Quando il Covid toglie la vista, il caso nato da una rinosinusite batterica

(foto di repertorio) 
Pubblicata sulla rivista scientifica Jama la storia clinica di un 70enne reso temporaneamente cieco ad un occhio dal virus. Il professor Baldanti del policlinico San Matteo di Pavia: "Evento raro. Il vero pericolo del Covid sono le trombosi, generate anche a distanza di mesi" 
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Dopo Covid, un forte mal di testa e la vista annebbiata all'occhio destro. Un'infezione dopo l'infezione da virus che lo ha portato ad una temporanea cecità. Il caso, raro ma certificato, è stato pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica americana Jama (Journal of the American Medical Association).

Al centro della vicenda c'è un 70enne, che ha subìto la perdita della vista acuta da rinosinusite batterica e correlata a IgG4 dopo essere stato colpito da Covid-19. Un caso che il professor Fausto Baldanti, responsabile del laboratorio di Virologia molecolare del policlinico San Matteo di Pavia, definisce "più unico che raro". Precisando: "Consideriamo che il Covid è in grado di generare trombosi, quindi le infezioni possono aversi in tutti gli organi, anche se per alcuni, come il rene, è cosa più frquente".

Sistema immunitario indebolito

Tornando al paziente 70enne in questione, va subito detto che presentava una patologia autoimmune, la IgG4 appunto, malattia fibroinfiammatoria correlata alla mmunoglobulina G4 (IgG4-RD), che può colpire quasi tutti gli organi, con problemi otorinolaringoiatrici come la malattia di Mikulicz e il tumore di Küttner, recentemente riconosciute come manifestazioni di IgG4-RD. Per lui, in sostanza, un ostacolo in partenza, in grado di complicare le cose al punto da renderle senza via d'uscita.

Il 70enne, che prima di quel momento non aveva avuto rinosinusiti croniche o allergiche, si è presentato al Pronto soccorso con un mal di testa che si trascinava da due settimane, mentre da due giorni aveva perso la vista all'occhio destro.

La diagnosi di Covid

I medici hanno cercato di capire. Le indagini li hanno portati a collegare gli ultimi eventi a ciò che al 70enne era successo tre settimane prima, quando aveva accusato i sintomi tipici di un raffreddore: naso che cola, spossatezza. In quell'occasione gli era stato diagnosticato il Covid-19. Erano seguite le cure del caso, e l'uomo, dall'infezione provocata dal virus, si era ripreso. Ma questo non è bastato a riportarlo alla normalità, perché subito dopo la cefalea al lato destro è peggiorata e ha perso la vista all'occhio destro. Quando l'anziano è arrivato in Pronto soccorso non ci vedeva più. È stata una Tac maxillo-facciale a diagnosticare un'infiammazione diffusa. In particolare, un'erosione dell'osso dell'apice orbitario mediale.

L'infiammazione e l'intervento chirurgico

L'intervento chirurgico è stato inevitabile. Ma, sebbene abbia garantito un miglioramento iniziale, la cefalea e la vista del paziente trattato con antibiotici, sono progressivamente peggiorate. L'analisi istopatologica in seguito ha rivelato un denso infiltrato di plasmacellule contenenti IgG, la maggior parte delle quali positiva per IgG4. Solo l'aggiunta di prednisone (corticosteroide di natura sintetica impiegato nel trattamento di numerosi e diversi disturbi) ai farmaci già prescritti, ha risolto il problema. Si è registrato un notevole miglioramento della cefalea e della vista, e l'uomo è stato dimesso. I controlli, tre settimane dopo, hanno rivelato che la sua vista era tornata normale e il mal di testa si era completamente risolto.

Primo caso di cecità da Covid

Questo, secondo gli autori della pubblicazione "è il primo caso che descrive una simultanea rinosinusite batterica acuta e correlata a IgG4 dopo una precedente infezione da SARS-CoV-2". "Sebbene raro - spiegano - il workup reumatologico per IgG4-RD in pazienti con grave rinosinusite e perdita della vista acuta è fondamentale perché il trattamento dell'IgG4-RD differisce da quello della rinosinusite batterica". E aggiungono: "Nel complesso, il Covid potrebbe aver portato all'esacerbazione dell'IgG4-RD sottostante o a una risposta IgG4, con la simultanea precipitazione di una rinosinusite batterica acuta. Sebbene i corticosteroidi siano standard per IgG4-RD e antibiotici per la rinosinusite batterica, l'uso simultaneo di entrambi è stato efficace in questo paziente che aveva entrambe le malattie. Pertanto, i corticosteroidi e gli antibiotici possono essere indicati nei pazienti con rinosinusite grave fino a quando non si possa escludere una rinosinusite correlata a IgG4 o batterica".

Il pericolo trombosi

Un episodio che Baldanti definisce "cosa rarissima". "Questo case report ci dice, in sostanza, che il paziente è stato sfortunato a contrarre un'infezione batterica all'occhio destro a seguito di una sindrome generale, fra l'altro in presenza di una patologia autoimmune - commenta il professore - . Un'infezione batterica che si sovrappone ad un ricovero Covid è una complicanza più unica che rara". E aggiunge: "Il Covid, già da solo è in grado di provocare trombosi che possono colpire tutti gli organi. Questo è il danno maggiore che causa il virus. E quando parliamo di Long Covid ci riferiamo proprio alla somma dei danni che il virus genera in alcuni pazienti che presentano altre patologie. Ma, lo ribadisco, tutto parte dall'effetto trombotico che dà il virus: alcuni organi li infetta direttamente, come il polmone in cui causa una fibrosi (cicatrizzazione provocata da microtrombosi che causa problemi respiratori), o il cuore. Però, in genere, per gli altri organi le conseguenze derivano, appunto, da trombosi che provocano strascichi a distanza. Anche dopo diversi mesi".