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Sesso con un sex-robot. Ma l'amore con l'algoritmo rende felici?

Un amore senza anima o una nuova opportunità? L'eros e i percorsi alternativi che puntano sulla tecnologia
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Bella, bionda e dice sempre di sì. Non si tratta di un film degli anni novanta, ma di un sex-robot. Un sogno realizzabile, senza troppo affanno o fatica, grazie allo zampino dell'intelligenza artificiale. La possibilità di scelta, in funzione dei gusti del cliente, è assolutamente contemplata: se il cliente desidera un sex-robot dai capelli mori o rossi, dalla pelle bianca, ambrata o di colore, basta chiedere e prenotare in largo anticipo, e il desiderio diventa realtà.

La donna emulata e riprodotta con dovizia di particolari, ovviamente, è bella, con la pelle vellutata come la seta, le labbra sinuose e abbondanti, lo sguardo addomesticato (anti ansia da prestazione) e non presenta alcuna imperfezione. Proprio la cyberseduttrice del film Ex-Machina, interpretata da Alicia Vikander. Ma il cinema ha immaginato anche il robot perfetto in versione maschile, nella pellicola uscita da poco: I am your man con Dan Stevens.

Un partner sessuale non giudicante

Con un esercizio di fantasia, ho provato ad immaginare un soliloquio con un sex-robot. Il cliente si prepara all'incontro, paga e amoreggia, il sex-robot risponde a monosillabi, o pagando di più, riesce anche a recitare frasi seduttive e rassicuranti, mentre ricambia le effusioni erotiche e amorose.

La tecnologia con le sue alchimie approda dappertutto, anche tra le lenzuola degli italiani. Nuove necessità, nuove soluzioni. Nascono i sex-robot, prevalentemente donne, con cui avere dei rapporti sessuali, una sorta di Alexa del sesso, il cui modus operandi amoroso viene gestito dall'intelligenza artificiale.

La tecnologia tra le lenzuola

L'intelligenza artificiale del robot conferisce a queste bambole un temperamento dolce e obbediente, rassicurante e sottomesso, mentre regala dosi abbondanti di autostima sessuale al suo amante pagante. La voce meccanica è abbinata a un volto di donna molto ben fatto, con labbra protruse e intriganti, lingua mobile e occhi suadenti e sognanti. Bambole del sesso che evocano un'intimità, quanto più possibile vera.

La concretizzazione di un desiderio erotico

Amore, sesso e paure. Gli amori prudenti. L'amore affascina e atterrisce. Seduce e respinge al tempo stesso. Ancor di più se nutrito da pelle, sensi, cuore e possibilità di tradimenti e abbandoni postumi.

Molti uomini e molte donne rimangono a lungo dove non dovrebbero stare, dentro legami con sutura o già emotivamente estinti, mentre scappano via da ciò che vogliono (o vorrebbero), per paura. In quei luoghi grigi e parchi, sobri e poco destabilizzanti, non c'è traccia di pericolo. La solita e datata, e a quanto pare longeva, lotta tra cuore e ragione. Anche la sessualità, soprattutto in questi tempi pandemici, non gode di buona salute. Spesso scorporata dal coinvolgimento profondo, è diventata ginnica e performante, quindi, ansiogena e meramente coitale, senza fronzoli e orpelli sentimentali.

È stata trasferita online, dentro un'app, per farla diventare poi tristemente solitaria. Talvolta scorporata anche dall'altro: una sorta di autoerotismo assistito. Vanno per la maggiore gli amori a termine e quelli prudenti, che non riescono a surrogare l'emozione di un amore vero, profondo, autentico.

La tecnologia con la sua immediatezza e fascino può indubbiamente incarnare una vera innovazione tra le lenzuola, ma stenta a prendere il posto di un legame d'amore o di sesso, o di entrambi, con un partner vero e vivo, in carne e ossa.

Un piacere in isolamento

Scegliere un sex-robot in maniera esclusiva e reiterata nel tempo ripropone le stesse dinamiche del sesso online: vige e vince il piacere solitario a scapito di quello condiviso. Gli amori prudenti, online o con sex-robot sono amori avulsi da rischi emotivi e défaillance sessuali.

Dietro un computer i timidi diventano estroversi, i brutti belli, gli insicuri audaci. Il falso sé - termine coniato da Winnicott, che in psicologia rappresenta una corazza difensiva, una sorta di mantello che difende le fragilità del vero sé - regna sovrano.

Un computer o un'app, così come un robot per fare sesso rappresentano delle trincee difensive dietro le quali si celano paure, fragilità del cuore e del corpo e disagi relazionali.

La solitudine in pandemia

Al tempo del Covid, tra solitudine e ansia da contagio e da intimità, il sex robot si fa toppa per rammendare in maniera amatoriale solitudini e angosce (per di più senza mascherina, tampone propedeutico, vaccino e rischi gravidici o amorosi).

Effettuare un distinguo importante tra il parco giochi del sesso e gli amori asettici e che si accontentano diventa la strada maestra per giocare con la sessualità senza averne troppa paura.

*Valeria Randone è psicologa, specialista in sessuologia clinica a Catania e Milano. www.valeriarandone.it