terreni: un aspetto fondamentale per capire i differenti livelli di inquinamento dei territori interessati da questa seconda fase dello studio.

«I primi risultati delle analisi effettuate su galline ovaiole a Fanna e Campagna di Maniago, raccolti a giugno, parlano di valori di diossine (diossina, furani e policlorobifenili) superiori ai limiti di legge per 3 campioni su 5 – ha spiegato Grim –. Il limite di legge è 3: nel capo prelevato nella parte ovest di Campagna i valori ammontano a 18,8, dunque 6 volte al di sopra, in quello allevato nella parte occidentale di Fanna a 11,5 e nella gallina cresciuta nella parte orientale di Fanna a 5,8».

Non sono rosei nemmeno i dati relativi agli altri due capi, sebbene inferiori – di poco – ai limiti: 2,8 per una gallina allevata nel centro di Fanna e 2,4 per una prelevata a Campagna est. «I risultati sono molto diversi tra loro: un aspetto legato all’età degli organismi campionati – ha osservato Grim –. La considerazione più interessante è che l’area che subisce questa tipologia di contaminazione è più vasta di quella che abbiamo campionato».

La questione diossina, insomma, potrebbe non riguardare solamente Maniago, e da ultima Fanna, ma anche altri comuni contermini. Il biologo ha ricordato che «il problema delle diossine riguarda contaminati organici persistenti. Servono anche quarant’anni per dimezzarne i valori – ha fatto sapere –. Quando vengono prodotte, rimangono nell’ambiente».

Alla tossicità di queste sostanze sono collegati problemi di salute. «Problemi di disfunzioni ormonali – ha precisato il biologo –, di sviluppo, glicemia e disturbi legati alla natalità. Ci sono sostanze che vengono scambiate dal nostro corpo per ormoni e si insinuano nei procedimenti interni dell’organismo, inceppandoli».

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