Bella Ciao alla festa del Tricolore, la destra insorge: «Inopportuno»

San Vito, bufera sulla scelta del sindaco di inserire il pezzo partigiano nella scaletta della cerimonia. Chiaruttini (FdI): «Appartenenza politico-ideologica». Di Bisceglie: «Canto della libertà donata a tutti»

SAN VITO. Giornata nazionale della bandiera: per la prima volta e, a quanto risulta, unico in Regione, ieri il Comune di San Vito ha organizzato il Brindisi per il tricolore.

Non è mancata la polemica. La scaletta di brani eseguiti al teatro Arrigoni comprendeva Bella ciao (in forma strumentale), canzone popolare simbolo della lotta al nazifascismo. L’opposizione di destra non l’ha presa bene, ritenendo che il brano in quell’occasione fosse fuori luogo. Non per il sindaco Antonio Di Bisceglie, per il quale il richiamo alla Resistenza, dai punti di vista storico e concettuale, è adatto alla circostanza.

I brani, eseguiti dai giovani del gruppo Music brass, sono stati scelti dall’amministrazione comunale. Per ognuno, al teatro, sono stati indicati periodo storico e riferimenti al tricolore e ai suoi valori. La scaletta: Canto degli italiani, Va’ pensiero, La canzone del Piave, Stelutis alpinis, Bella ciao e Inno alla gioia. «Si riferiscono tutti a periodi e momenti storici legati al tricolore», è l’opinione del sindaco.

«Ho trovata inopportuna l’esecuzione di Bella ciao – ha detto il consigliere Iacopo Chiaruttini (Fratelli d’Italia) –. Non è un brano di unità nazionale, bensì di parte, che divide in quanto ha un’appartenenza politico-ideologica. E’ già accaduto che venisse eseguita in altre occasioni istituzionali, ma non è l’inno d’Italia o d’Europa. Potrei capire il senso di proporla il giorno della Liberazione, ma in questo contesto era inopportuno. Nulla contro il gruppo che l’ha suonata. E fa piacere che venga celebrata questa giornata: non era mai accaduto, e ho qualche perplessità sul fatto che il sindaco riscopra il patriottismo soltanto ora».

«Il pezzo Bella ciao mi infastidisce sempre, anche il 25 aprile – aggiunge Valentina Pegorer (Forza San Vito) –. E’ diventata un feticcio di questa amministrazione: anche in questa occasione non ha potuto farne a meno, in modo inopportuno. Si doveva onorare la bandiera italiana, non i partigiani».

«Bella ciao – replica Di Bisceglie – è un canto popolare che ha accompagnato l’epopea della Resistenza, nel periodo non a caso chiamato anche “secondo Risorgimento”. La liberazione dal nazifascismo ha portato libertà, democrazia e la bellissima Costituzione ispirata a quei valori e diritti di cui gode anche chi esprime questo genere di critiche, che non conosce la storia o non ne vuole prendere atto».

Presenti al teatro, ieri, autorità regionali e locali, rappresentanti di sodalizi, delle scuole e di associazioni combattentistiche e d’arma (Anpi compresa). Il sindaco ha voluto che anche San Vito celebrasse la ricorrenza del 7 gennaio per onorare la bandiera, come stabilito dalla legge 671 del 1996, per la redazione della quale tra l’altro Di Bisceglie fu in commissione quand’era deputato.

«Quest’anno il significato è particolare – ha sottolineato –: ricorre il 220° anniversario del primo tricolore». Ieri è stato inoltre distribuito l’opuscolo La bandiera tricolore e l’inno, che sarà consegnato anche ai circa 130 alunni di terza media.

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