Covid, Inail: oltre 156 mila i contagi sul lavoro fino a febbraio. 499 i decessi

L'età media dei contagiati dall'inizio dell'epidemia è di 46 anni per entrambi i sessi, 59 per i deceduti
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SONO 156.766 le denunce di infortunio sul lavoro da nuovo coronavirus al 28 febbraio 2021, pari a circa un quarto delle denunce complessive di infortunio sul lavoro dall'inizio del 2020 e al 5,4% dei contagiati nazionali totali comunicati dall'Istituto superiore di sanità (ISS). Lo rileva l'aggiornamento mensile del report INAIL sull'impatto del Covid-19 sul mondo del lavoro. I casi in più rispetto ai 147.875 del mese precedente sono 8.891 (+6 %). La seconda ondata" di contagi - i cui effetti non sono evidentemente terminati nello scorso anno, proseguendo soprattutto a gennaio e, in misura più contenuta, a febbraio - rileva l'Inail, ha avuto un impatto più intenso della prima anche in ambito lavorativo e non solo per la presenza di due mesi in più: il periodo ottobre 2020 - febbraio 2021 incide, infatti, per il 64,4% sul totale delle denunce di infortunio da Covid-19, esattamente il doppio rispetto al 32,2% del trimestre marzo-maggio 2020. Le denunce si sono concentrate nei mesi di novembre (24,5%), marzo (18,1%), ottobre (15,3%), dicembre (15,2%), aprile (11,7%), maggio (2,4%) e settembre (1,2%) del 2020, e nei mesi di gennaio (7,7%) e febbraio (1,7%) del 2021, per un totale del 97,8%. Il restante 2,2% riguarda gli altri mesi dell'anno scorso: febbraio (0,7%), giugno e agosto (0,6% per entrambi) e luglio (0,3%), oltre a 19 casi relativi al gennaio 2020.

I decessi

A differenza del complesso dei contagi, per i casi mortali è la prima ondata ad avere avuto un impatto più significativo della seconda: il 67,8% dei decessi, infatti, è stato denunciato nel trimestre marzo-maggio 2020 contro il 29,6% del periodo ottobre 2020-febbraio 2021. Le morti da Covid-19 segnalate all'Istituto allo scorso 28 febbraio sono 499, circa un terzo del totale dei decessi sul lavoro denunciati all'Inail dal gennaio 2020, con un'incidenza dello 0,5% rispetto al numero dei deceduti nazionali da Covid-19 registrati dall'Iss alla fine di febbraio. Rispetto ai 461 casi rilevati dal monitoraggio al 31 gennaio, i decessi sono 38 in più, di cui otto a febbraio e sei a gennaio del 2021, 14 a dicembre e sette a novembre dello scorso anno, mentre i restanti tre decessi sono riconducibili ai mesi precedenti.

L'analisi territoriale: il 44% dei contagi nel nord-ovest

L'analisi territoriale, approfondita anche attraverso le schede regionali, evidenzia una distribuzione delle denunce del 44,6% nel nord-ovest (prima la Lombardia con il 26,5%), del 24,3% nel nord-est (veneto 10,7%), del 14,5% al centro (Lazio 6,1%), del 12,1% al sud (Campania 5,5%) e del 4,5% nelle isole (Sicilia 3,0%). Le province con il maggior numero di contagi dall'inizio della pandemia sono Milano (10,2%), Torino (7,1%), Roma (4,8%), Napoli (3,7%),Brescia (2,7%), Varese e Verona (2,6% per entrambe) e Genova (2,5%).

Milano è anche la provincia che registra il maggior numero di infezioni di origine professionale accadute nel solo mese di febbraio 2021, seguita da ancona, Roma, Torino, Napoli, Brescia, Perugia e dalla provincia autonoma di Bolzano. Le province che registrano i maggiori incrementi percentuali rispetto alla rilevazione di gennaio sono però quelle di Vibo valentia (+34,1%), Campobasso (+26,2%), Lecco (+20,5%), Crotone (+20,5%), Reggio Calabria (+19,4%), Perugia (+18,1%), Ancona (+16,7%) e Isernia (+16,3%).

Concentrando l'attenzione sui soli casi mortali, la percentuale del nord-ovest sale al 47,5% (prima la Lombardia con il 33,9%), mentre il sud, con il 20,9% dei decessi denunciati (contro il 12,1% riscontrato sul complesso delle denunce), precede il centro (14,8%), il nord-est (12,2% rispetto al 24,3% delle denunce totali) e le isole (4,6%). Le province che contano più casi mortali dall'inizio della pandemia sono quelle di Bergamo e Milano (9,0% per entrambe), Napoli (6,8%), Roma (6,2%), Brescia (5,2%), Torino (4,0%), Cremona (3,8%) e Genova (3,2%).

Più contagiate le lavoratrici, ma a morire sono soprattutto gli uomini

A morire sono soprattutto gli uomini (83,0%) E i lavoratori nelle fasce di età 50-64 anni (71,4%), over 64 anni (19,0%) e 35-49 anni (8,6%), mentre tra gli under 34 si registra l'1% dei decessi. Il rapporto tra i generi si inverte prendendo in considerazione tutti i contagi sul lavoro da Covid-19. La quota femminile sul totale, infatti, è pari al 69,6%. Il numero delle lavoratrici contagiate supera quello dei lavoratori in tutte le regioni, a eccezione della Sicilia e della Campania, dove l'incidenza delle donne sul complesso delle infezioni di origine professionale è, rispettivamente, del 47,0% e del 45,3%.

L'età media dei contagiati dall'inizio dell'epidemia è di 46 anni per entrambi i sessi (59 per i deceduti). Il 42,1% del totale delle denunce riguarda la classe 50-64 anni. Seguono le fasce 35-49 anni (36,8%), under 34 anni (19,2%) e over 64 anni (1,9%).