Il grazie di Cordenons alle sue tante penne nere 

Centinaia di alpini agli 85 anni di fondazione del gruppo Ana più numeroso. Dino Franco Venerus: non abbiamo colori politici, ma ancora voglia di fare

CORDENONS. Inno nazionale in piazza della Vittoria, ieri mattina, per dare il via ai festeggiamenti per gli 85 anni dalla fondazione del gruppo alpini Cordenons. Un compleanno che in 500 hanno voluto festeggiare, tra iscritti al gruppo (presenti oltre un centinaio in t-shirt rossa) e delegazioni degli altri gruppi della provincia (quaranta i gagliardetti) guidate dal vessillo della sezione Ana di Pordenone, associazioni combattentistiche, autorità civili e militari.



Oltre un centinaio, invece, le persone in piazza che hanno assistito alla cerimonia, con almeno il doppio lungo le strade ad applaudire alla sfilata delle penne nere dal centro alla chiesa di San Pietro apostolo. Mentre i tricolori sventolavano e in diverse vetrine di esercizi commerciali spiccava il simbolo della bandiera italiana con l’immancabile “w gli alpini”, nel cuore della città si è svolta la cerimonia ufficiale dell’alzabandiera e della deposizione al monumento ai caduti della corona di alloro, benedetta dal parroco di Santa Maria maggiore, don Alessandro Moro.

Tra le autorità erano presenti il sindaco Andrea Delle Vedove, il presidente della sezione Ana Pordenone Ilario Merlin, il comandante della stazione carabinieri di Cordenons Gennaro Salzano, il vicecomandante della polizia locale Mario Cozzarin, il presidente provinciale dell’Unione nazionale ufficiali in congedo (Unuci) Aldo Vignocchi e il consigliere regionale Elio De Anna.

Nel ringraziare tutti i soci e la sezione di Pordenone e nel ricordare «tutti gli alpini che sono andati avanti», il capogruppo Dino Franco Venerus ha rimarcato una volta di più il “segreto” di un’associazione nazionale storica, che a Cordenons nacque nel 1932 (14 anni dopo il primo conflitto mondiale) lasciando in questi 85 anni sul territorio segni concreti di solidarietà, lealtà e impegno gratuito: dalla sistemazione delle chiese alla costruzione del Glesiut di Santa Fosca e della nuova sede associativa aperta a tutti. «Non si costruiscono opere come quelle realizzate dal gruppo – ha rimarcato Venerus – se non si ha un forte senso di unione, di amicizia e di un’appartenenza che non è un insieme casuale di persone, ma è credere ed avere valori comuni».
Nel ringraziare anche l’amministrazione comunale, Venerus ha espresso il desiderio che «anche in questa città tutti si convincano che gli alpini non hanno colori politici».



Il presidente della sezione Ilario Merlin ha ricordato che il gruppo di Cordenons, con i suoi 300 iscritti, «è il più numeroso della provincia e ciò significa bussare casa per casa – ha detto – per risvegliare il senso dell’essere alpini, opera che il capogruppo e il direttivo hanno svolto efficacemente in questi ultimi anni». Il sindaco ha dato merito anche anche all’opera di solidarietà silenziosa che gli alpini portano avanti. Durante la messa l’ultima parola è spettata al parroco don Ivano Zaupa. «Sono alpino anch’io – ha detto alle penne nere che coloravano la chiesa – anche se solo per otto giorni prima del congedo. Sono contento di avervi qui come testimonianza di amore fraterno e concreto».
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