Acido folico nella farina: così ha deciso la Gran Bretagna. Contro la spina bifida

In quasi 90 paesi al mondo viene aggiunto per legge alle farine per abbattere il rischio di malformazioni del tubo neurale, spina bifida soprattutto. E solo una donna su quattro tra quelle che cercano o aspettano un figlio ne assumono in maniera appropriata
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Il governo inglese ha deciso il via libera alle farine fortificate con acido folico per ridurre i casi di bambini con difetti congeniti del tubo neurale, la spina bifida il primo tra tutti. Quella inglese sarà una fortificazione cosiddetta obbligatoria, in pratica l'acido folico o vitamina B9, sarà aggiunto per legge alle farine di cereali non integrali, e non su base volontaria delle aziende produttrici.

Non è il primo paese al mondo, la Gran Bretagna, a prendere questa decisione. Poco meno di 90 nazioni - la nostra, come d'altronde le altre della EU, non è tra queste - aggiungono già acido folico alle farine di default, per così dire. E con risultati evidenti, sembra: quando per esempio il Canada ha introdotto la fortificazione obbligatoria, alla fine degli anni '90, i difetti del tubo neurale, o dtn, nei bambini si sono dimezzati. E quando è stata fatta la stessa scelta in Australia, sono diminuiti del 14%.

Di cosa parliamo: i numeri della spina bifida e dei Dtn

In Italia i dtn riguardano 6 nati ogni 10mila, nel 50% dei casi si tratta di spina bifida che consiste nella mancata chiusura della colonna vertebrale: il canale spinale rimane aperto, non si chiude a cerniera come dovrebbe, provocando una condizione cronica più o meno invalidante a seconda della gravità.

Oltre alla spina bifida, altri difetti del tubo neurale "sono l'anencefalia, cioè la mancanza totale o parziale del cranio e del cervello, e l'encefalocele ovvero la fuoriuscita di parte del cervello e delle meningi per via di una saldatura incompleta delle ossa del cranio. I fattori di rischio sono diversi: si va dallo stato di salute della madre (per esempio malassorbimenti, diabete non controllato), alla predisposizione genetica, all'assunzione continuativa di alcuni farmaci (alcuni antiepilettici), all'esposizione di contaminanti ambientali.

Il Registro Italiano Spina Bifida, che raccoglie 9 centri clinici per un totale di 170 pazienti, è fino ad oggi unico in Europa, operativo grazie a RegistRARE, la Piattaforma web nazionale sviluppata dal Centro nazionale malattie rare", spiega Domenica Taruscio, direttore del Centro nazionale Malattie rare dell'Istituto superiore di sanità.  

Ora, sull'importanza dell'assunzione dell'acido folico in gravidanza, a partire da un mese prima del concepimento e per le 12 settimane successive, non c'è alcun dubbio, e non c'è da svariati decenni: integrare la dieta con 400 microgrammi (o 0,4 milligrammi) di acido folico al giorno è importantissimo giacché così facendo il rischio di dare alla luce figlio con un difetto del tubo neurale si abbatte anche del 70%. Ma per la popolazione generale non potrebbe esistere un rischio di sovra-dosaggio associato a politiche di fortificazione obbligatoria? Perché l'acido folico serve a tutti, certo: è fondamentale per la sintesi delle proteine e del Dna, nonché per la formazione dell'emoglobina, nelle giuste quantità contribuisce anche a prevenire rischi di natura cardiovascolare. Però si è anche temuto che la sovra-assunzioni di B9 potesse mascherare carenze di vitamina B12 o addirittura aumentare il rischio di tumore del colon.

Nessun rischio oncologico...

"I primi introdurre la fortificazione obbligatoria sono stati gli Stati Uniti nel 1998 come vera e propria strategia di sanità pubblica di prevenzione primaria e oggi sono poco meno di 90 i paesi che nel mondo hanno adottato la stessa politica. Ora, è la Gran Bretagna ad aver dato il via libera nel nostro continente all'obbligo di aggiungere acido folico nella farina di grano non integrale sulla base di studi che hanno evidenziato un'assunzione troppo scarsa di acido folico prima e durante la gravidanza", riprende Taruscio.

