Perdere peso, se si è già magri aumenta il rischio di diabete

Perdere peso, se si è già magri aumenta il rischio di diabete
Un calo di almeno 4.5 chili di peso aiuta a prevenire il diabete di tipo 2 in chi soffre di obesità, ma ne aumenta il rischio nel tempo se a dimagrire è una persona già normopeso
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Tenere sotto controllo il peso è il metodo migliore per prevenire malattie croniche associate all'obesità, come il diabete o le malattie cardiovascolari. Bisogna fare attenzione però, perché dimagrire non sempre è salutare. Se a dimagrire sono persone già normopeso, rischia invece di aumentare le probabilità di ingrassare sul lungo periodo e di ammalarsi di diabete di tipo 2. A sostenerlo uno studio pubblicato su Plos Medicine, che ha seguito il dimagrimento di persone di peso diverso (alcune magre, altre sovrappeso o obese) per un periodo di 24 anni.

Il dimagrimento

Si stima che, in media, il rischio di ammalarsi di diabete si riduca del 16% per ogni chilogrammo di peso perso nei soggetti in sovrappeso o obesi. Seguire una dieta dimagrante è diventata una pratica comune nella società moderna, spesso molto diffusa anche in chi non è sovrappeso e non soffre di obesità. Per questo i ricercatori hanno incluso, nel loro studio, anche persone già magre prima di affrontare il percorso di dimagrimento. Perché sia salutare, poi, la perdita dei chili di troppo deve essere mantenuta nel tempo.

È proprio questo obiettivo quello più difficile da perseguire, e la sua riuscita dipende anche dal metodo di dimagrimento che si intraprende. Nello studio, i ricercatori hanno considerato sette canali di dimagrimento diversi: dieta ipocalorica, esercizio fisico, dieta ipocalorica più esercizio fisico, digiuno (programmato oppure la scelta di saltare i pasti), programmi commerciali per la perdita di peso, pillole dimagranti e infine una combinazione di digiuno, programma commerciale e pillole dimagranti (riunito nell'acronimo Fcp). Lo scopo era capire come la perdita di peso influenza a lungo termine la predisposizione a ingrassare o ammalarsi di diabete di tipo 2.

Lo studio

I ricercatori hanno raccolto i dati riguardanti circa 200 mila persone da tre grandi studi prospettici condotti negli Stati uniti tra il 1988 e il 2017. I soggetti avevano un'età compresa tra i 24 e i 78 anni ed erano prevalentemente di sesso femminile. Nell'analisi sono stati considerate persone normopeso, sovrappeso e obese che avessero perso almeno 4.5 chili secondo uno qualunque dei metodi scritti sopra, e le loro condizioni di salute sono state confrontate con quelle di persone che non avevano affrontato alcun percorso di dimagrimento. L'andamento del loro peso è stato seguito per dieci anni circa dopo il dimagrimento, mentre l'insorgenza di diabete di tipo 2 è stata monitorata fino a 24 anni dopo.

Perdere peso se si è obesi

A distanza di 24 anni, il rischio di diabete si è ridotto per i soggetti affetti da obesità, indipendentemente dalla strategia impiegata, anche se chi sceglieva come metodo l'esercizio fisico aveva risultati migliori (il 21% di rischio in meno) rispetto a chi assumeva pillole dimagranti (il 13% di rischio in meno). Per i soggetti in sovrappeso, invece, i benefici della perdita di peso risultavano leggermente attenuati sul lungo periodo: il rischio di diabete di tipo 2 diminuiva del 9% in coloro che dimagrivano facendo esercizio fisico, mentre aumentava addirittura del 42% in chi faceva uso di pillole dimagranti.

Non dimagrire se si è già magri

Un quadro completamente diverso emergeva se a perdere quei quattro chili e mezzo erano persone già magre. Sul lungo periodo, infatti, queste persone rischiavano di ingrassare di più rispetto a chi non decideva di dimagrire, e anche il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 aumentava.

Qual è il metodo più salutare per perdere peso

Dai risultati, è emerso chiaramente che le conseguenze sull'organismo dei diversi metodi di dimagrimento, sia in termini di cambiamento di peso sia di rischio di diabete, dipendono dal peso corporeo prima della dieta. Dimagrire, per chi parte da una condizione di obesità, è talmente benefico per l'organismo che qualunque strategia va bene, purché si perdano i chili di troppo. E in generale, per queste persone l'effetto positivo si mantiene sul lungo periodo: secondo i risultati, il rischio di aumentare nuovamente di peso nei 4 anni successivi è risultato basso e anche quello di ammalarsi di diabete di tipo 2 diminuiva durante i 24 anni successivi.

Esercizio fisico: il più efficace

Fra tutti i metodi possibili, comunque, l'esercizio fisico si è mostrato sempre il più efficace e salutare sul lungo periodo. Per i soggetti magri, invece, l'ulteriore dimagrimento era associato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2 del 9% per chi praticava esercizio fisico e del 54% per chi assumeva pillole dimagranti o sceglieva il metodo combinato Fcp.

In ogni caso, concludono gli autori della ricerca, se si vuole intraprendere un cammino di dimagrimento è meglio mettere da parte il fai da te e le pillole che promettono miracoli e farsi seguire da medici esperti nella valutazione della necessità, dei benefici e nella pianificazione delle strategie adatte.