Giosuè, sulle telecamere sarà guerra tra consulenti

Tocca agli esperti dei pm dimostrare che era in via Interna al momento degli spari. Poi l’accertamento tecnico della difesa e una terza perizia da chiedere alla Corte

PORDENONE. Ci sono la consulenza della Procura, che verrà presentata domani in aula, e quella della difesa, che annovera tra gli incaricati anche Nello Balossino, consulente di punta nell’indagine sul giallo di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi. Ma non basta. Gli avvocati difensori di Giosuè Ruotolo, a processo per l’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, sono pronti a chiedere un terzo esame tecnico: una perizia che sarebbe disposta a quel punto dalla Corte d’Assise, qualora la richiesta venisse accolta.

Tre esami tecnici focalizzati su un unico obiettivo: accertare se la ricostruzione spazio-temporale della scena del delitto attraverso le immagini delle tre telecamere comunali (14 bis, 15 bis, 8 bis) che immortalano il transito della sua Audi A3 all’andata e al ritorno dal palasport la sera del 17 marzo 2015 consenta davvero di collocare Giosuè sul luogo del delitto, il parcheggio del palasport, al momento degli spari.

Secondo la difesa di Ruotolo, dalla consulenza tecnica che la Procura ha affidato a Giuseppe Monfreda e Paolo Reale non emergono prove sufficienti a dimostrare la sua presenza nell’esatto momento in cui Teresa e Trifone vennero uccisi.

«Crediamo che i risultati della consulenza della Procura siano deboli e confutabili – sostiene l’avvocato Roberto Rigoni Stern –. Poggia su simulazioni che sono state ripetute più volte e hanno dato esiti ogni volta diversi. Basarsi sul passaggio del runner davanti alle telecamere non può essere considerato un metodo scientifico per stabilire la scansione cronologica degli spostamenti di Ruotolo e provare la sua asserita presenza sul luogo del delitto al momento in cui vennero sparati i colpi».

«Nessuno può collocare con precisione e certezza gli spostamenti in base alle immagini delle telecamere – continua Rigoni Stern – anche alla luce delle gravi anomalie dell’orologio delle stesse telecamere comunali. Secondo noi, invece, al momento degli spari Ruotolo si era già allontanato dal parcheggio del palasport. Tutto questo senza dimenticare che c’è un problema di fondo non ancora risolto, ovvero il fatto che fino ad oggi non sia stato possibile stabilire l’ora esatta della morte delle due vittime.

Ne sono stati indicati fino a 4 orari diversi. Con la nostra consulenza affidata a Nello Balossino, Giuseppe Dezzani e Pierdavide Scambi potremo dimostrare che non ci siano certezze, al momento, sulla scansione cronologica di telecamere, passaggio dell’auto, runner e orario del decesso».

«A questo punto – conclude l’avvocato –, alla luce di quanto emergerà dall’udienza di lunedì, decideremo se chiedere subito un’ulteriore perizia alla Corte d’assise. Un accertamento che non allungherebbe i tempi del processo. Il perito incaricato dalla Corte, a nostro avviso, potrebbe completare il lavoro entro uno o due mesi al massimo visto che i dati sono già disponibili».

Intanto spuntano foto dell’Audi di Ruotolo con delle protezioni “antisporco”. Foto scattate con il suo cellulare il giorno prima del delitto. «A pensarla male, l’esito negativo degli accertamenti con il luminol sull'auto potrebbero essere dovuti a questo», ha commentato Serena Gasperini, legale della famiglia Ragone, venerdì sera durante la trasmissione Quarto Grado, su Rete4. Da quanto si è potuto apprendere, la vettura era però stata portata in quei giorni alla concessionaria per un semplice intervento di manutenzione.

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