Il costo dell'obesità nel mondo: un impatto che vale il 3,6% del Pil

Lo studio condotto in 8 paesi. I ricercatori: "Per ridurre i costi del 13% bisogna mantenere la prevalenza dell'obesità ai livelli del 2019". In Italia un'emergenza che coinvolge oltre un milione di persone: il 2,3% della popolazione adulta
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L'obesità pesa sull'economia di ogni paese, incidendo sia sulla produttività, che sulla spesa pubblica e potrebbe causare un impatto del 3,6 % sul Pil entro il 2060 se non si interverrà subito. E a chi pensa che questo non sia un problema di salute pubblica, ma solo di girovita e bilanci personali, basta pensare che secondo i calcoli degli esperti nei prossimi 40 anni i costi totali per curare l'obesità raddoppieranno in Spagna, mentre un paese come l'India vedrà aumentare i costi sociali diretti e indiretti di 19 volte. E sono solo esempi.

Alcune cifre riportate dal secondo studio sull'obesità che ha coinvolto 8 paesi e che dimostra l'importanza della prevenzione condotta dai ricercatori del Global Health Division, RTI (Research Triangle Institute) International, pubblicata sulla rivista BMj Global Health descrivono chiaramente il problema: tra il 1979 e il 2016 l'obesità è aumentata in tutti i paesi del mondo. Più della metà della popolazione in 34 su 36 paesi dell'Ocse, è in sovrappeso e quasi una persona su quattro è obesa. Un problema che coinvolge anche bambini e adolescenti. 5 milioni i decessi. L'età? Oltre la metà avevano meno di 70 anni.

In Italia

In Italia le cose non vanno meglio. Secondo l'ultimo Rapporto sull'obesità presentato dall'IRCCS Istituto Auxologico Italiano, il sovrappeso riguarda maggiormente il sesso maschile (6 uomini su 10) rispetto a quello femminile (4 donne su 10), con un picco di prevalenza tra i 65 e i 74 anni, dove l'eccesso di peso raggiunge il 53% delle donne e circa il 68% degli uomini. Oltre un milione di persone pari al 2,3% della popolazione adulta soffre di grave obesità, definita da un Indice di massa corporea pari o superiore a 35. Per quanto riguarda la distribuzione regionale, complessivamente nel nord-ovest e nel centro la prevalenza di obesità rilevata nella popolazione si attesta al 10%, mentre nel nord-est e nelle isole il valore raggiunge l'11,4%, nel sud il 12,4%.

La ricerca 

I ricercatori del Global Health Division International hanno deciso di stimare l'impatto economico sia attuale che futuro dell'obesità, valutando la spesa sanitaria sostenuta per affrontare 28 malattie che vengono normalmente associate a questa patologia in otto paesi, tra il 2019 e per il 2060. Australia, Brasile, India, Messico, Arabia Saudita, Sud Africa, Spagna e Thailandia sono stati scelti per riflettere sia diverse regioni geografiche che di livelli di reddito.

I costi diretti includevano i costi medici e non medici, il viaggio e il tempo necessari per ricevere le cure. Nei costi indiretti sono state considerate sia le perdite finanziarie dovute a morte prematura sia la perdita di produttività. I costi della disabilità a lungo termine e del pensionamento anticipato, così come quelli collegati ai risultati scolastici inferiori e la carriera, sono stati esclusi, in quanto non era possibile misurarli tra i paesi.

Così nel 2019 

Nel 2019 hanno calcolato che i costi totali pro capite dell'obesità variavano da 17 dollari in India a 940 dollari in Australia, pari all'1,76% del PIL, in media, negli 8 paesi, ma variando dallo 0,8% in India al 2,4% In Arabia Saudita. I costi medici hanno rappresentato in media il 90% dei costi diretti in tutti i paesi, mentre i caregiver informali hanno costituito in media oltre il 90% dei costi diretti non medici. Le perdite per morte prematura hanno rappresentato circa il 56%-92% dei costi indiretti in tutti i paesi.

Primo scenario 

Tra l'aumento della prevalenza dell'obesità, i cambiamenti demografici e la crescita economica, i ricercatori hanno quindi valutato l'impatto di due scenari ipotetici. Il primo. Una riduzione del 5% della prevalenza dell'obesità rispetto ai livelli previsti comporterebbe costi totali dell'obesità in proporzione al Pil, che vanno dal 2,4% in Spagna al 4,9% in Thailandia entro il 2060. Rispetto alle proiezioni del 2019, ciò implica un risparmio medio annuo di circa il 5,2% in tutti gli 8 paesi tra il 2021 e il 2060.

Secondo scenario

Il secondo scenario ipotetico stima i costi totali dell'obesità se la prevalenza dell'obesità rimane costante ai livelli del 2019. Ciò comporterebbe una riduzione media annua della prevalenza dell'obesità che va dal 9% al 22% entro il 2060, calcolano i ricercatori. In proporzione al Pil previsto, i costi totali nel 2060 andrebbero da circa l'1,4% in India al 4% in Messico, con un risparmio medio annuo del 13% rispetto ai costi previsti di base.

I limiti dello studio

I ricercatori riconoscono vari limiti al loro studio. Prima di tutto è il fatto che la ricerca si basa su dati che riguardano l'obesità relativi alla situazione attuale e non alle tendenze future relative all'età, al sesso e all'alimentazione che rimangono sconosciute. Rimarranno le stesse oppure no? Altre questioni sono i progressi tecnologici o le future scoperte mediche nel trattamento o nella prevenzione dell'obesità. 

Agire presto

Ma concludono, gli scienziati: "I nostri risultati suggeriscono che ci sono enormi impatti economici associati all'obesità in tutti i paesi, indipendentemente dalla geografia o dal livello di reddito. C'è un'enorme variazione tra i paesi nel livello e negli impatti dell'obesità ma, come visto in questi otto paesi, le tendenze storiche e attuali dimostrano che i costi economici aumenteranno nel tempo".

"Gli scenari sottolineano la necessità di intraprendere azioni urgenti per ridurre i potenziali impatti economici in futuro. Ciò non sarà raggiunto se non si investirà nelle politiche di prevenzione. Nel complesso - continuano - i nostri risultati giustificano un aumento degli sforzi per combattere l'aumento globale dell'obesità e superare l'inerzia politica esistente che ha ostacolato i progressi delle azioni politiche contro questa emergenza globale".