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L'Ordine dei medici: «Dati preoccupanti: serve il lockdown totale, in tutto il Paese»

Il presidente Fnomceo chiede di stabilizzare gli specializzandi degli ultimi due anni impiegati nell'assistenza e rendere pienamente operative le Usca, in un momento in cui le persone in isolamento domiciliare sono quasi 419mila

UDINE. Non accennano a calare (e non ingannino i numeri odierni, perché oltre ai contagi sono diminuiti anche i tamponi) i casi di coronavirus in Italia e, soprattutto, non si placa, anzi in realtà aumenta, la pressione sugli ospedali. Da più parti in Italia arrivano notizie di strutture in difficoltà. Ed è per questo, ora, c’è chi chiede la chiusura totale. A chiederlo, alla luce dei dati che continuano a salire, soprattutto quelli sui ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive, è il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, dalla pagina Fb della stessa Federazione: «Lockdown totale, in tutto il Paese».  



Anelli ha acceso inoltre un faro sulla carenza di medici specialisti, chiedendo, alla luce dell'evoluzione della situazione Covid in Italia, di stabilizzare gli specializzandi degli ultimi due anni impiegati nell'assistenza e rendere pienamente operative le Usca, in un momento in cui le persone in isolamento domiciliare sono quasi 419mila. 



«La gestione del territorio non può più essere affidata al singolo medico di famiglia: occorre rafforzare le micro equipe, investendo risorse per permettere l'assunzione di infermieri e di personale amministrativo di studio, che possano affiancare sin da ora il medico di Medicina Generale».

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