Nuovi sport: tutti pazzi per il padel

Nuovi sport: tutti pazzi per il  padel
Durante le restrizioni era uno dei pochi sport concessi. È divertente e facile. Campo corto e racchetta leggera permettono di giocare una partita intera anche ai principianti
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Aggregante. Se c’è una parola con cui descrivere il padel è proprio questa. L’aggettivo esprime la natura di uno sport che negli ultimi anni è letteralmente esploso, appassionando tanto l’ex professionista di tennis, quanto chi non praticava sport da tempo. Complice anche il periodo di restrizioni del 2020, quando in zona arancione e gialla il padel è stato uno dei pochi sport in campo a poter essere praticato – all’aperto e con tesseramento – perché non considerato di contatto.

In due anni i tesserati agonistici sono passati dai 7 mila del 2019 ai 60 mila del 2021. Ma il successo del padel, per cui sembra che chiunque voglia provarlo, coinvolgendo amici, parenti e partner, non si può ascrivere solo alla mancanza di scelta in un periodo di difficoltà. Il suo segreto, secondo chi lo pratica e lo osserva, sta nella capacità di coinvolgere, divertire e fare bene, a corpo e mente. "È divertente, ma credo che il suo effetto mentale più forte sia quello di soddisfare il giocatore, nel senso che, già dalla prima volta, permette di fare una partita intera. Cosa che con altri sport, non solo di racchetta, non avviene", commenta Giuseppe Vercelli, professore di Psicologia dello sport e Prestazione umana all’Università degli Studi di Torino.

"È uno sport semplice, ma non banale, ed è sociale perché c’è un intenso scambio tra compagni di squadra, per coordinare i movimenti e condurre il gioco". L’aggregazione nasce dal fatto che si gioca in quattro, due contro due: più semplice che trovare un’intera squadra di calcetto, più divertente di un tennis uno contro uno.

I centri in cui praticarlo

"Lo sport sociale per eccellenza che sta appassionando sempre di più. In Italia è scoppiato nel 2016, a Roma, per poi espandersi a macchia d’olio. Oggi la capitale rimane la città in cui si gioca maggiormente, ma anche Sicilia, Sardegna e Lombardia stanno registrando numeri alti. In Italia, oggi, ci sono oltre 1.500 centri" spiega Alessandro Tortorici, direttore commerciale dell’App Playtomic, lo specchio social della “febbre da padel” che si sta diffondendo e che non permette solo di prenotare i campi, ma anche di trovare compagni di gioco, inserirsi in partite altrui, condividere i risultati.

"Tra gli sport moderni – riprende lo psicologo – è anche quello che concilia meglio l’aspetto tecnico e fisico, perché servono movimenti veloci, ma semplici, ed è accessibile a tutti". Il padel si gioca in un campo piccolo, simile a quello da tennis, delimitato da pareti su cui la palla può rimbalzare, con una racchetta leggera. "Tecnicamente è praticabile da chiunque" spiega Sara D’Ambrogio, allenatrice dell’Italia juniores (quarta ai mondiali del Messico) e campionessa italiana di padel nel 2017.

Chi è l'atleta che pratica questo sport

"La racchetta è maneggevole, poco pesante e, non essendoci le corde, la palla non rischia di scappare. Inoltre, ci sono le pareti, quindi gli scambi durano a lungo e ci sono più soluzioni per recuperare la pallina, senza troppe interruzioni". Nonostante il giocatore medio sia uomo, tra i 30 e i 50 anni, l’atleta azzurra, che pratica padel dal 2016 e gira l’Italia per insegnarlo, nota una presenza femminile in aumento. "All’inizio le donne erano pochissime – commenta – mentre adesso sono tante, spesso iniziate da partner o amici, ma non necessariamente. Devo dire che il padel mischia bene i due sessi".

Come tutte le attività sportive, una partita di padel non può che giovare alla salute. "Chi lo fa per la prima volta può chiedere un parere al proprio medico, ma in linea di massima è una disciplina adatta a qualsiasi età e condizione fisica" conferma Michelangelo Giampietro, docente dell’Istituto superiore di formazione R. Lombardi della Federazione italiana tennis. "Può essere uno sport di iniziazione per i bambini, di recupero per adulti che un tempo praticavano altre discipline e che non possono più sollecitare troppo ginocchia o schiena, oppure può essere un passatempo positivo per persone più anziane che hanno ancora voglia di giocare e divertirsi".

Un suggerimento a chi gioca dopo una giornata di lavoro? "Non catapultarsi in campo immediatamente, fare un po’ di riscaldamento per evitare strappi, idratarsi e mangiare uno snack a base di zuccheri – conclude Giampietro – soprattutto se il campo è prenotato per 90 minuti".

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