Dieta del ghiaccio, ecco come (non) funziona

Parte dal presupposto che il nostro corpo brucia energia per riportare la temperatura a valori normali, se ingeriamo del ghiaccio. Ma gli esperti sono perplessi
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Come un termosifone che d'inverno consuma energia per mantenere calda la casa, così il corpo umano in presenza di ghiaccio "nella pancia" brucia calorie per riportare l'organismo alla sua temperatura standard. Il meccanismo su cui si basa la cosiddetta dieta del ghiaccio è così semplice che è altrettanto semplice, poi, credere che ingerendo acqua ghiacciata tutti i giorni si possa dimagrire.

 

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L'ice diet è uno schema alimentare ideato circa dieci anni fa dal gastroenterologo americano Brian Weiner (l'intuizione mangiando un gelato) e come tutte le diete che promettono una perdita di peso facile e veloce, è tornata attuale in vista della bella stagione. Ma per quanto sia reale la reazione fisiologica alla base, ci sono motivazioni altrettanto valide che smentiscono la sua efficacia.

 

Secondo il medico, che sull'ice diet ha scritto una lettera pubblicata nel 2010 su Annals of Internal Medicine e poi un intero e-book, un chilo di ghiaccio tutti i giorni, abbinato a una dieta e a uno stile di vita sani e mangiato tritato subito dopo i pasti o come snack, aiuta a perdere tre chili in una settimana. "Per prima cosa le diete non possono essere uguali per tutti - esordisce Giuseppe Maria Rovera, esperto in scienze dell'alimentazione e direttore del Centro Disturbi Alimentari del Policlinico San Pietro, Gruppo San Donato - promettere una perdita di peso rapida a chiunque, senza tenere conto della sua massa grassa, del suo stile di vita e delle sua caratteristiche fisiologiche è un presupposto scorretto. Inoltre, noi medici sconsigliamo di perdere molti chili in tempi ristretti. Quasi sempre si riprendono con il classico effetto yo-yo".

 

C'è poi il consumo di calorie indotto dal ghiaccio. "Il corpo brucia energia attraverso il metabolismo totale, dato dal metabolismo di base, dall'attività fisica, dalla termogenesi indotta dalla dieta e dalla termoregolazione - continua l'esperto - il metabolismo di base varia a seconda delle nostre caratteristiche fisiche, mentre la termogenesi dipende da ciò che mangiamo e comprende l'energia spesa dall'organismo per masticare, ingerire, digerire e metabolizzare i nutrienti. Quella delle proteine, ad esempio, è alta, mentre quella dell'acqua, e quindi del ghiaccio, è minima. La termoregolazione, invece, riguarda le calorie bruciate dal corpo per trasformare il ghiaccio ingerito in acqua e riportare l'acqua alla temperatura media dell'organismo, circa 37 gradi. In effetti, studi sulla Siberia hanno notato che, a parità di dieta, chi vive al freddo ha un maggiore dispendio calorico proprio a causa della termoregolazione dell'organismo e della trasformazione del tessuto adiposo. Weiner punta a replicare questa condizione abbassando la temperatura corporea attraverso il consumo di ghiaccio, tuttavia le calorie bruciate sono troppo poche per poter incidere sul dimagrimento corporeo".

Secondo i calcoli del gastroenterologo, un litro di ghiaccio eliminerebbe 160 calorie al giorno, ma per altri esperti i conti sarebbero sbagliati e il consumo calorico sarebbe intorno alle 117-126 calorie. Una quantità non determinante nel conteggio energetico quotidiano. Senza contare, sottolineano altri, i potenziali rischi ai denti nel masticare ghiaccio, seppur tritato, tutti i giorni.

Aggiunge un tassello critico Dario Bressanini, esperto di chimica degli alimenti, che aveva smontato la dieta del ghiaccio già qualche anno fa. "Dal momento che dissipiamo calore in svariati modi - spiega - non è detto che il nostro corpo si metta a bruciare proprio del grasso per produrre il calore necessario a fondere il ghiaccio. Potrebbe farlo in atri modi oppure potrebbe decidere di ridurre di qualche frazione di grado la temperatura corporea e sfruttare quel calore per fondere il ghiaccio".

 

Sul tema non esistono studi clinici, ma se proprio si volesse testare attenersi almeno alle raccomandazioni. Non andare oltre un litro di acqua ghiacciata al giorno e non provare la dieta quando fa molto caldo, con temperature rigide oppure dopo l'attività fisica, "in tutti i casi - conclude Rovera - per evitare il rischio congestione".