Azzardo, il gioco on line strega i giovani

Pordenone, l'allarme è stato dato in un convegno. Gli over 40 preferiscono le slot nei bar: ogni macchinetta fa guadagnare ogni mese ai gestori dai 300 ai 700 euro

PORDENONE. Sono numeri che non accennano a diminuire, con un “sommerso” ancora più consistente: sono quelli delle persone dipendenti dal gioco d’azzardo. Se n’è parlato ieri in un convegno sulle dipendenze promosso dalla Regione e da Federconsumatori a Pordenone.

Un’occasione offerta alla città per approfondire un tema di stretta attualità e per conoscere il nuovo progetto Gap Federconsumatori, un’occasione purtroppo non colta dai pordenonesi. Pochi i presenti.

Dai dati del dipartimento per le dipendenze di Pordenone, che fa capo all’azienda per i servizi assistenziali, è emerso che nel 2015 le persone affette da questa patologia che si sono avvicinate ai servizi sono state 116, dato tendenzialmente omogeneo a quello del 2016.

In tutta la regione, nel 2015, le persone sono state 406, numero in aumento nell’anno in corso.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg, di un fenomeno ben più consistente: lo dicono le stime nazionali, secondo le quali la ludopatia coinvolgerebbe il 2 per cento della popolazione.

Un dato che, se rapportato agli abitanti del Fvg, farebbe lievitare il numero a 2.500 persone, oltre cinque volte quelle che hanno accettato un percorso di cura.

Il numero è in linea con la presenza di slot in regione: secondo gli ultimi dati sono poco meno di 8 mila le macchinette diffuse in Fvg. E ognuna di esse fa fruttare all’esercente che le tiene nel proprio locale tra i 300 e i 700 euro netti ogni mese.

Numeri significativi, ma che non tengono conto di un altro mondo che sta diventando sempre più importante e consistente: quello del gioco on line, di cui non si conosce la dimensione in quanto difficili da monitorare. Su questo fronte mancano dati certi.

Se i giocatori di slot sono perlopiù uomini dai 40 anni in su, quelli on line sono più giovani: si stima che si cominci a giocare già dai 18 anni.

A quell’età non c’è la disponibilità di grosse somme di denaro, ma quando i ragazzi crescono c’è la probabilità che possano sviluppare la dipendenza da gioco d’azzardo e rischiare di rovinarsi.

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