Covid, la grave infiammazione sistemica che colpisce i bimbi non vaccinati

Casi in aumento di Mis-C, la sindrome infiammatoria multi-sistemica (Mis-C) che colpisce tra i 6 e i 12 anni. E uno studio italiano svela perché alcuni bimbi si ammalano e altri no
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Febbre alta, il cuore che fatica a funzionare (miocardite), un'infiammazione generalizzata. La sindrome infiammatoria multi-sistemica (Mis-C) colpisce sempre più bimbi affetti da Covid. I numeri spaventano: dalla primavera scorsa i piccoli ricoverati negli ospedali italiani sono raddoppiati. Numeri che possono fare concorrenza a quelli che si registrano in Gran Bretagna, dove si stima che fino a 100 bambini a settimana vengano ricoverati in ospedale con questa malattia, a dispetto dei 30 casi a settimana che si registravano nell'aprile scorso.

"Questa sindrome colpisce generalmente bimbi tra 6 e 12 anni e si manifesta con un quadro clinico grave, con compromissione delle condizioni generali - spiega Gian Luigi Marseglia, direttore della clinica pediatrica del policlinico San Matteo di Pavia - . Abbiamo visto diversi casi nel corso di un anno. E il numero sta crescendo. Lo strumento per contrastarla? Sicuramente il vaccino contro il Covid. E l'approvazione arrivata da Ema il 25 novembre scorso ci farà fare un grande passo in avanti". 

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Il primo allarme ad aprile 2020

La comparsa ufficiale di sindrome infiammatoria multi-sistemica in era Covid risale all'aprile del 2020, quando il servizio sanitario inglese segnalò i primi casi di bambini e adolescenti in età scolare positivi al coronavirus che presentavano una sintomatologia caratterizzata da febbre, dolori addominali, disturbi gastrointestinali e disfunzioni cardiache.

Inizialmente questa manifestazione venne scambiata per la malattia di Kawasaki, una patologia vascolare rara tipica della giovane infanzia, con sintomi molto simili a quelli individuati nei casi inglesi. Successivamente, però, studi più approfonditi hanno permesso di individuare una patologia del tutto nuova e mai diagnosticata prima. Il Centers for Desease Control and Prevention (CDC) ha definito questa manifestazione patologica come sindrome infiammatoria multi-sistemica nei bambini (MIS-C o Pims).

Il Registro nazionale

Ne è nato il primo Registro nazionale, realizzato dal  Gruppo di studio di reumatologia della Società italiana di pediatria. Dal 10 febbraio 2020 al settembre scorso, ne sono stati registrati 239.

L'obiettivo dei ricercatori è quello di far confluire questi dati nel Registro europeo gestito da Printo (Paediatric Rheumatology International Trial Organization, la più vasta rete internazionale per la sperimentazione di nuove terapie nelle malattie reumatiche del bambino, che ha sede alla Clinica pediatrica e reumatologia dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova), in modo da confrontarli con gli altri dati europei e ottenere un registro più robusto. I casi raccolti finora arrivano da circa tutta Italia. L'iniziativa è stata diffusa attraverso la Sip (Società italiana di pediatria), e hanno risposto in moltissimi.

Il primo studio in Italia

A portare alla luce la sindrome infiammatoria multi-sistemica sindrome come conseguenza del Covid è un lavoro multicentrico italiano promosso dal Gruppo di Studio di Reumatologia della Società italiana di Pediatria, presentato alla fine dello scorso anno, in piena pandemia.

Lo studio ha coinvolto circa 200 pediatri in tutta Italia con l'obiettivo di raccogliere tutti i casi di malattia di Kawasaki classica e quelli di malattia infiammatoria multi-sistemica registrati nei bambini sul territorio nazionale durante la prima ondata epidemica, ossia dal 1 febbraio al 31 maggio 2020.

Dal monitoraggio è emerso che, solo in quel periodo, erano stati 149 i casi totali registrati sul territorio nazionale, di cui 53 affetti da sindrome multi-infiammatoria sistemica e 96 affetti da malattia di Kawasaki classica.

