Perché il bambino non mangia? Non è sempre colpa dell'anoressia

Ci sono tanti disturbi, tra questi una insufficienza alimentare che può danneggiare la crescita dei ragazzi
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I DISTURBI del comportamento alimentare nell'infanzia sono un problema crescente e poco conosciuto, nonostante la loro diffusione: sotto i 15 anni possono colpire un ragazzo su cinque.

Oltre all'anoressia, alla bulimia e al disturbo da alimentazione incontrollata (che a differenza della bulimia non si presenta con comportamenti compensatori dopo le abbuffate, come il vomito o l'abuso di lassativi) ci sono altre manifestazioni cliniche, tipiche dell'infanzia e dell'adolescenza, che pur non rientrando nei quadri sindromici più noti rappresentano una realtà emergente.

Non solo anoressia e bulimia

Tra questi: il disturbo da assunzione di cibo evitante/restrittiva, per esempio, caratterizzato da una persistente insufficienza nutrizionale non causata, come nell'anoressia nervosa, da una particolare preoccupazione per il peso o la forma corporea, ma da motivazioni varie e diverse, come il disinteresse per il cibo, o il disturbo dell'alimentazione da perdita di controllo, nel quale l'elemento principale è il senso soggettivo di perdita di controllo nell'assunzione di cibo, che può essere obiettivamente eccessiva ma anche no.

La psicologa Charlotte Jaite, del Dipartimento di psichiatria del bambino e dell'adolescente dell'Università di Berlino, confrontando in un campione di quasi 300 giovani pazienti le conseguenze cliniche dell'anoressia prima e dopo i 14 anni, ha osservato che nelle bambine più piccole il disturbo ha in genere una prognosi più favorevole, ma che se si prolunga per tutta l'adolescenza può interferire negativamente con lo sviluppo del cervello, attraverso sia il deficit nutrizionale che il ritardo dello sviluppo puberale, portando a una maggior rigidità di pensiero che tra l'altro favorisce la persistenza della sintomatologia anoressica.

Il disturbo da assunzione di cibo evitante/restrittiva

Il disturbo da assunzione di cibo evitante/restrittiva (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder o ARFID) è una entità clinica riconosciuta molto recentemente, che colpisce bambini e ragazzi, caratterizzata da un apporto nutritivo insufficiente con conseguenti deficit proteici e vitaminici (soprattutto di vitamina K e B12) e assunzione eccessiva di zuccheri.

L'ARFID si presenta in tre possibili forme, anche combinate tra loro: avversione specifica per alcuni alimenti (verdura, frutta, carne) a causa del loro sapore, odore o consistenza; mancanza di appetito e scarso interesse per il cibo in generale; evitamento di alcuni cibi a causa di esperienze traumatiche come soffocamento, vomito o disturbi gastrointestinali. Questi sintomi sono abbastanza comuni nell'infanzia, ma tendono a regredire con l'età; se persistono possono portare a squilibri nutrizionali anche importanti.

Le differenze a seconda del sesso

Nelle bambine e nelle ragazze l'ARFID tende a comparire improvvisamente e può accompagnarsi più frequentemente a depressione, mentre nei maschi è più spesso cronico e associato a sovrappeso. Per l'obesità e la tendenza a perdere i controllo sull'assunzione di cibo sono state identificate, otre ai fattori psicologici, anche variabili fisiologiche associate a un'anomala percezione del senso di fame e sazietà, la più importante delle quali è un sonno insufficiente o di cattiva qualità.

L'altra epidemia, aumentano i casi di anoressia e bulimia

Il mantenimento di un riposo notturno soddisfacente è quindi di cruciale importanza anche ai fini di una sana alimentazione. In questo, così come nel rapporto sereno con il cibo, che non deve essere né temuto come fonte di calorie né utilizzato come ricompensa, il ruolo educativo dei genitori è fondamentale.

Francesco Cro è psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale, Viterbo

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