Sì, viaggiare. Ma con il cane e in sicurezza

In mare, in montagna, all'estero: profilassi da seguire e accortezze da tenere per una vacanza sicura con il nostro amico a quattrozampe
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Che sia così piccolo da stare in borsetta, o tanto grande da occupare tutto il sedile posteriore dell'auto, una cosa è certa: la scelta migliore per il nostro amico a quattro zampe è quella di portarlo in vacanza con noi. E però esiste un 'ma'. Bisogna tenere presente che ogni soggetto, a prescindere dalla razza, è un individuo con determinate caratteristiche fisiche, comportamentali e patologiche. E chi le conosce bene tutte? ll suo veterinario. Ed è proprio a lui che il proprietario dovrebbe rivolgersi per scoprire quali siano i luoghi più adatti anche al nostro cane. Il perché ce lo spiega il dottor Francesco Orifici dell'Amvi, Associazione Nazionale Medici Veterinari.

Dove e come andare

"Non tutte le mete vanno bene per qualunque animale. Ad esempio un proprietario pensa che portare un cane cardiopatico in montagna sia perfetto, perché così sta al fresco, senza sapere che se si sale sopra i duemila metri lui, a quella quota, potrebbe avere dei problemi. Consultare il veterinario vuol dire ricevere consigli giusti sul luogo, sulla situazione e sul trasporto. Non tutti gli animali viaggiano traquillamente in macchina o possono salire in aereo, per spostarsi in treno o in traghetto ci vogliono determinati documenti e alcune precauzioni: il veterinario sa cosa necessita dal punto di vista documentale. Senza dimenticare che anche per il trasporto in auto esistono specifiche normative: gli animali vanno dentro i trasportini oppure sul sedile posteriore dell'auto ma con guinzagli, pettorine particolari e cintura di sicurezza. È consigliabile sempre verificare con codice della strada".

All'estero

Stanno aumentando le persone che decidiono di spostarsi con il proprio cane anche all'estero. Il consiglio è quello di informarsi bene su tutte procedure da seguire prima di partire (qui la pagina del Ministero della Salute).  "Bisogna avere il passaporto con la vaccinazione antirabbica per spostarsi nell'Unione Europea. Nei Paesi Scandinavi e nel Regno Unito chiedono, oltre la profilassi della rabbia (da fare tre settimane prima) anche i test anticorpali, sverminazioni per echinococco, trattamento per pulci e zecche".

Al mare

Per chi sceglie di non andare tanto lontano da casa e magari farsi una bella vacanza al mare, ecco alcune accortezze da seguire. "Sulle coste e in spiaggia - spiega il dottor Orifici -  bisogna stare attenti alla leishmaniosi, una patologia che si sta diffondendo sempre di più anche a causa del riscaldamento globale: salgono le temperature e i vettori si propagano con maggiore facilità". Viene trasmessa dai pappataci, è più presente nel centro-sud Italia ma anche all'estero, in paesi come Croazia, Albania, Grecia. "La prevenzione gioca un ruolo fondamentale: presidi antiparassitari, repellenti, collari, gocce e i vaccini che sono disponibili da qualche anno. Ovviamente l'unione di queste precauzioni in contemporanea limita la possibilità di contrarre la malattia".

Ma non è tutto. "Bisogna fare particolare attenzione agli animali che non hanno pigmento sul tartufo, attorno agli occhi o sulla pinna delle orecchie perché sono cani predisposti alla fotosensibilizzazione e non devono stare al sole perché rischiano il carcinoma, tumore di origine solare".
I posti molto caldi sono sconsigliati per tutti i cani brachicefali, come i bulldog, per la loro difficoltà di respirazione, ma per tutti vale l'attenzione alle alte temperature: i cani hanno un sistema di termoregolazione diverso dal nostro e rischiano molto il colpo di calore, che può essere anche mortale. "Un occhio di riguardo anche alle allergie legate alle punture di insetti e alla possibilità di contrarre parassiti come pulci e zecche. È necessario prevenire la loro presenza con una buona profilassi, anche perché se i cani fanno il bagno al mare o al lago, la pelle si bagna e diminuisce l'azione degli antiparassitari".

Il consiglio è quello di non correre dal veterinario al'ultimo minuto ma cominciare un mese prima a ragionare su dove andare con il nostro animale. Nel caso della vaccinazione, ad esempio, bisogna dare il tempo all'organismo di sviluppare gli anticorpi per la malattia.

E in montagna?

