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Covid: lo stress da pandemia consuma anche i denti

Covid: lo stress da pandemia consuma anche i denti
Le risposte di Giuseppe Cicero, parodontologo e docente di Odontoiatria all’Università Europea di Madrid. I disturbi del sonno sono in aumento per via del covid. Lo è anche l’involontario digrignamento della dentatura nelle ore notturne
3 minuti di lettura

DIGRIGNARE o serrare i denti di notte, senza rendersene conto. Svegliarsi la mattina con mal di testa e mandibole indolenzite. E non capire perché. Non capire perché prima, prima di questa pandemia, non succedeva. Non così spesso, non a così tanta gente.

Sì perché il malessere che accompagna questa crisi sanitaria - che è paura di ammalarsi di covid, che è stress per il lavoro che si è perso, o che c’è ancora ma ha invaso il tempo di vita, che è frustrazione per giornate che svuotano di distrazioni sociali - ha provocato un significativo incremento dei disturbi del sonno, e anche del bruxismo. Qualche numero a conferma? “Negli ultimi 5 mesi del 2020, la parola bruxismo ha avuto, rispetto al 2019, un’impennata delle ricerche su Google del 62% in Calabria, del 48% nelle Marche, del 34% in Sicilia e Sardegna, tanto per fare qualche esempio. E nello stesso periodo di tempo l’espressione digrignare i denti è aumentata del 68% nel Lazio e del 60% in Sicilia” dice Giuseppe Cicero, parodontologo e docente di Odontoiatria all’Università Europea di Madrid.

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La relazione tra ansia e denti

“In una situazione di ansia la circolazione sanguigna aumenta nelle aree del cervello che presiedono alle reazioni istintive e al sistema di attivazione del ritmo sonno-veglia – spiega Cicero - Questo serve per portarci in una condizione di lotta e difesa fisica e mentale. Il bruxismo può essere considerato come un sintomo di questo processo”. Un po’ una sorta di adattamento ancestrale, per così dire, che si attiva però automaticamente anche in una situazione come quella attuale che ha a che vedere con lo stress, ma che però non richiede un’allerta fisica, finendo comunque per provocarla.

I sintomi

Il bruxismo è l’atto involontario di stringere e digrignare i denti durante il sonno, ed è un disturbo che, anche a prescindere dal covid naturalmente, è diffuso:  in Italia ne soffrirebbero oltre 15 milioni di persone, bambini compresi.  Può essere più o meno lieve e dipende dalla contrazione, non voluta, dei muscoli della masticazione. Si può ricollegare a stress o uno stato di ansia momentaneo, ma anche a una malocclusione cioè un posizionamento anomalo delle arcate dentali. In ogni caso “è importante riconoscerne i sintomi per una rapida diagnosi” - dice Cicero -  Sintomi che sono svegliarsi al mattino con una forte sensazione di fastidio in bocca: le mascelle sono indolenzite, i denti fanno male. A un primo impatto si può ipotizzare una carie, ma spesso questi sono proprio i segnali di un incipiente bruxismo”.

In condizioni normali i denti si dovrebbero toccare solo quando si mastica o occasionalmente quando si deglutisce, quindi per un tempo limitato. Ma nei casi più gravi di bruxismo, i denti vengono in contatto anche fino a 8-10 ore al giorno. E si consumano. Ma non è solo questione di deterioramento dentale. Un bruxismo grave e prolungato può danneggiare le articolazioni temporo-mandibolari, e sovraccaricare i muscoli il che “si riversa su tutto l’organismo: mal di testa ingiustificato, dolore alle orecchie, sensazione di avere uno solo o entrambe le orecchie tappate, vertigini, difficoltà di deglutizione, difficoltà ad aprire del tutto la bocca, denti più sensibili del solito al caldo e al freddo, dolore alla colonna cervicale”, aggiunge il parodontologo.

Il chirurgo maxillo-facciale

“È molto importante riconoscere precocemente i sintomi del disturbo e porvi rimedio il prima possibile – spiega il Piero Cascone, professore associato di Chirurgia maxillo-facciale alla Sapienza di Roma e primario della UOC di Chirugia maxillo-facciale del policlinico Umberto I –. Si deve tenere in considerazione che il bruxismo può manifestarsi anche in giovanissima età. L’obiettivo delle terapie è quello di evitare che il sovraccarico funzionale delle strutture che permettono i movimenti mandibolari crei danni irreversibili. Succede spesso di dover fare diagnosi tardive e dover ricostruire articolazioni temporo-mandibolari ormai gravemente compromesse da lunghi periodi di stress funzionali. I sintomi per riconoscerli precocemente sono semplici – spiega Cascone - le terapie non sono invasive e, se correttamente impostate, possono essere anche autogestite. Quando invece compaiono limitazioni dell’apertura della bocca, rumori di crepito articolari e dolori di testa e cervicali allora è necessario rivolgersi ad uno specialista e se necessario ad un chirurgo maxillofacciale”.

Non solo mascherine (per i denti). Anche la meditazione aiuta

Non ci sono farmaci contro il bruxismo. Un rimedio classico e comune è il bite: un mascherina paradenti da indossare durante la notte fra le due arcate dentali per evitare lo sfregamento dei denti. Ma vista la relazione tra ansia, stress e bruxismo, per inibire l’automatismo che provoca il digrignamento possono essere utili  tecniche di rilassamento, uno yoga per il cavo orale.

Meditazione per i denti

“Prima di tutto – entra nel dettaglio Giuseppe Cicero - è necessario creare un segnale che nei momenti in cui siamo concentrati nelle nostre attività quotidiane ci porti consciamente a controllare cosa stiamo facendo con la bocca – riprende Cicero –: un semplice promemoria vicino al computer per ricordarci di non tenere i denti a contatto potrebbe essere un punto di partenza”.

E  gli esercizi? “Sono semplici – dice - : tenere tra i denti una guarnizione di silicone, come una piccola caramella che non si consuma e che dobbiamo cercare di non mordere. Se stiamo stringendo i denti ci ricorda di non farlo. Rilassare la muscolatura: Posizionare la lingua sul palato e mantenere le labbra socchiuse e i denti separati per una distanza di un centimetro fare piccoli movimenti di apertura chiusura nell’ambito del centimetro per 20 volte. Posizionare la lingua tra i denti dolcemente e riempiendo tutto lo spazio tra le due arcate (anche la zona dei molari), mordicchiare dolcemente la lingua (10 morsetti, 15 secondi di riposo).