Le cinque caratteristiche della malattia

Nello specifico è risultato che i bambini colpiti da sindrome infiammatoria multi-sistemica, rispetto a quelli affetti da malattia di Kawasaki classica, presentano cinque tratti caratteristici: un'età media più alta (intorno ai 7 anni), una maggiore probabilità di aver bisogno della Terapia intensiva pediatrica, più necessità di aver bisogno di un sostegno ventilatorio, una maggiore probabilità di manifestare sintomi atipici per la Kawasaki quali quelli gastro-intestinali e polmonari; più probabilità di avere miocardite o insufficienza cardiaca.

Inoltre, per quanto riguarda gli esami di laboratorio, la sindrome infiammatoria multi-sistemica si caratterizza per indici di flogosi più elevati (PCR), linfopenia, piastrinopenia, ferritinemia più elevate e un aumento degli enzimi cardiaci (troponina, BNP)". Nella casistica italiana non si sono registrati decessi, ma una piccola percentuale di pazienti aveva esiti cardiologici a distanza.

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La ricerca del policlinico San Matteo

È attuale, invece, la ricerca condotta dalla Clinica pediatrica del policlinico San Matteo di Pavia che, parte di un consorzio internazionale insieme a ricercatori americani e francesi, sta indagando proprio su questa sindrome.

"È stato appena pubblicato su Science un nostro studio sui parametri biologici relativi al quadro clinico di pazienti affetti da Mis-C - sottolinea Marseglia - . E, proprio di recente, abbiamo inviato nuovi dati, in fase di pubblicazione, che faranno luce sui meccanismi che inducono questa malattia. In sostanza spiegano perché alcuni bambini la sviluppino e altri no. Per far questo sono stati raccolti e analizzati prelievi di sangue su oltre 1.000 bimbi-pazienti in tutto il mondo (Sudamerica, Europa, Asia), anche con l'obiettivo di cercare di indentificare possibili diversità genetiche".

Quanto dura la malattia e come si cura

Ma quanto dura la Mis-C? "Normalmente ci vogliono 10 giorni per guarire - spiega Marseglia - . Abbiamo imparato a riconoscerla e curarla. Tuttavia, per alcuni bimbi è così grave da richiedere il ricovero in Terapia intensiva, soprattutto per assicurare la funzionalità cardiocircolatoria attraverso un monitoraggio 24 ore su 24".

La terapia per la sindrome infiammatoria multi-sistemica "prevede essenzialmente steroidi e immunoglobuline ad alte dosi, ovvero la stessa terapia utilizzata nella Kawasaki - risponde il direttore della Clinica pediatrica del San Matteo - . Le immunoglobuline hanno un effetto immunomodulante che, associato all'effetto immunosoppressivo del cortisone, permette di curarla in tutti i casi". Ma un altra arma si è aggiunta alle terapie. "Ci si è accorti - aggiungono i ricercatori - che probabilmente nei casi più severi, aggiungere altri farmaci come l'inibitore di una citochina infiammatoria che si chiama interleuchina dà risultati positivi". 

Vaccini fondamentali

Che i vaccini siano essenziali per prevenire la sindrome infiammatoria multi-sistemica lo sottolinea Marseglia, come pure Andrea Biondi, direttore della Clinica pediatrica università Bicocca di Milano-Bicocca, Fondazione Mbbm-ospedale San Gerardo di Monza. Che sottolinea: "È vero, la Mis-C rappresenta la condizione più grave nel Covid in età pediatrica. E il vaccino nella fascia adolescenziale funziona come una sorta di cintura di sicurezza, di protezione nei confronti dell'incertezza".

"Quindi ben venga il vaccino per i bimbi dai 5 agli 11 anni (approvato da Ema) - conclude Marseglia - . È ragionevole pensare che protegga da questa malattia perché il Covid è elemento scatenante della risposta disimmune in alcuni soggetti suscettibili. Credo che lo percepisca anche la gente che più il virus circola, più il rischio di varianti che si possono creare aumenta. E il vaccino rappresenta un ulteriore strumento di protezione".