Benessere

E' sempre tempo di yoga

Durante il lockdown in molti hanno seguito le lezioni sul web e adesso crescono le iscrizioni
alle scuole. Per ricominciare senza ansia
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Ancora di salvezza per molti durante il lockdown, lo yoga può essere un aiuto per ripartire in questo strano autunno con maggiore serenità. Sono tanti gli autodidatti che, dopo mesi di lezioni su Zoom, vorrebbero ufficialmente iscriversi ad una scuola di yoga. Premesso che le regole da seguire saranno “straordinarie” (vedi misurazione della temperatura, tappetini personali, mascherina negli ambienti comuni, classi a numero limitato e distanziamento di un paio di metri dagli altri praticanti) è importante ricordare che yoga fa soprattutto rima con respiro.

Respirazione e postura

Ashtanga, hatha, kindalini o iyengar per ogni disciplina il rapporto tra respirazione (prana) ed asana (posture) è fondamentale. Non a caso molti insegnanti scelgono di aprire o chiudere la pratica con qualche minuto di inspirazione ed espirazione. In termini tecnici pranayama. Una certa costanza è indispensabile: un paio di volte alla settimana per i principianti, anche quattro o cinque per chi è avanzato. L’orario? Naturalmente è soggettivo in base ad eventuali impegni familiari e lavorativi e al proprio bioritmo. Ma il momento migliore, come insegnano gli indiani, rimane il mattino. Il corpo è meno stressato, lo stomaco pulito e la mente limpida. Si può cominciare con mezz’ora per poi arrivare rapidamente ad un’ora abbondante.

A ognuno la sua disciplina

Altra regola di buon senso è scegliere una scuola qualificata, se possibile un centro specifico piuttosto che una generica palestra, e non troppo lontana da casa per non essere soggiogati dalla pigrizia. Cosa ci si può aspettare da una prima lezione? Dipende molto dalla disciplina prescelta. Se l’ashtanga è più dinamico e favorisce una pratica individuale, l’iyengar utilizza dei supporti come mattoni o corde per aiutare il corpo. L’hatha prevede posizioni semplici ed eseguite con calma, a cui si uniscono appunto nozioni di respirazione, e il kundalini lavora a seconda delle classi su un aspetto energetico e su un chakra diverso. Insomma, non ci sono scuse per rimandare. Per incoraggiare i più restii ad uscire di casa si può aggiungere che una volta acquisita una certa padronanza delle sequenze si può anche abbinare al lavoro fatto in classe una pratica individuale tra le mura domestiche. Infine, come vestirsi? Un pantalone leggero ma non troppo largo perché rischia di impigliarsi ai piedi è la scelta migliore. Un top altrettanto leggero e un asciugamano per asciugarsi il sudore e permettere agli insegnanti di fornire gli aggiustamenti.