Ecco, ma da noi come stanno le cose, e perché abbiamo fatto una scelta differente? "In realtà anche sul mercato italiano si possono già reperire alimenti fortificati ai quali cioè è stato aggiunto acido folico durante il processo produttivo: cereali da colazione, biscotti, fette biscottate, succhi di frutta, yogurt, prodotti per la prima infanzia. Tuttavia, nei vari paesi dell'Unione europea, Italia inclusa, l'assunzione di acido folico viene raccomandata e quindi parliamo di supplementazione e non di fortificazione, accompagnata a uno stile di vita corretto (controllo del peso, della glicemia e altri fattori di rischio) e da una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura".

...ma cautela

Quindi noi supplementiamo ma non fortifichiamo obbligatoriamente. "Esatto - riprende Taruscio -  Attenersi alle quantità indicate è importante, perché un eccesso di vitamine, che può avvenire ad esempio se si consumano alimenti fortificati unitamente all'assunzione di complessi multivitaminici, potrebbe mascherare un deficit di vitamina B12, come è stato visto proprio negli USA. Mentre per quanto riguarda l'ipotesi di un aumentato rischio di sviluppare tumori maligni in persone con elevati livelli di folati nel sangue, va detto che una meta-analisi condotta su 50.000 persone non ha evidenziato alcun incremento (né decremento) di queste neoplasie. Di fronte dunque a dati ancora limitati e evidenze in letteratura ancora contrastanti relativamente al rischio di sovra-assunzione soprattutto in alcune fasce di popolazione, in particolare anziani e bambini, il Network Italiano Promozione Acido Folico per la Prevenzione Primaria di Difetti Congeniti, coordinato dal Centro nazionale malattie rare dell'Istituto superiore di sanità, ha sempre tenuto un profilo prudenziale sulla fortificazione, condividendo il principio di cautela espresso dal gruppo di lavoro dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)".

Come assumere di B9 in gravidanza e perché

La percentuale di donne che assume acido folico correttamente è ancora piuttosto bassa in Italia, parliamo di una su 4 circa e questo nonostante la gran parte delle gravidanze oggi sia programmata. "Per questo, il Network Italiano Promozione Acido Folico per la Prevenzione Primaria di Difetti Congeniti raccomanda a tutte le donne in età fertile, che programmano o non escludano attivamente una gravidanza, di assumere regolarmente per via orale almeno 0,4 milligrammi al giorno di acido folico, un mese prima del concepimento. Questo perché il tubo neurale si chiude normalmente fra il 17simo e il 29simo giorno dal concepimento, quando spesso la donna non ha ancora accertato la sua gravidanza - e poi per tutto il primo trimestre di gestazione. Inoltre, è bene ricordare che in Italia l'acido folico a questo dosaggio è nell'elenco dei farmaci di classe A, dunque totalmente rimborsabile", ricorda l'esperta.

Ci sono donne che potrebbero avere bisogno di un dosaggio maggiore di 0,4 milligrammi al giorno. Infatti per chi ha fattori di rischio per la spina bifida e altre malformazioni, per chi ha precedenti gravidanze con spina bifida, o familiarità per malformazioni, in caso di diabete insulino-dipendente, di epilessia sono raccomandati 4,0 - 5,0 milligrammi al giorno di acido folico. 

"La supplementazione - ricorda e conclude Taruscio - va accompagnata sempre a un sano stile di vita e da una alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura".

Folico da foglia: mangiare verdura e non solo

L'acido folico è una vitamina che appartiene al gruppo B ed è presente in una grande varietà di alimenti: dal fegato alle verdure (da cui il nome folico, da foglia) come spinaci, carciofi, lattuga, broccoli. È nei fagioli e nella frutta come arance o mandarini. La maggior parte dei folati presenti negli alimenti è però instabile, con la cottura se ne perde una quota, ma nonostante questo la nostra alimentazione, se equilibrata e ricca e variata, riesce in genere a coprire il bisogno che abbiamo di B9. È in gravidanza che questo bisogno aumenta, ed è questo il senso dell'integrazione.