Pordenone, stretta sul gioco d’azzardo: i vincoli ora sono più rigidi  

Le sale dovranno essere ad almeno 500 metri da dove si può prelevare denaro. Nell’elenco sono inseriti sportelli bancari e postali e anche i negozi compro-oro

PORDENONE. Nuova stretta alle regole per il gioco d’azzardo. L’amministrazione comunale porterà in commissione venerdì e successivamente in consiglio comunale la delibera che introduce nuovi limiti per l’azzardo in città.

Nei perimetri del limite dei 500 metri rientreranno anche sportelli bancari, postali, bancomat e negozi “compro-oro”. Esercizi che possono facilitare il reperimento di denaro da parte dei malati di gioco. A questi si aggiungeranno naturalmente i luoghi cosiddetti sensibili come scuole, i parchi cittadini, ma anche l’autostazione delle corriere.

L’assessore Emanuele Loperfido, che aveva già anticipato la decisione dell’amministrazione di arrivare a una stretta spiega: «Abbiamo fatto approfondimenti, anche con il dipartimento di prevenzione dell’Azienda per l’assistenza sanitaria che dimostrano come le persone malate di gioco d’azzardo siano in aumento.

Quando arrivano ai servizi sono già casi gravi, con ripercussioni familiari e sociali pesanti – sottolinea l’assessore al commercio Emanuele Loperfido –. Da qui, nelle more della legge regionale e di quello che un Comune può fare, abbiamo deciso di adottare ulteriori limiti per prevenire il fenomeno».

Nell’ambito della prevenzione le linee di indirizzo che l’amministrazione si è data sono «la limitazione degli orari delle sale gioco e di tutte le attività dove ci sono apparecchi per il gioco a pagamento nonché – sottolinea Loperfido – la distanza da luoghi di aggregazione o punti ove ci sia una facilità di avere denaro: sportelli bancari, postali, bancomat e negozi “compro-oro”».

Per quanto riguarda i luoghi di aggregazione, sono inseriti sia gli asili nido che l’università e i parchi cittadini. Nell’identikit che arriva dal dipartimento delle dipendenze, gli utenti delle slot (apparecchi che consentono vincite in denaro, siano essi newslot o videolotterie) e i malati di ludopatia raramente sono giovani.

Si tratta soprattutto di persone con un’età media superiore ai 44 anni e in prevalenza di sesso maschile, anche se le donne che giocano d’azzardo sono in aumento. Questo tuttavia non deve far abbassare la guardia sulle nuove generazioni.

Dai dati dei Monopoli di Stato, inoltre, emerge che il numero delle attività commerciali (tra il 2011 e il 2013) che ha in negozio apparecchiature per il gioco d’azzardo è diminuito di un terzo.

Se questo è un dato positivo, riconducibile anche a regole più strette, c’è il rovescio della medaglia: le macchinette non sono diminuite, anzi. Questo vuol dire che, chi le ha, non è affatto disposto a rinunciare ai guadagni che portano.

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