Nobel per la Medicina, ci sono anche sei italiani

Rita Levi Montalcini 
L'unica donna premiata, Rita Levi-Montalcini, neurologa, nel 1986 per la sua scoperta sul fattore di accrescimento della fibra nervosa. Nel 2007 il genetista Mario Renato Capecchi è stato l'ultimo a vincere il Nobel  
2 minuti di lettura

Dalla prima assegnazione dei premi, nel 1901, sono sei gli italiani a cui è stato attribuito il Premio Nobel per la Medicina. Ecco chi sono e per cosa sono stati premiati.

Il primo medico italiano a entrare nella storia dei Nobel è Camillo Golgi nel 1906. Nato nel 1843, Golgi è conosciuto soprattutto per gli studi sull’anatomia delle terminazioni nervose: è sua la scoperta dell’apparato reticolare interno alle cellule nervose, poi ribattezzato "Apparato di Golgi", che gli valse il riconoscimento.

L'Italia deve attendere il 1957 per fregiarsi nuovamente del Nobel per la Medicina. Merito di Daniel Bovet, scopritore della pirilamina, il primo farmaco antistaminico nella storia. Biochimico nato in Svizzera nel 1907, dopo il dottorato in Zoologia e Anatomia comparata, si trasferisce prima in Francia, poi in Italia. Il Nobel arriva grazie agli studi in Chemioterapia e Farmacologia. Durante la sua lunga carriera è impegnato nello studio di diversi trattamenti medici, tra cui quelli a base di simpaticolitici, relativi al trattamento della pressione arteriosa e agli stati di ansia. Si occupa, inoltre, dello studio dei miorilassanti e della loro azione coadiuvante in Chirurgia. Bovet muore a Roma nel 1992.

Torino è la città che dà i natali a Salvatore luria, classe 1912, terzo italiano a vincere il Nobel per la Medicina. Il riconoscimento arriva nel 1969, merito degli studi sulla moltiplicazione e le mutabilità dei virus. Grazie alle sue ricerche si gettano le basi per la nascita della genetica batterica, la biologia molecolare e la virologia come materie indipendenti. Luria muore a Lexington, negli Stati Uniti nel 1991.

Quarto italiano premiato nella medicina è Renato Dulbecco, che nel 1975 è insignito del Nobel per i suoi studi sui virus che causano tumori, riuscendo a dimostrare che il materiale genetico dei virus entra nel DNA delle cellule e ne diventa parte. Nato a Catanzaro nel 1914 e successivamente a Torino dove studia Medicina e si laurea con Salvatore luria e Rita Levi-Montalcini. Appassionato di Oncologia, Dulbecco è uno dei biologi ai quali va il merito di aver progettato la mappatura e il sequenziamento del genoma umano. Nel 1953 prende la cittadinanza americana e proprio negli Stati Uniti scopre i meccanismi di autoriparazione del DNA danneggiato dalle radiazioni e ha il merito di isolare il primo mutante della poliomielite. Muore nel 2012 in California.

Bisogna attendere il 1986 per vedere il Premio Nobel per la medicina assegnato ad una italiana. Ad ottenerlo è Rita Levi-Montalcini, neurologa nata a Torino nel 1909. Di origini ebraiche, le leggi razziali emanate dal regime fascista la costringono a fuggire in Belgio. Ma da Bruxelles, durante il secondo conflitto mondiale, ritorna in Italia prima a Torino, poi a Firenze, dove riveste il ruolo di medico per gli alleati, e poi, nel 1946 alla Washington University di Saint Louis. E' proprio negli StatiUuniti che scopre il fattore di accrescimento della fibra nervosa, la ngf, proteina coinvolta nei processi di innervazione degli organi e dei tessuti dell'organismo. Senatrice a vita dal 2001, Rita Levi-Montalcini muore a Roma nel 2012.

Il genetista veronese naturalizzato statunitense Mario Renato Capecchi, classe 1937, è il sesto e ultimo premio Nobel per la Medicina vinto da un italiano. Laureatosi in Biofisica ad Harvard nel 1967, ottiene il riconoscimento nel 2007 per aver contribuito alla scoperta del gene targeting. Si tratta di tecniche che, attraverso l'utilizzo di cellule staminali embrionali, consentono di generare animali caratterizzati dall'assenza di uno specifico gene. Queste modalità stanno contribuendo allo studio dei tumori, della Neurobiologia, dell'Immunologia e dei processi di embriogenesi.