Mafia e voti comprati alle elezioni, un arresto nella notte - Video

San Giorgio della Richinvelda, i carabinieri incarcerano un trentenne. Altri 21 in cella in una maxi indagine coordinata da Bari

SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA. Nella notte fra lunedì 12 e martedì 13 dicembre, alle 4, i carabinieri della compagnia di Spilimbergo hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di Michele Latorre, 30 anni, di Ceglie del Campo, in provincia di Bari, che si trovava agli arresti domiciliari, a San Giorgio della Richinvelda.

Il comando di compagnia era stato già pre-allertato il sabato mattina precedente, per predisporre l’operazione di cattura, facente parte di una più vasta operazione coordinata dalla magistratura di Bari. Il bilancio di quest'ultima è stato di 22 arresti per mafia, nello specifico il clan "Di Cosola".

Le accuse sono di "associazione di tipo mafioso", "scambio elettorale politico-mafioso" e "coercizione elettorale in concorso".

Crimine organizzato, operazione anche nel Pordenonese

Tra le ipotesi della Procura, anche quella che il clan abbia condizionato le elezioni regionali del 2015 in Puglia. Tra gli arresti, c'è stato anche quello di un politico, factotum di un candidato della lista "Popolari", Natale Mariella, poi però non eletto. L'organizzazione avrebbe ricevuto, per il lavoro svolto, 50 euro a voto (20 dei quali girati a ogni elettore compiacente, dietro pressioni e minacce per votare secondo le indicazioni ricevute), con un anticipo di 30 mila euro.

L'attività investigativa ha inoltre documentato l'esistenza di una confederazione mafiosa promossa dai Di Cosola e realizzata mediante reciproche intese - le cosiddette comparanze - con le altrettanto autorevoli compagini baresi dei Capriati, Parisi e Diomede-Mercante, allo scopo di porre a disposizione le rispettive risorse militari per il compimento di azioni delittuose, in pregiudizio del comune clan rivale degli Strisciuglio, con il quale ciascuna organizzazione criminale aveva ingaggiato, in passato, cruenti scontri armati, tali da insanguinare la città e tutta la sua area metropolitana.

Quanto al capitolo spilimberghese, i carabinieri hanno accertato che l'uomo era ospite di parenti per scontare la misura degli arresti domiciliari, in una dépendance dell'abitazione della sede di una nota azienda agricola con annesso agriturismo, nelle campagne e vigneti di San Giorgio della Richinvelda.

Valutato il territorio circostante, le possibili vie di fuga, si è pianificata l’operazione scattata alle 3 di notte, col concentramento di più pattuglie dei carabinieri, in uniforme e in borghese, equipaggiate per ogni evenienza, al comando della compagnia carabinieri di Spilimbergo.

Nonostante Latorre fosse ai domiciliari, c'era il pericolo che potesse tentare la fuga e avvertire del blitz in corso i componenti della cosca.

Dopo un briefing con tutto il personale impiegato per spiegare lo studio dell'azione e valutare le variabili, anche ambientali, sincronizzati con la pianificazione, garantiti i collegamenti radio dinamici, al segnale convenuto l’operazione è scattata alle 4. I militari hanno suonato alla porta della abitazione, nel frattempo circondata, ove si trovava l'uomo.

Questi ha aperto e gli è stato notificato il provvedimento.

Di qui l'arresto, con accompagnamento prima al comando carabinieri di Spilimbergo e poi, una volta saputo da Bari che l'intera operazione era andata a buon fine, in carcere, in attesa di trasferimento in un istituto penitenziario attrezzato per la detenzione di soggetti accusati di appartenere alla criminalità organizzata.

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