Base “congelata” ad Aviano, Trump ha bloccato le assunzioni

Stop a nuovi ingressi di personale militare e civile, nemmeno italiano. I sindacati: è una norma transitoria. Intanto ad Aviano arrivano i rinforzi

Non è proprio un blocco, ma un “congelamento” sì: dal 23 gennaio, giorno in cui il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un decreto sui dipendenti delle agenzie federali, anche le strutture militari nel mondo non possono fare nuove assunzioni. Memorandum valido anche per il 31º Figher wing di Aviano, dove è arrivata la comunicazione e dove il personale si è adeguato.

L’atto firmato dal nuovo presidente è di pochi giorni dopo il suo insediamento ed ha efficacia immediata, senza la necessità di passare per il Congresso. «Nessuna posizione vacante esistente fino al 22 gennaio – ha sottoscritto il presidente – può essere coperta e non possono essere create nuove posizioni, ad eccezione di alcune circostanze limitate». Direttiva che non vale per il personale militare e nei casi in cui sia messa in pericolo la sicurezza nazionale.

Da alcune settimane anche ad Aviano non si assume più personale civile italiano o americano, né i contratti a tempo determinato vengono trasformati in stabili, in attesa di un piano sul lungo periodo, per il quale però ci vorrà tempo. Questo vuol dire che sino a nuovo ordine l’ufficio assunzioni della Base non può procedere a nuovo contratti neppure di fronte a sostituzioni che si rendono necessarie per pensionamenti oppure licenziamenti. E poiché secondo il decreto nessuna posizione può essere creata, anche chi aveva in essere un contratto a tempo determinato con la prospettiva di trasformarlo in indeterminato deve attendere nuove disposizioni. «Stiamo a vedere cosa succede – ha detto Eugenio Sabelli della Cisl –, ma riteniamo sia una situazione transitoria».

In Base, intanto, procede anche l’attività di trasferimento delle forze armate destinate ad Aviano dalla Germania e dall’Inghilterra. Il 606º Air control squadron, circa 400 uomini, dalla base di Spangdhalem da mesi ha cominciato il trasloco e per loro non c’è problema di spazi, visto che vanno a coprire quelli del 603º, sciolto qualche anno fa. Strutture realizzate negli anni passati, invece, per gli elicotteri in arrivo dalla base inglese di Lakenheat.

Entro l’anno si trasferiranno in pedemontana 350 uomini del 56° e 57° Rescue squadrons con cinque elicotteri Hh60 Pav Hawk. Militari che arriveranno con le famiglia e si prevede che in totale possano arrivare sino a 2 mila unità. Nessun problema per le strutture interne né per gli alloggi, dopo la decisione del governo di assegnare nello stipendio dei militari la quota per l’affitto, concedendo maggiore libertà di scelta.

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