Lenti a contatto: perché non sono per tutti

Pratiche e comode, in grado di correggere difetti anche importanti ma attenzione a non tenerle troppo. E mai indossarle in acqua e sotto la doccia. Quali sono i pro e i contro per chi desidera abbandonare gli occhiali tradizionali
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Lenti a contatto, spesso la panacea per chi non ha avuto il dono di una vista perfetta. Coloro che hanno modo di indossarle, godono di parecchi benefici pratici. Poter fare a meno di un supporto evidente come l'occhiale - magari stiloso e trendy per il look complessivo della persona, ma in ogni caso ingombrante o fastidioso - certamente vuol dire tanto.

Nello sport, nel tempo libero, per lo svolgimento di particolari attività professionali, o per qualche occasione speciale nella quale si ha il piacere o la necessità di avere il volto libero da impicci, la lente a contatto fa la differenza. Con una mossa semplice ma precisa, viene sistemata all'interno delle palpebre: scompare, svolge la sua funzione per il tempo che serve e non rischia di essere dimenticata sulla scrivania dell'ufficio.

Ma tutto questo non significa che non siano anche loro, così come gli occhiali, uno strumento delicato, di cui avere massima cura e trattare con una certa pazienza. Anzi, ci sono controindicazioni anche importanti e il loro utilizzo non deve mai andare a braccetto con la trascuratezza. "La gestione delle lenti a contatto è molto più complessa del semplice indossare un paio di occhiali: richiede tempo e attenzione dedicati", conferma Matteo Piovella, presidente della Soi, la Società oftalmologica italiana. 

In quali casi le lenti vanno meglio degli occhiali

Ma allora, se dire addio alla montatura non significa necessariamente maggiore comodità nel nostro quotidiano, per quale motivo e in quali casi sarebbe comunque consigliabile optare per le lenti a contatto? "Il principale vantaggio - chiarisce Piovella - è avere una qualità visiva migliore, un più ampio campo visivo e poter correggere efficacemente difetti molto elevati e complessi come ad esempio l'astigmatismo causato dal cheratocono. 


Inoltre correggono perfettamente gli occhi con una notevole differenza del difetto cosa che un paio di occhiali non può mai fare. Se ad esempio ci fosse una differenza di oltre tre diottrie tra un occhio e l'altro, l'utilizzo di lenti a contatto permetterebbe una visione normale. Con l'occhiale invece, uno squilibrio di questo livello riesce ad essere corretto con molta difficoltà, perché ci sarebbe una visione doppia e uno dei due occhi risulterebbe inevitabilmente penalizzato".

A questo punto cominciamo a capire che l'opzione lenti in sostituzione degli occhiali tradizionali, ha sì alla base criteri di praticità ed estetica, ma più di frequente è dettata da importanti ed imprescindibili esigenze mediche.

In questo senso, un'ulteriore selezione andrà fatta fra lenti di tipo rigido e lenti morbide. La scelta avverrà in base al tipo di difetto visivo del paziente e comporterà gestioni differenziate. "Le lenti morbide sono di facile applicazione e adattabilità, ma non sono in grado di correggere difetti di vista particolarmente elevati - spiega Pasquale Troiano, presidente del Comitato Tecnico Scientifico Soi - le lenti rigide o semirigide sono oggi costruite con materiali gaspermeabili e possono correggere difetti rifrattivi anche molto elevati e complessi".

Le controindicazioni all'uso delle lenti a contatto non trovano significative differenze tra lenti morbide e rigide. "Tutte le alterazioni delle lacrime come l'occhio secco, le allergie, i difetti dell'ammiccamento e della posizione delle palpebre possono rappresentare ostacoli complessi che impediscono l'applicazione di queste lenti. Le lenti morbide che devono essere riutilizzate - prosegue Troiano - devono essere sottoposte a una accurata manutenzione che richiede tempi e modalità difficili e nonostante questo possono indurre complicazioni oculari gravi. Per questo le lenti giornaliere monouso sono le lenti morbide, facili da sopportare, da consigliare quando le semirigide non sono utilizzabili". 

Chi può usare le lenti a contatto

Ma al di là dei vari tipi di problematica della vista, siamo davvero tutti adatti a indossare le lenti al posto degli occhiali?  "È necessario sottoporre l'aspirante portatore di lenti a contatto a visita medica specialistica oculistica - spiega Piovella - occorre valutare l'idoneità del paziente all'uso di queste protesi invasive e informarlo sulle modalità d'uso e manutenzione per evitare possibili danni, rari ma impegnativi. L'adattabilità alle lenti a contatto è molto alta principalmente con le lenti morbide monouso giornaliere. In linea di massima i soggetti sani posso essere in grado di portarle per qualche ora senza particolari difficoltà. Le cose divengono complesse se l'uso desiderato dal paziente è di molte ore, in modo continuativo, durante il giorno o peggio ancora se l'utilizzo prevede di indossare le lenti a contatto anche di notte. Più prolungato è il ricambio delle lenti a contatto più complicata è la loro gestione e manutenzione. Le lenti monouso giornaliere invece non richiedono attenzioni particolari: si indossano e quando si tolgono si cestinano".

