La stretta sul virus: coprifuoco e obbligo di mascherina all'aperto

Alto Adige, Sicilia, Lazio, Valle d'Aosta: i governatori tirano dritto con le restrizioni. A Padova e Napoli mascherine all'aperto da questa settimana. I ricercatori di Cambridge: "Il distanziamento non basta, serve proteggersi naso e bocca"   
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Preoccupati dalla risalita dei contagi, i governatori delle Regioni da nord a sud chiedono un'accelerazione sulle nuove misure anti Covid. La preoccupazione maggiore ora è l'affollamento per le vie dello shopping in vista delle feste natalizie, proprio nel momento in cui stiamo affrontando la quarta ondata di contagi.

Uno dei temi sul tavolo nel confronto con il governo è infatti l'obbligo delle mascherine all'aperto. In Alto Adige, Lazio e Sicilia ci sono già le ordinanze. "È una misura che andrebbe adottata subito in tutta Italia a prescindere dai colori delle regioni", ha spiegato l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato "soprattutto nei luoghi affollati".  

Dati alla mano alcuni governatori hanno adottato già le restrizioni sperando così di evitare il lockdown e salvare la stagione turistica. Così in Alto Adige dove il presidente della Regione, Arno Kompatscher, preoccupato per la risalita dei contagi e la situazione negli ospedali ha ripristinato venti "zone rosse" in altrettanti comuni dove andrà rispettato sia il coprifuoco dalle 20 alle 5 del mattino per discoteche, teatri e cinema, sia la chiusura anticipata alle 18 per bar e ristoranti. Le misure riguardano i comuni di Senales, Valgardena, Santa Cristina, Castelrotto, Funes, Rio di Pusteria, Rasun Anterselva, Castelbello Ciardes, Ortisei, Moso di Passiria, Marlengo, Laion, Caines, Rodengo, Naz-Sciaves, San Pancrazio, Vandoies, Ultimo, Martello, Plaus, Postal.

Dall'Alto Adige alla Sicilia a far perdere il sonno ai governatori è l'assalto alle vie dello shopping e l'arrivo di turisti. In Sicilia l'obbligo della mascherina all'aperto nei luoghi particolarmente affollati è già una realtà dal 18 novembre. Il presidente Nello Musumeci (uno dei sostenitori dell'obbligo vaccinale) ha firmato un'ordinanza rivolta a "tutti i cittadini dai 12 anni in su".

Ma in Sicilia è scattata una stretta per chi viene dall'estero: tamponi obbligatori per i viaggiatori in arrivo da Regno Unito e Stati Uniti. Stessa misura in porti e aeroporti per chi proviene da Germania e dal Regno Unito (compresi tutti coloro che abbiano soggiornato o siano transitati dai due Paesi nei 14 giorni precedenti all'arrivo). Il controllo era previsto per chi proviene (o vi abbia transitato nei 14 giorni precedenti) anche da Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia e Olanda.

Misure restrittive anche in Valle d'Aosta. Il governatore Renzo Testolin ha disposto il divieto di ingresso a persone esterne nelle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali sia pubbliche che private. Almeno per il momento.

Si muovono anche i sindaci, preoccupati dall'assalto dei centri storici. Così a Padova, dove il primo cittadino Sergio Giordani ha sul suo tavolo, in attesa della firma, un'ordinanza che prevede l'obbligo della mascherina all'aperto 24 ore su 24 in tutto il centro storico dal 26 novembre fino al 31 dicembre. A Napoli, giovedì 25 novembre il sindaco Gaetano Manfredi firmerà anche lui un'ordinanza per la regolamentazione degli accessi nelle strade dei Decumani, cuore del centro antico cittadino, nel periodo natalizio.

L'esigenza di contingentare gli accessi di cittadini e turisti negli stretti vicoli del centro storico si è ripresentata negli ultimi weekend con il ritorno in massa dei turisti, dopo la diminuzione degli arrivi dovuta alla pandemia. Stesso problema che deve fronteggiare il sindaco Luigi Brugnaro a Venezia dove per il ponte del primo novembre sono arrivate tra calli e campielli ben 85 mila persone, il 40% dei quali italiani.

Il primo cittadino della città lagunare ha mappato la città, individuando alcune aree sia del centro storico che della terraferma dove sarà obbligatorio indossare la mascherina anche all'aperto. Nel mirino: mercatini di Natale, le fiere in occasione dell'Epifania e soprattutto nelle calli di Venezia dove non è possibile rispettare la distanza interpersonale.

Ma il distanziamento all'aperto ormai da solo non basta, contano la mascherina e la vaccinazione. A ribadire come la trasmissione di questo virus sia aerea ed altamente casuale è uno studio dell'Università di Cambridge pubblicato su Physics of Fluids. Una ricerca che avalla l'obbligo di indossare questo dispositivo nelle zone rosse come sta avvenendo in Alto Adige.

Perché ormai è chiaro che in assenza di protezione naso-bocca, una persona positiva può infettarne un'altra ad una distanza di due metri, anche quando è all'aperto. Attraverso la tosse, parlando o semplicemente respirando. "La regola dei due metri - spiegano gli esperti - è un messaggio efficace e facile da ricordare per il pubblico, ma non è di per sè una misura di sicurezza efficace. Mascherina, vaccinazione e una buona areazione, sebbene non efficaci al 100%, sono invece fondamentali per contenere il virus"..

Il team di Cambridge che ha condotto lo studio, guidato da Epaminondas Mastorakos del Dipartimento di Ingegneria, ha analizzato, tramite la meccanica dei fluidi, il modo in cui le goccioline si diffondono quando le persone tossiscono. Difficile prevedere quanto lontano arrivi l'aerosol emesso.

Le simulazioni hanno utilizzato modelli computazionali raffinati risolvendo le equazioni per il flusso turbolento, insieme a descrizioni dettagliate del movimento e dell'evaporazione delle gocce. Così si è scoperto che quando una persona tossisce e non indossa una maschera, la maggior parte delle goccioline più grandi cadrà sulle superfici vicine. Quelle più piccole, invece, rimangono sospese nell'aria e possono diffondersi rapidamente ben oltre i due metri.

La distanza e la velocità di diffusione dipenderà dalla qualità della ventilazione nella stanza e dalle caratteristiche del colpo di tosse stesso. Di qui il suggerimento di mantenere una distanza di almeno 3 metri o più. "Per questo motivo, la regola dei due metri non è di per sè una misura di sicurezza efficace. Per contenere la diffusione del virus servono mascherina, vaccinazione e una buona areazione - conclude Mastorakos - non solo, aggiungiamo anche un'ultima raccomandazione. Meglio continuare ad indossare le mascherina in spazi interni come uffici, aule e negozi".