«Italia sicura grazie all’intelligence»

Eventuali sospetti sono monitorati. «L’Isis “arriva” in auto, non con i barconi»

Chi fa il terrorista oggi gioca molto sulla percezione esterna con una strategia precisa. Prenderne coscienza ci permette di affrontare questa battaglia alla pari. Per questa ragione il ruolo dei giornalisti si conferma importante. Sabrina Magris, studiosa di antiterrorismo e psicologa investigativa, ieri è stata relatrice dell’incontro intitolato “Terrorismo, trappola infernale. L’informazione tra rischio e necessità”, organizzato dal Circolo della stampa di Pordenone in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia. Insieme con lei, il giornalista americano Eric J. Lyman, corrispondente europeo di Usa Today e Wall Street Journal. Sabrina Magris, pur giovanissima, è direttrice di École Universitaire Internationale, istituto italiano di formazione e ricerca sulla pace e sicurezza.

Ieri sono stati numerosi i temi affrontati partendo dai “lupi solitari” che rappresentano per alcuni giovani anche occidentali, delle figure idealizzate anche grazie al nome. A proposito dei giovani foreign fighters, l’allarme riguarda anche i più piccoli poiché monitorando la rete, sono stati trovati inquietanti video, dove personaggi dei cartoon molto amati dai bambini, come Peppa Pig, Teletubbiese, Spongebob e Simpson simulano dei veri e propri attentati.

Il giornalista Lyman ha spiegato il suo ruolo: per anni corrispondente di guerra, oggi si occupa di diversi temi di attualità, di politica ed economia che si rivelano fondamentali per la loro correlazione alle cause del terrorismo. Parliamo ad esempio di migrazioni? Il timore che i terroristi arrivino sui barconi viene confutato dal fatto che sia invece l’automobile il mezzo più utilizzato, ad esempio lungo la rotta balcanica, che rende la Siria molto più vicina di quanto si pensi.

L’Italia a questo proposito è un paese a rischio? Lo è – ha spiegato Magris – come altri paesi. Tuttavia in Italia, le forze d’intelligence sono molto preparate e competenti. Gli anni di piombo, il terrorismo interno, la competenza sulla gestione degli ostaggi pur in momenti diversi da quelli di oggi, ci permettono di avere un’esperienza consolidata. Tuttavia, quello che conta è non abbassare mai la guardia, neppure oggi che l’Isis sembra indebolito.

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