Parla Malika Ayane: "Ragazzi, la magrezza è sopravvalutata"

Malika Ayane 
 La pop star in campo per difendere i giovani dai disturbi del comportamento almentare. Sfida i luoghi comuni. E insegna a vivere con gioia nel proprio corpo. A "riconoscersi". Senza modelli ideali e preconfezionati
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Durante la pandemia i disturbi alimentari sono aumentati del 30%, riportando al centro del dibattito, anche di quello medico-scientifico, i temi più urgenti – in particolare per le giovani generazioni – legati a obesità, anoressia e all’ossessione per la magrezza in generale. La prestigiosa rivista medica inglese The Lancet ha inquadrato una tendenza che sembra squadernare un'inefficienza della società a dare risposta a questa emergenza: secondo un rapporto del 2020, preparato da Beat, l’ente benefico britannico per i disturbi alimentari, anche le campagne di prevenzione dell’obesità portate avanti per prevenire le molte malattie ad essa legate, e informare sui relativi rischi per la salute pubblica, possono amplificare involontariamente il rischio di disturbi alimentari.

Il Servizio sanitario nazionale del Regno Unito in particolare, denuncia Lancet, enfatizza il ruolo positivo delle diete per perdere peso senza dire chiaramente quando sono opportune e quando invece non sono affatto consigliabili (per età, indice di massa corporea o considerazioni mediche). L’ossessione per la magrezza rischia così, paradossalmente, di trovare ancora una maggiore diffusione nella società, soprattutto nel mondo femminile e in quello giovanile in generale. E quindi è utile avere testimonial come Malika Ayane, cantante pop e interprete tra le più raffinate della musica leggera italiana, già giudice del talent musicale X Factor, che ha una visione chiara sull’argomento. E l'ha espressa molto efficacemente nel suo Ti piaci così.

La cantautrice milanese di origini marocchine riesce sempre a evocare emozioni e stati d’animo attraverso la sua musica. E la sfera interiore molto spesso entra in forte relazione con il corpo, con risvolti positivi o negativi in base alla combinazione di sentimenti e stati mentali. "a coscienza di sé, lo scoprirsi risolti, l’avere voglia di vivere con gusto. Ho raccontato tutto questo nella canzone che ho portato quest’anno al Festival di Sanremo", ha detto Malika in occasione dell’uscita del brano. "Arriva un momento in cui comprendi che giudicarsi severamente non ha senso, ma chiaramente nemmeno giustificarsi a prescindere. Questa canzone può essere considerata un invito ad accettarsi: ballare scalzi, cantare a squarciagola o scegliere di cambiare strada per scoprire qualcosa di nuovo. Un invito a celebrare sé stessi per il solo fatto di essere al mondo".

Malika Ayane, in Ti piaci così lei esplora il tema della consapevolezza e dell’accettazione di se stessi, della sensazione di amarsi senza biasimo. Contiene anche un messaggio riferito al proprio corpo?

"Non è un brano con un messaggio, è più un brano che descrive una sensazione che io trovo meravigliosa, quella di riconoscersi in quello che si è. Partire da sé sotto ogni punto di vista per riuscire a essere un vettore di positività anche quando gli stati d’animo non sono dei migliori, sapersi riconoscere come si è nel momento in cui lo si è".

Come ci parla il nostro fisico?

"Il corpo è il nostro contenitore, è lo strumento in cui si vede di più lo stato della nostra anima, proprio perché serve attenzione. Un occhio luminoso fa parte di un corpo quanto un addominale scolpito e penso che il benessere parta proprio dalla consapevolezza e possa essere facilmente raggiunto con un lavoro faticoso ma gratificante. Penso anche che non sia una questione esclusivamente femminile, perché anche gli uomini sono sottoposti a dei modelli abbastanza ideali e preconfezionati, però il punto è proprio saper guardare oltre, non accettarsi ma riconoscersi, senza rassegnazione, scoprire la parte migliore di sé, la propria bellezza, e coltivarla".

Che cosa pensa dell’ossessione per la magrezza che spesso accompagna gli anni dell’adolescenza e della giovinezza?

"È una questione spinosa, che non accompagna solamente la giovinezza, altrimenti non avremmo farmacie piene di prodotti che vengono lanciati perché dobbiamo essere tutti più belli. Secondo me la bellezza passa attraverso una molteplicità di aspetti e fattori e la si raggiunge con un buon equilibrio interiore, dopodiché se non c’è una buona personalità dentro una magrezza, la magrezza di per sé è certamente sopravvalutata".

La curiosità per il cibo e per le cucine più diverse, avendo vissuto e girato in molti posti del mondo, sono sempre una fonte di ispirazione per lei? E quanto contano convivialità e cura dell’alimentazione nella sua quotidianità?

"Penso che la grandissima differenza la faccia ancora una volta la cura e l’attenzione verso quello di cui ci si nutre. Una frittura verosimilmente ha lo stesso valore di una carota se la si mangia e la si prepara con amore. È la consapevolezza che fa la differenza secondo me".

Ha dei canoni di bellezza estetica a cui fa riferimento e a cui si ispira oppure preferisce in generale la spontaneità senza farsi influenzare?

"La bellezza è ovunque, come anche la moda ci racconta, noi possiamo attingere a tutto quello che è stato fatto, da millenni fa a quello che vive nel nostro contemporaneo. Anche qui bisogna essere sintonizzati con il mondo, con sé, e poi poter sviluppare la bellezza sotto ogni forma. Io se potessi interpreterei i ruoli della vita ogni giorno".

La pandemia ha bloccato la vita di tutti, anche la musica è stata colpita. La sua vita è la musica. Adesso si torna a respirare e anche il nostro corpo potrà beneficiare di questa ritrovata libertà. Come si sente in questa fase?

"Non vedo effettivamente l’ora di tornare a sentire tanti concerti e di avere un palco di nuovo sotto i piedi. Non c’è posto più straordinario come un concerto per stabilire un contatto con il pubblico e, dalla parte del pubblico, con l’artista che si ama. La musica ha il potere più grande del mondo. La connessione che riesce a creare".