Torna il sogno della piazza green con un test che durerà due mesi

La convenzione con la Fiera è la prima attuazione concreta di un desiderio che ha radici lontane Il primo studio di fattibilità 15 anni fa. L’ultima provocazione di Giannelli in campagna elettorale

Il sogno di una piazza giardino ha radici lontane in città. E il 4 marzo – anche se l’inaugurazione potrebbe essere anticipata a venerdì per via delle previsioni meteo – la città avrà il suo giardino in centro, seppur a tempo. Un tempo che potrebbe far nascere nuove suggestioni.

Giardini di marzo. L’allestimento, che sta trasformando piazza XX Settembre in giardino temporaneo, punta a un’identificazione tra la città e Ortogiardino (che è uno dei saloni più amati) ma genera un ulteriore suggestione.

Nell’area verde vengono sistemati 18 gelsi, fiori e piante, oltre a installazioni di legno a forma di farfalla. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune, la società in house che si occupa della gestione del verde ovvero Gea e Ortogiardino.

La piazza diventerà in questo modo un prolungamento naturale della fiera, nella logica del fuori salone, spingendo da un lato i visitatori della fiera a visitare la città e dall’altro i pordenonesi ad andare in fiera. «L’obiettivo - ha spiegato il sindaco Alessandro Ciriani durante la presentazione in municipio – è non solo l’esperimento di abbellimento estetico della piazza, ma far sì che chi va in Fiera, compresi espositori e stranieri, siano invogliati a visitare la città e partecipare ai suoi eventi».

Attrazione a tempo. Di notte un faro proietterà sulla Casa del Mutilato l’immagine di grandi farfalle. Il giardino – 600 metri quadri di estensione – occuperà in pratica tutta la piazza, lasciando libera l’area utilizzata dalle bancarelle del mercato. L’area verde verrà mantenuta di fatto fino a quando il manto sarà in buone condizioni.

Progetti nel cassetto. L’idea di portare un’area verde in piazza non è nuova, ma finora le amministrazioni non l’hanno mai realizzata. La speranza di molti pordenonesi è che la sperimentazione sia un primo passo di una trasformazione della piazza. Quindici anni fa il neo sindaco Sergio Bolozonello diede l’incarico all’architetto Giorgio Raffin di ripensare l’area. Raffin realizzò uno studio di fattibilità che prevedeva la realizzazione di una struttura trasparente come quinta aggiuntiva di fronte alla Casa del mutilato.

L’idea era quella di inserire infobox e display e minime unità commerciali a integrazione dei negozi dislocati nel terrapieno della biblioteca. Erano stati poi immaginati elementi costitutivi anche con il verde e l’illuminazione.

L’architetto immaginava alberi ad alto fusto, anche platani. Questo progetto – nel 2002 – prevedeva un investimento di un milione e mezzo di euro. Ben più economica, almeno secondo le previsioni del suo ideatore, la piazza versione giardino all’italiana di Francesco Giannelli.

Per l’architetto consigliere comunale la piazza dovrebbe essere trasformata con piante ad alto fusto, fiori e panchine.

Gli eventi? Andrebbero a quel punto dirottati – assieme al palco – in altre zone della città. Il progetto troverebbe di sicuro l’accordo dei residenti che da anni combattono contro i rumori fino a tarda notte. Il punto di partenza che sembra comunque accomunare tutti è che quella piazza abbia bisogno di essere immaginata con occhi nuovi. E la primavera porterà di sicuro consiglio.

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