Porcia, una slot ogni 159 abitanti

Il Comune vuole debellare il gioco d’azzardo: Tari dimezzata agli esercenti che rinunciano alle macchinette

PORCIA. Tassa rifiuti dimezzata per gli esercenti purliliesi disposti a mettere al bando le macchinette mangiasoldi. L’impegno assunto lo scorso anno dall’amministrazione comunale si è tradotto in realtà, e troverà riscontro nel bilancio di previsione.

A cantare vittoria è il M5s, che aveva avanzato la proposta tramite una mozione capace di mettere d’accordo, quasi all’unanimità, il consiglio comunale (l’unica astensione era stata quella del capogruppo di FdI Dorino De Crignis). I dettagli dell’operazione, discussa in commissione bilancio dalle forze politiche di maggioranza e opposizione, non si conoscono ancora, ma lo “sconto” sarà applicato sia sulla parte fissa dell’imposta, sia su quella variabile.

«Siamo riusciti a far approvare la richiesta di riduzione del 50% della Tari per quei gestori che rinunceranno a slot e simili nei loro locali – dice Fabio Veronese, portavoce eletto del M5s –. Parliamo di una piaga sociale che ha permesso l’aumento smisurato del problema della ludopatia in Italia.

A poter usufruire della riduzione saranno quei locali che risulteranno essere in regola con il pagamento dell’imposta negli anni precedenti». Parlando di immondizie e del relativo “balzello”, il Movimento invita tutti i commercianti e artigiani che smaltiscono i propri rifiuti speciali tramite ditte specializzate a rivolgersi agli uffici comunali «per verificare la possibilità di ottenere una riduzione della Tari a fronte di un’identificazione chiara degli spazi della propria attività dove vengono prodotti rifiuti assimilabili agli urbani».

Tornando alle macchinette mangiasoldi, quanto sono diffuse a Porcia? I locali che le ospitano – informa Veronese – sono 25, per un totale di 96 apparecchi presenti entro i confini comunali, ovvero uno ogni 159 abitanti (la popolazione è di 15.250 persone).

Per quanto questi dati possano sembrare sorprendenti, la situazione sul territorio purliliese può definirsi “confortante” se raffrontata con la media che emerge da una lettura del fenomeno a livello regionale. In Fvg, infatti, il rapporto tra il numero di slot, videolottery e simili e la popolazione totale (rispettivamente 15 mila e 1,2 milioni) è di un apparecchio ogni 80 cittadini residenti.

Per arginare la diffusione di questi dispositivi, nel 2014, la Regione ha approvato una legge che fa divieto di installarne di nuovi in quegli esercizi commerciali che si trovino a una distanza inferiore al mezzo chilometro dai punti considerati sensibili quali scuole, ospedali, edifici religiosi.

Il giro d'affari prodotto dal mondo del gioco d’azzardo, in Fvg, è vertiginoso. Nel 2015 (ultimi dati ufficiali disponibili) è stato di un miliardo 348 milioni di euro. Tolte le vincite, pari a un miliardo e 35 milioni, la spesa complessiva è stata di 311 milioni di euro. La “tentazione” del gioco è forte, ma va di pari passo con l’aumento dei rischi di scivolare nell’eccesso, con i conseguenti danni psicologici e finanziari che si abbattono non solo su chi fa un uso smodato delle macchinette, ma anche sulle famiglie dei ludopatici.

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