Gioco d’azzardo, ecco il software salva-vittime

Tutela dei minori e lotta al riciclaggio: due ragazzi pordenonesi elaborano un progetto ora all’attenzione del Parlamento

Nasce in provinca di Pordenone, a Villotta di Chions, il nuovo software contro la ludopatia, creato dalla mente geniale di due ragazzi, Alvi Metali, 26 anni, e Jacopo Martinuzzi, 25.

Sarà presentato al Pirellone, a Milano, il 6 marzo nell’ambito di un convegno sulla Riforma del settore dei Giochi, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze Pier Paolo Baretta, dei senatori Franco Mirabelli (relatore in Commissione Finanze del Ddl di riforma), Emilia De Biasi, presidente della Commissione Sanità, rappresentanti di Sisal, Confindustria e di altri attori interessati all’argomento.

Il software si chiama “Salvagioco” e ha lo scopo di regolare il gioco legale mediando tutti gli interessi, garantendo un gioco trasparente a prova di minore, introducendo tutele a favore del giocatore per ridurre la spesa e allo stesso tempo consentendo al suo gestore di realizzare profitti che a loro volta potrebbero essere reimpiegati, ad esempio per finanziare il fondo e i progetti per la lotta alle ludopatie.

Per curare gli aspetti legali e contrattuali è stato coinvolto l’avvocato pordenonese Alessandro Da Re, con particolare attenzione alle relazioni istituzionali.

Metali, in un paio d’anni, è riuscito a catturare l’attenzione dei massimi esponenti coinvolti in questo argomento. L’apprezzamento per il progetto è stato tale che il giovane è stato inserito nell’elenco dei partecipanti alle audizioni in Parlamento nell’ambito dell’esame del Ddl.

Recentemente è entrata nel team anche Giulia Facca, 24 anni, graphic designer pordenonese, che sta curando la comunicazione e la presentazione del progetto. «Ringrazio chi mi ha sostenuto in questo percorso – ha dichiarato Metali, di origini albanesi, da più di 20 anni in Italia –. “Salvagioco” è un primo passo verso il contrasto alla ludopatia, il gioco minorile e il riciclaggio, e per creare finalmente un gioco legale degno di questo nome».

«L’idea di Alvi – gli ha fatto eco il socio Jacopo Martinuzzi – si basa su quella che abbiamo definito relazione gioco/risparmio, una delle caratteristiche principali e distintive di “Salvagioco”. È stato coinvolgente costruire il software e, soprattutto, vedere che i risultati sono davvero reali e importanti in termini economici».

«Il progetto “Salvagioco” - ha commentato Da Re, che ai ragazzi ha fatto un po’ da papà offrendo esperienza strategica e nelle trattative - potrà mettere l’Italia nelle condizioni di essere all’avanguardia a livello mondiale nell’ambito della reale lotta, anche con il contributo della tecnologia, alle ludopatie, al riciclaggio e al gioco minorile. La storia di questi tre giovani, inoltre, costituisce una ventata di aria fresca in questa Italia che pare spesso immobile e senza opportunità».

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