Genitori & figli sotto il sole: ecco i consigli utili da seguire per la protezione degli occhi dei più piccoli

In vacanza sotto il sole, che sia al mare o in montagna, gli occhi dei bambini devono essere protetti dal sole, più di quelli degli adulti, perché ancora in fase di sviluppo
2 minuti di lettura

Come si protegge la pelle con le creme solari, così bisogna aver cura di proteggere gli occhi con gli occhiali da sole. Spesso non si fa, o non si fa bene. La soluzione sta nel buon esempio che i genitori possono dare ai figli per mostrargli che quando ci si espone al sole bisogna proteggere pelle e occhi insieme.

 

Genitori modello di prevenzione

Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che c’è un’attenzione crescente da parte dei genitori nella protezione solare dei propri figli. “Durante l’infanzia e l’adolescenza - spiega Andrea Piantanida, chirurgo oculista presso il Centro Oculistico Lariano, Cernobbio-Como e membro del Comitato scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò - i genitori esercitano un ruolo fondamentale nella protezione dei figli dalle radiazioni ultraviolette: rappresentano un modello di riferimento educativo e comportamentale nel rapporto da tenere con i raggi solari per prevenire le conseguenze che questi hanno sulla salute degli organi più direttamente colpiti, cioè la cute e gli occhi”.

A cosa prestare attenzione

Su cosa si deve concentrare l’attenzione dei genitori? “Durante le attività all’aperto, fondamentale l’utilizzo di un abbigliamento con filtro UV integrato, ideale anche sulla spiaggia - specifica Piantanida - spesso si ritiene sufficiente il ruolo di protezione del semplice costume da bagno e delle creme solari con un fattore di protezione elevato” ma i raggi UV possono attraversare anche i vestiti. In media le creme solari devono essere applicate ogni 2-3 ore sui bambini che giocano in spiaggia mentre 1 volta al giorno nelle attività di altro genere all’aperto. Ma la crema non basta. Gli occhi sono esposti alle radiazioni solari come la pelle. L’occhiale da sole è l’unica vera e propria arma per schermare i raggi UV e protegge gli occhi.

 

Occhio alle ore più calde

E’ importante sapere che le radiazioni solari sono più intense a metà giornata quando il sole è alto nel cielo. Tenere i propri figli al riparo dal sole minimizzando l’esposizione all’aria aperta durante il periodo di maggior irraggiamento ultravioletto, ossia dalle 10 del mattino alle 17 del pomeriggio, è consigliabile soprattutto nei bambini piccoli

Cappellino e occhiali: scelta vincente

Il cappellino con visiera è un valido alleato contro i raggi UV ma quando si parla di occhiali da sole si sottovaluta la loro importanza fin dalla tenera età: “Soltanto un quarto dei bambini utilizza occhiali da sole all’aperto e questa percentuale cresce solamente al 38% nelle attività sulla spiaggia”. Per fare in modo che il bambino possa praticare tutte le attività all’aperto adeguatamente protetto, oltre al cappellino, è importante proteggere la sua pelle con la crema protettiva e soprattutto proteggere i suoi occhi con gli occhiali da sole. Il loro cristallino è molto più trasparente rispetto a quello degli adulti quindi nei bambini di età inferiore ai 10 anni, il cristallino fa passare oltre il 75% dei raggi UV rendendo i loro occhi ancora più delicati.

 

Non abbassare la guardia

Ai genitori l’arduo compito di mantenere alta l’attenzione man mano che crescono e diventano più autonomi perché è proprio l’adolescenza il periodo in cui aumenta la possibilità che prendano delle abitudini rischiose per la salute. “Deve essere chiaro - esorta Piantanida - che le strutture oculari sono tra le più coinvolte e suscettibili a danni da radiazioni UV. Il medico oculista è la figura di riferimento sia per la diagnosi di eventuali conseguenze patologiche da raggi UV, sia per suggerire i corretti ausili di prevenzione da utilizzare”.