Immuni dal virus, ci sono anche gli alimenti "scudo" contro il Covid

Immuni dal virus, ci sono anche gli alimenti "scudo" contro il Covid
Uno studio su Frontiers in Immunology porta alla luce il rapporto tra proteine del coronavirus e quelle di alcuni alimenti, che hanno la capacità di attivare il sistema immunitario. Insiema a batteri, virus o vaccini fatti in passato
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Ci sono alimenti che possono trasformare il nostro organismo in una macchina efficiente e sicura. Proteggerlo, se è il caso, anche da virus come il Covid, che in alcune persone riesce a insinuarsi eludendo il sistema immunitario e in altre, invece, si ferma sulla porta, bloccato da una selva di anticorpi. La novità è che ad attivare quegli anticorpi possono essere proprio alcuni cibi.
Ad affermarlo, anche se con una certa cautela, è uno studio internazionale Usa pubblicato su Frontiers in Immunology. Gli autori sono partiti da una domanda: perché alcune persone si ammalano gravemente di Covid, mentre altre non hanno alcun sintomo? La risposta l'hanno individuata all'interno del nostro corpo.

 

Le proteine fanno la differenza

Il fatto è, secondo i ricercatori, che la soluzione "potrebbe risiedere nelle proteine a cui il nostro sistema immunitario è stato esposto in precedenza". E a tale proposito hanno rilevato che cibi, vaccini, batteri e virus comuni hanno la capacità di attivare il sistema immunitario umano rendendolo capace di contrattaccare il virus. Perché si tratta di agenti che contengono proteine simili a quelle che si trovano in SARS-CoV-2, e perché l'esposizione a queste proteine può addestrare il sistema immunitario a dare la giusta risposta nel momento in cui incontra il "nemico". Una conclusione importante, in grado di aprire la strada a nuove immunoterapie o a vaccini che aumentino l'immunità contro il Covid.

Un virus alieno, oppure no

Quando ha fatto la sua comparsa, quasi tre anni fa, il virus SARS-CoV-2 era cosa nuova, e la pandemia l'ha fatto apparire come un invasore alieno. Ma non è così, perché in realtà condivide le proprie caratteristiche con molte molecole biologiche esistenti. Ad esempio, spiegano gli autori dello studio, "come membro della famiglia dei coronavirus, SARS-CoV-2 ha molti tratti simili ad altri virus". E aggiungono: "Le proteine presenti nei batteri, nelle cellule umane, nei vaccini e persino negli alimenti possono condividerne alcune somiglianze". In questa ricerca, di conseguenza, gli autori hanno ipotizzato che "le somiglianze tra SARS-CoV-2 e altre proteine comuni possano influenzare la nostra suscettibilità al virus".

Cosa succede se ci attacca un agente patogeno

Il meccanismo che si mette in funzione quando il nostro corpo viene attaccato da un agente patogeno, come un virus o un batterio, avvia una risposta immunitaria che coinvolge gli anticorpi. In pratica, queste proteine immunitarie si agganciano a parti specifiche dell'agente patogeno e contribuiscono alla sua distruzione. Dopo che l'infezione iniziale si è attenuata, i globuli bianchi chiamati cellule T e B della memoria conserveranno una memoria dell'agente patogeno, o almeno alcune parti della sua struttura. Cellule che, se dovessero mai incontrarlo di nuovo, sarebbero pronte a innescare una rapida risposta immunitaria.

Il test delle reazioni crociate anticorpali

In definitiva, i ricercatori si sono chiesti se la "memoria immunitaria" alle proteine che ognuno di noi ha incontrato nel proprio passato possa essere alla base della resistenza immunitaria e della ridotta suscettibilità al Covid. Per dare una risposta a ciò, il team di ricercatori ha analizzato la possibilità che gli anticorpi che prendono di mira le proteine nel SARS-CoV-2 possano legarsi anche a quelle di altri agenti, in particolare a 180 diverse proteine da alimenti, due diversi vaccini e 15 proteine batteriche e virali.
Come si è concluso l'esperimento? Gli anticorpi hanno reagito in modo più potente nel caso di un comune batterio intestinale chiamato Enterococco faecalis, ma anche nei confronti di un vaccino contro difterite, tetano e pertosse. Ma soprattutto la risposta del sistema immunitario è risultata potenziata contro le proteine presenti negli alimenti comuni, inclusi broccoli, mandorle tostate, maiale, anacardi, latte, soia e ananas.

Mangiare per essere immuni

Costruirsi un'immunità al virus attraverso l'assunzione di alcuni cibi, però secondo gli esperti è abbastanza improbabile. Perché, va detto, che l'immunità contro un tipo di cibo, ad esempio, è tipicamente caratterizzata da un'allergia alimentare."Di solito solo le persone con intestino permeabile possono produrre anticorpi contro il cibo - ha spiegato il dottor Aristo Vodjani dei Cyrex Laboratories in Arizona, autore principale dello studio - . Quindi non consiglierei di mangiare alimenti che rendono l'intestino permeabile, visto che ciò creerebbe altri problemi".

"I cibi 'scudo' non sostituiscono i vaccini"

Proprio per questo i ricercatori sottolineano che, "sebbene questi agenti possano potenzialmente fornire una certa protezione da SARS-CoV-2, non si debbano considerare come sostituti dei vaccini". Inoltre, ritengono necessari ulteriori test per confermare che queste proteine conferiscano effettivamente una certa protezione e, in tal caso, se questa sia mediata da una risposta anticorpale di breve durata o da una risposta cellulare della memoria a lungo termine. Risultati che potrebbero far luce sulle risposte variabili all'infezione da Covid, portare a trattamenti più efficaci oppure a migliori vaccini contro il virus, o ancora valutare la suscettibilità di un individuo al virus prima ancora che sia stato infettato.

Caccialanza: "Questione di stile d'alimentazione"

"Non è questione di singoli almenti, ma dello stile complessivo dell'alimentazione", conferma Riccardo Caccialanza, direttore dell'Unità operativa complessa Dietetica e Nutrizione clinica al Policlinico San Matteo di Pavia, nonché co-autore di uno studio multicentrico sull'importanza di un adeguato supporto nutrizionale ai pazienti ricoverati per forme gravi di Covid.
"Parliamo di pattern alimentare (l'insieme degli alimenti che definiscono una dieta) - spiega Caccialanza -. Questo aiuta il nostro organismo a rinforzare il sistema immunitario e a difendersi contro agenti esterni. L'ideale è puntare su alimenti freschi e di qualità. In particolare aiutano verdure, fibre e vitamine. Ma il range è ampio, bisogna partire dal macro: dalle proteine, ai grassi di buona qualità, ai sali minerali".
Un altro aspetto da curare, secondo Caccialanza, "è la qualità dell'alimento: se scegliamo la carne, che non sia un hamburger, ma chianina proveniente da animali che pascolano liberi". Inoltre, agiunge, "ridurre i contaminanti nelle verdure e nella frutta può contribuire". Questo nell'ottica, conclude Caccialanza, che "non è il virus del Covid bersaglio dei cibi, ma alcuni cibi aprono la strada all'immunità generale che aiuta a contrastarne l'avanzata".