Professioni e sport per cui sono controindicate

Scelta quasi obbligata allora per coloro che praticano sport oppure per chi svolge una professione che comporta l'essere esposti a materiali o sostanze non del tutto innocue per l'igiene dell'occhio. "Per quanto riguarda il lavoro - sottolinea Troiano - bisogna stare attenti all'azione della lente sul nostro organo visivo. La sua presenza sulla superficie oculare riduce infatti la disponibilità di ossigeno per la cornea quindi condizioni in cui si può creare una ulteriore riduzione della disponibilità di ossigeno, non sono compatibili con un uso sicuro e appropriato delle lenti a contatto.

Allo stesso tempo - prosegue lo specialista - la lente a contatto è costruita con un polimero a maglie ripiene di acqua che si comporta come una spugna. Tutto ciò che è disperso nell'aria viene catturato anche dalle lenti a contatto, sciolto dall'acqua presente nelle lenti e rilasciato all'occhio. Per questo motivo è importante avere sempre lenti a contatto sterili e utilizzate nelle condizioni migliori. Altrimenti è sempre meglio toglierle".

Nessuna controindicazione invece in tema di attività sportive? Una nuotata, per esempio, sarà possibile e diventerà ancor più agevole grazie alle lenti che offrono una capacità visiva del 100%?  "Tutt'altro - precisa Piovella - le lenti a contatto non devono mai essere indossate in ambienti acquatici. Il rischio di contaminazione della lente con microrganismi è elevatissimo e può causare patologie gravi che possono portare alla perdita della vista. Non devono essere ad esempio utilizzate sotto la doccia o lavate con l'acqua del rubinetto. Il rischio di contrarre una terribile cheratite da acanthamoeba è elevato. È bene ricordare quindi di non indossarle per fare il bagno al mare. Al limite toglierle subito e gettarle quando si esce dall'acqua".

Bambini e adulti, che cosa è meglio per ciascuno

E il fattore età? Quanto incide sulla decisione di rinunciare agli occhiali e indirizzarsi alle lenti a contatto? "L'impiego di lenti a contatto in età infantile richiede una gestione impegnativa, sotto controllo del medico oculista, del piccolo paziente da parte dei genitori e dev'essere motivata da condizioni patologiche particolari come l'afachia che insorge, ad esempio, dopo un intervento di cataratta congenita - spiega Troiano - oggi sono disponibili lenti a contatto monouso per la correzione della miopia che si sostiene possano avere un minimo ruolo nel rallentare il suo peggioramento. Anche in questo caso la loro applicazione deve avvenire sotto il diretto controllo del medico oculista e con la piena collaborazione dei genitori".

E allora mettiamoci nei panni di un adulto, in grado di gestire in autonomia le proprie lenti e di farne un uso corretto in base alle proprie necessità. Avrà la possibilità di indossarle per tutto il giorno? Potrebbe addirittura tenerle inserite mentre dorme?  "Il tempo d'uso continuativo delle lenti a contatto dipende anche dal tipo di materiale con cui sono costruite - dice Piovella - è consigliabile non superare 10 ore al giorno cercando di allontanare al massimo l'uso delle lenti dal sonno: indossarle il più tardi possibile dopo il risveglio e rimuoverle al più presto prima di andare a dormire".

Ma se qualcuno se le scorda e ci si addormenta? "Esistono materiali sia morbidi sia rigidi autorizzati per l'uso notturno. Tutte le altre lenti a contatto devono essere rimosse prima di dormire - chiarisce Piovella - se ci si addormenta per qualche minuto non ci sono problemi, ma se è per tutta la notte, al mattino ci potrà essere una netta riduzione della vista dovuta alla comparsa di edema corneale. È necessario rimuovere immediatamente le lenti a contatto e consultare un medico oculista. Se si dovesse incontrare difficoltà nella rimozione delle lenti è preferibile non insistere e rivolgersi al più presto a uno specialista. In ogni caso, tranne casi specifici dovuti a situazioni patologiche, è sempre controindicato indossare le lenti a contatto durante il sonno".

Insomma, alla fine, nel duello occhiali vs lenti a contatto, chi vince? "Non si può fare una classifica del più consigliabile - sostiene Troiano - gli occhiali sono sicuramente più semplici da gestire ma non possono correggere efficacemente i difetti più complessi e per alcune persone pongono dei limiti alla vita di relazione per motivi psicologici.

Le lenti a contatto e tutti i sistemi per la loro manutenzione sono protesi invasive e richiedono una gestione accurata e il rispetto di regole di comportamento ma permettono di correggere efficacemente difetti rifrattivi importanti. Ma non sono utilizzabili da molte persone a causa delle numerose controindicazioni. Obbligano ad una attenzione continua e il paziente dovrà saper riconoscere in fretta gli eventuali segni di irritazione e disagio dell'occhio per poterle rimuoverle immediatamente".