Una gran parte della popolazione italiana sceglie da qualche anno la montagna come meta per i mesi estivi, con somma gioia soprattutto dei cani. "Qui i rischi sono legati alla presenza di alcuni animali come la vipera, presente nei boschi ma anche al limitare dei paesi. Il suo morso su un cane - prosegue il Orifici -  è molto grave e bisogna correre subito dal veterinario. Non esiste alcun siero antivipera, non bisogna incidere, mettere lacci, ma cercare di farlo stare tranquillo. Più si agita più aumenta l'attività cardiaca più il veleno va in circolo". A questo va aggiunto che la vipera è una specie protetta, ucciderla è reato. Quindi, nel caso di morso, prendere il cane e andarsene rapidamente.  

"Ricordiamo che in Italia non c'è obbligo di vaccinazione antirabbica perché è ritenuto territorio indenne da questa malattia virale. Ma in montagna molte persone hanno l'abitudine di andare con il cane libero e un incontro ravvicinato con la volpe, portatrice di rabbia, potrebbe rappresentare un problema". Quindi la vaccinazione per i 'montanari' è consigliata. "Il cane inoltre andrebbe portato al guinzaglio per prevenire suoi eventuali attacchi a marmotte, lepri, caprioli. Bisogna rispettare la fauna selvatica: in montagna siamo noi gli ospiti, i legittimi prorietari sono loro, gli animali del bosco, e meritano di essere rispettati".

Ci sono poi altre problematiche a cui possono andare incontro gli animali, noi compresi, come le punture di zecche. "Sono parassiti pericolosi per i cani e per l'uomo perché vettori di alcune patologie anche gravi e mortali - spiega il veterinario - e vanno rimossi subito perché per le prime 24 ore circa succhiano solo il sangue, successivamente succhiano e rigurgitano, traferendo così gli eventuali patogeni".

Dobbiamo controllare quindi con cura il cane e noi stessi. L'antiparassitario non sempre evita che la zecca si attacchi, può ucciderla ma a volte rimane attaccata e continua il suo lavoro. "Una regola che pochi sanno - afferma Orifici - è che le zecche che ci stacchiamo o stacchiamo dai nostri animali non vanno buttate, perché se dopo qualche giorno ci sentiamo poco bene, ci viene la febbre, dolori articolari, si può fare su di loro un esame PCR (Polymerase chain reaction) e vedere quale patogeno albergavano. Encefalite, encefalite virale, febbre Q, possono dare grossi problemi all'uomo ma con una cura tempestiva si può guarire. Buona norma quindi conservare una zecca in provetta con l'alcol e, se ci sono problemi, i veterinari degli Istituti zooprofilattici sperimentali possono fare l'esame PCR".

Filariosi e leptospirosi

"La filariosi è una patologia endemica nella Pianura Padana, trasmessa da zanzare, ma si sta diffondendo anche in altre zone del nostro Paese. È disponibile una profilassi che dura un anno e si effettua con puntura di un farmaco, oppure si possono somministrare delle compresse una volta al mese per tutto il periodo che si soggiorna in luoghi a rischio". È un parassita del cuore e dei vasi polmonare, se non scoperto in tempo può portare anche alla morte.

Normalmente i cani sono tutti vaccinati per la leptospirosi, ma oggi esistono vaccini piu moderni, tetravalenti, che coprono più ceppi di leptospira. "E' un'infezione batterica causata da roditori. Il cane può venirne in contatto diretto leccando una pozzanghera dove c'è l'urina del topo, oppure bevendo in un torrentello che ristagna, e così via. E' pericolosa per il cane ma anche per l'uomo perché è una zoonosi. Quindi, la raccomandazione è vaccinare ogni anno il proprio cane".

Kit pronto soccorso

Cosa dobbiamo portarci dietro quando andiamo in vacanza con il nostro cane? "Le cose importanti sono disinfettanti e bendaggi. Attenzione alla dissenteria, che potrebbe verificarsi, perché può avere diverse origini, dalla tossica alla infettiva. Un farmaco che blocchi la diarrea potrebbe essere controindicato nel caso in cui ci sia una tossicosi perché blocca l'espulsione fisiologica del contenuto gastrico-intestinale, caso in cui la diarrea sarebbe benefica". Non somministrare un antidiarroico così, senza il parere di un veterinario. Fondamentale invece la necessità di idratare spesso gli animali, portarsi sempre dietro acqua abbondante perché bevono molto: i cani, come già detto, hanno una termolegolazione diversa, dissipano il calore col respiro e fanno evaporare dalla bocca grosse quantità di liquidi. Non dobbiamo pensare di dargli un po' della nostra acqua ma portarla in quantità proprio per loro.

"Un ultimo suggerimento importante - conclude il dottor Orifici -  è non farsi prendere alla sprovvista e quando ci si reca in un posto di villeggiatura, informarsi prima sul centro veterinario più vicino e attrezzato, avere un numero delle emergenze veterinarie oppure chiedere al proprio veterinario che ha una rete di conoscenze sul territorio italiano".