Endemia, epidemia e pandemia: quali sono le differenze

Tre parole sempre più usate. Che però non sono sinonimi. Ecco le loro definizioni
2 minuti di lettura

A inizio 2020 per i casi di Covid si parlava di epidemia. Nel giro di qualche settimana la diffusione dei contagi e della malattia ha indotto l'Organizzazione Mondiale della Sanità a proclamare la pandemia.

Oggi, a due anni di distanza, si usa sempre più frequentemente il termine "endemia". Perché il virus sarà parte delle nostre vite. Come lo sono quelli del raffreddore o della polmonite. Grazie ai vaccini che ne abbassano la diffusione.

Dal punto di vista epidemiologico, le malattie infettive hanno caratteristiche diverse di diffusione. Ci sono malattie molto contagiose e altre che lo sono meno. In base alla suscettibilità della popolazione e alla circolazione del germe, una malattia infettiva può manifestarsi in una popolazione in forma epidemica, endemica o sporadica. Ecco quindi le differeze tra epidemia, pandemia ed endemia, così come sono spiegate dalle istituzioni sanitarie italiane e internazionali.

Casi sporadici

Il caso sporadico, si legge sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità, è quello che si manifesta in una popolazione in cui una certa malattia non è stabilmente presente. Tuttavia, alcune malattie infettive non contagiose, abitualmente sporadiche (come il tetano), sono causate da microrganismi stabilmente presenti nel territorio. In questi casi, i germi sono confinati nei loro serbatoi naturali e solo eccezionalmente penetrano in un ospite umano dando luogo alla malattia.

I movimenti di popolazione, oggi molto più frequenti e rapidi di un tempo, possono mutare rapidamente la diffusione delle malattie infettive attraverso l'importazione di casi da un territorio endemico a uno in cui i casi normalmente non si verificano. Per lo stesso motivo spesso si verificano delle epidemie internazionali.

Epidemia

L'epidemia, come viene spiegato dall'Iss, si verifica quando un soggetto ammalato contagia più di una persona e il numero dei casi di malattia aumenta rapidamente in breve tempo. L'infezione si diffonde, dunque, in una popolazione costituita da un numero sufficiente di soggetti suscettibili. Spesso si riferisce al termine di epidemia con un aumento del numero dei casi oltre l'atteso in un particolare area e in uno specifico intervallo temporale.

Pandemia

La pandemia è la diffusione di un nuovo virus da uomo a uomo in più continenti o comunque in vaste aree del mondo. La fase pandemica, viene spiegato nel glossario dell'Iss, è caratterizzata da una trasmissione alla maggior parte della popolazione.

L'11 marzo 2020, l'OMS, dopo aver valutato i livelli di gravità e la diffusione globale dell'infezione da SARS-CoV-2, ha dichiarato che l'epidemia di COVID-19 può essere considerata una pandemia. Il 30 gennaio 2020, dopo la seconda riunione del Comitato di sicurezza, il Direttore generale dell'OMS aveva già dichiarato il focolaio internazionale da SARS-CoV-2 un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern - PHEIC), come sancito nel Regolamento sanitario internazionale (International Health Regulations, IHR, 2005. Per "emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale" si intende: "un evento straordinario che può costituire una minaccia sanitaria per altri Stati membri attraverso la diffusione di una malattia e richiedere potenzialmente una risposta coordinata a livello internazionale". Ciò implica un evento grave, improvviso, insolito o inaspettato; comporta ricadute per la salute pubblica oltre il confine nazionale dello Stato colpito; e può richiedere un'azione internazionale immediata.

Endemia

Una malattia si considera endemica quando l'agente responsabile è stabilmente presente e circola nella popolazione, manifestandosi con un numero di casi più o meno elevato ma uniformemente distribuito nel tempo.

"Possiamo definire endemico un virus che si diffonde in una popolazione in modo costante nel tempo, senza presentare particolari picchi di frequenza", spiega l'epidemiologo Pierluigi Lopalco. Una malattia endemica può comunque presentare le cosiddette recrudescenze epidemiche, quando cioè il virus genera ogni tanto dei focolai o degli aumenti epidemici per poi rientrare in una "normale" circolazione tra la popolazione.