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Sale, ne mangiamo meno ma è sempre troppo

Secondo il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità in dieci anni -12% di consumo. Dovremmo arrivare al meno 25% previsto per il 2025 dall'Oms. Ma più della metà di quanto consumiamo arriva da ristoranti e cibi pronti, e ridurre è più difficile. Anche perché, proprio come lo zucchero, piace al nostro cervello
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È oggetto di discussione quando c’è da condire l’insalata, è esotico quando è rosa e arriva dall’Himalaya, è terapeutico se sulla confezione c’è scritto iposodico ed è sempre "quanto basta" nelle ricette. Il sale si aggiunge, si porta in tavola e si trova già negli alimenti, soprattutto negli snack e nei piatti pronti. Il sale è anche quello che fa scattare l’addiction, perché come lo zucchero piace, sia al palato che alla mente, e quindi una focaccina tira l’altra.

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