Accusa: omissione d’atti d’ufficio, prosciolto un sottufficiale dei Cc

Maniago. Era stato denunciato da una donna per non aver raccolto una querela e averla trattata male. Accolta l’archiviazione, la persona che si è rivolta in procura ora rischia di finire nei guai per calunnia

MANIAGO. Denuncia un sottufficiale dei carabinieri di averla trattata male e di non aver accettato una querela perché amico dell’interessato. Ma alla fine l’impianto accusatorio non regge, e ora rischia di finire mei guai per calunnia.

Capita nel circondario della compagnia dell’Arma di Spilimbergo dove opera il militare, indagato per qualche mese per il reato di omissione di atti d’ufficio.

Il fascicolo è stato archiviato dal giudice per le indagini preliminari Roberta Bolzoni, che ha accolto integralmente la richiesta del pubblico ministero Maria Grazia Zaina.

Secondo l’accusa, una donna si sarebbe recata in una stazione dell’Arma del mandamento per sporgere denuncia contro un vicinante. Il sottufficiale avrebbe preso a male parole la querelante e si sarebbe rifiutato di ricevere la denuncia, raccolta successivamente da un’altra caserma della zona.

Iscritto nel registro degli indagati, il carabiniere ha chiesto di essere immediatamente sentito per chiarire i fatti. Gli elementi forniti e i nuovi accertamenti disposti dalla procura dopo l’interrogatorio hanno permesso di fare luce su ciò che in effetti accadde quella mattina in caserma.

Ne è uscito un quadro completamente differente da quello raccontato dalla denunciante, a tal punto che ora il militare dell’Arma sta valutando il da farsi. Una delle strade a sua disposizione potrebbe essere quella dell’esposto per calunnia nei confronti della sua accusatrice.

«Vista la delicatezza dell’episodio e della posizione del mio assistito preferisco non commentare – ha spiegato al proposito l’avvocato Fabiano Filippin, difensore di fiducia dell’indagato –. Posso soltanto confermare che all’esito di questa segnalazione il mio cliente ha patito un autentico inferno professionale, familiare e umano. E’ stato anche sottoposto a un ovvio procedimento disciplinare interno all’Arma, rischiando trasferimento e sanzioni. Siamo grati alla magistratura per la celerità con cui è stata fatta chiarezza».

La signora aveva riferito alla polizia giudiziaria che quel giorno era stato il sottufficiale a farla tornare in un secondo momento in caserma, salvo poi rimproverarla e mandarla via in malo modo.

Stando però alla ricostruzione fornita dall’indagato, in quel momento erano in corso degli importanti interrogatori programmati da tempo, circostanza che rende poco credibile la versione della presunta persona offesa.

Come se non bastasse, proprio in quelle ore in zona si stava svolgendo un’affollata festa di paese e tutti i militari erano impegnati in operazioni di controllo del territorio e di prevenzione del crimine. Da qui, la richiesta di archiviazione.

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