Maltrattava la famiglia, bloccato con lo spray e arrestato dalla polizia

Preso mentre picchiava la consorte, rifugiatasi in camera. Moglie e figlia subivano da un anno violenze fisiche e morali 

Si è chiusa a chiave in una camera, per sfuggire alla violenza del marito, un 49enne di nazionalità romena. Da lì la donna, spaventata e con i segni delle percosse sul volto, ha chiamato il 112, chiedendo aiuto.

Erano le 14.15 di mercoledì quando alla sala operativa della Questura è arrivata la richiesta di soccorso. Subito gli agenti della squadra volante si sono precipitati nell’abitazione di Pordenone. Mentre correvano su verso l’appartamento, già dalla tromba delle scale i poliziotti hanno udito le grida di un uomo.


Si sono imbattuti nel 49enne romeno, che, in evidente stato di ubriachezza, ha tentato di sbarrare il passo agli agenti. Si è piazzato fra loro e l’uscio di casa, li ha strattonati e spinti via. Per bloccarlo e proteggere la sua stessa incolumità gli agenti hanno dovuto ricorrere allo spray al peperoncino.

Quando sono entrati nell’appartamento, i poliziotti hanno trovato moglie e figlia in preda allo choc e le hanno soccorse. La consorte è stata accompagnata all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone: le violente contusioni al volto sono state giudicate guaribili in sei giorni. L’uomo è stato invece portato in Questura.

A poco a poco dai racconti delle donne gli investigatori della polizia hanno ricostruito un contesto familiare caratterizzato da continue violenze verbali, fisiche e psicologiche e quasi ininterrottamente, secondo quanto hanno riferito moglie e figlia, perduravano da più di un anno.

Il 49enne romeno è stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e in flagranza per l’ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia. Gli inquirenti hanno accertato che l’aggressione di mercoledì è solo l’ultima di una serie e che le due donne subiscono da oltre un anno il clima di violenza e minacce in casa ritenuto dagli inquirenti di una certa gravità.

L’uomo è stato condotto dalla polizia in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nei prossimi giorni si terrà l’udienza di convalida dell’arresto. —


 

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