Vaccini, convincere gli esitanti tra gli operatori sanitari. Uno ad uno

Mantenere il dialogo con chi non si fida. E raggiungere anche chi lavora nel privato per comporre il grande puzzle che ha pezzi piccolissimi
1 minuti di lettura

Un puzzle con pochi pezzi grandi può essere facile per un bambino. Più complicato è quando i pezzi sono tanti e piccoli. Non sempre la soluzione è immediata, per cui i bambini potrebbero avere la tentazione di “lasciar perdere”. Ma quando un puzzle difficile viene completato, con impegno e pazienza, il bambino è ancora più felice ed orgoglioso!

Dal puzzle ai vaccini anti Covid-19 il discorso non cambia molto. Lo sappiamo, in questa prima fase, le vaccinazioni anti Covid-19 sono destinate al personale socio-sanitario.

 

Sono proprio gli operatori sanitari e sociosanitari, sia pubblici che privati accreditati, ad avere un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da Covid-19. E rischiano di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Ecco perché la loro vaccinazione è una priorità assoluta.

Gli ospedali dove lavorano più medici e infermieri possono essere paragonati ai pezzi del puzzle: è più facile verificare chi ne ha diritto e organizzare in modo tempestivo le sedute vaccinali.

Il lavoro è più complicato nel caso dei liberi professionisti, sparsi sul territorio nazionale, più simili ai pezzi piccoli di un puzzle. Bisogna stare attenti a non perderne neanche uno se si vuole raggiungere l’obiettivo di una vaccinazione capillare, riducendo il rischio di infezione per i pazienti suscettibili e vulnerabili che vengono da loro assistiti.

E ci sono poi i dubbiosi, o per dirla con il più comune termine inglese, i “vaccine hesitant”. Lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni, che comporta un ritardo nell'accettazione o nel rifiuto dei vaccini nonostante la disponibilità di servizi di vaccinazione, è un fenomeno che esiste da tempo. Oggi questa posizione è amplificata e rilanciata nei social network. Tanto che la “vaccine hesitancy” è stata classificata dall’Oms nel 2019 tra le “dieci minacce alla salute globale”. Il fatto che il vaccino anti Covid 19 sia stato messo a punto in pochi mesi, con una nuova metodica a mRNA, incrementa dubbi e paure anche tra gli operatori sanitari.

Il vaccino è sicuro: lo ribadiscono istituzioni nazionali e internazionali e organismi regolatori come Oms, Aifa e Ministero della Salute. Tuttavia, più di ogni altra cosa, è fondamentale mantenere aperto il dialogo con gli “esitanti”. Bisogna capirne i dubbi, rispondere scientificamente ai quesiti, affrontando le preoccupazioni e promuovendo l’accettazione. Anche loro sono come pezzetti piccoli di un puzzle. È importante non perderne neanche uno nella lotta contro il Covid 19.