Detenuto per errore perde il posto di lavoro

La storia di Corrado Di Giovanni arriva a “Sono Innocente”: 14 mesi di carcere prima di essere assolto

PORDENONE. Venerdì 23 marzo 2012, ore 16. Tre agenti della squadra mobile di Venezia si presentarono a Rivarotta di Pasiano, a casa del rappresentante di vernici Corrado Di Giovanni, allora 53enne. Dopo una perquisizione domiciliare, lo portarono in questura, nella città lagunare.

Prima, fece in tempo a salutare il figlio, tornato dal lavoro dove aveva saputo della “visita” al padre. Quella sera segnò l’inizio del calvario del rappresentante amico dei mobilieri della Bassa Pordenonese: Corrado Di Giovanni venne accusato di avere promosso «l’associazione per delinquere (accusa caduta in appello per tutti, ndr), procurando informazioni sugli obiettivi da attingere e ne comunicava i dettagli al cugino».

Per l’accusa era, in sostanza, la talpa di una banda sospettata di avere compiuto rapine nelle ville di imprenditori di Pramaggiore, Pasiano e Mansuè. Il risultato? 14 mesi di carcere cautelare, uno ai domiciliari. Al processo di primo grado Corrado Di Giovanni venne assolto, l'unico. Sentenza confermata in appello.

Oggi, colui che fatturava 8 milioni di euro l’anno è senza lavoro. «Quel 23 marzo non lo dimenticherò più. Fotosegnaletica e impronte digitali a Venezia. Alle 3 mi chiesero se conoscevo i tre imprenditori. Risposi sì. Due ore dopo dissero che avevano predisposto un mandato di arresto. E venni trasferito in carcere, a piedi».

Comincia così il racconto dell’ex rappresentante che sarà protagonista della puntata di oggi di “Sono Innocente”, programma di Rai3 condotto da Alberto Matano e in onda in prima serata, alle 21.15.

Racconta il dramma e il riscatto di uomini e donne accusati ingiustamente, le storie di persone che da una vita normale e tranquilla si trovano catapultate in un vero e proprio incubo: la realtà cruda e difficile del carcere.

“Sono innocente” è un format della Zodiac Banijay prodotto per l’Italia da Non Panic e riadattato dagli autori Cosimo Calamini, Matteo Billi, Francesco Foppoli e Alberto Matano con la regia di Alessandro Tresa. In studio il conduttore ricostruisce le singole vicende e introduce filmati, composti da fiction, interviste e materiali di repertorio, che accompagnano lo sviluppo della narrazione. Il racconto attraverserà tre fasi della vita del protagonista: il periodo che precede l’arresto, la detenzione e l’iter giudiziario e la scarcerazione per riconosciuta innocenza.

La ricostruzione si chiuderà con l'intervento in studio di Corrado Di Giovanni che parlerà della sua vita attuale e dei problemi che si affrontano dopo un’ngiusta condanna e detenzione.

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