Vizi di refrazione, cosa fare quando la vista non è perfetta

Miopia, ipermetropia ed astigmatismo: l’oculista spiega cosa sono e come riconoscere i sintomi dei vizi refrattivi più diffusi
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I nostri occhi ‘fotografano’ ogni giorno tutto ciò che ci circonda, ma a volte per farlo hanno bisogno di un aiuto per regolare la visione e renderla perfetta. Non tutti, infatti, siamo emmetropi, ovvero abbiamo una visione nitida senza bisogno di ricorrere agli occhiali. Spesso possono esserci i classici difetti di refrazione: miopia, ipermetropia e astigmatismo che possono comparire a qualsiasi età causando una visione sfocata con un grave impatto sulla qualità della vita quotidiana. Difetti di cui è bene accorgersi soprattutto ora che si si riprendono le attività scolastiche e lavorative poiché per dare il meglio in ogni ambito della nostra vita la vista gioca un ruolo fondamentale.

 

L’occhio come una macchina fotografica

Si può paragonare l’occhio ad una macchina fotografica in cui l’obiettivo è costituito da due lenti, la cornea e il cristallino. “Quando la distanza dell’oggetto varia - spiega Luigi Mele, medico chirurgo oculista presso l’Università degli Studi Luigi Vanvitelli di Napoli e Presidente del Comitato scientifico Fondazione Salmoiraghi & Viganò - la messa a fuoco avviene automaticamente non per spostamento dell’obiettivo, come avviene per la macchina fotografica, ma per un cambiamento della curvatura del cristallino, meccanismo complesso che prende il nome di accomodazione”. Sempre immaginando l’occhio come una macchina fotografica, a seguire troviamo il diaframma, la pupilla, la cui apertura/chiusura si regola automaticamente a seconda dell’intensità luminosa. Infine, la pellicola, cioè la retina, sulla quale arriva l’immagine che viene trasformata in una serie di impulsi nervosi che vengono trasmessi al cervello.

Che cos’è la miopia

La miopia è un difetto di rifrazione dell’occhio che impedisce di mettere a fuoco gli oggetti da lontano, mentre si vedono molto bene da vicino. “Questo accade perché il miope non converge correttamente i raggi luminosi sulla retina e la visione delle immagini si forma davanti anziché, come dovrebbe, su di essa, risultando quindi sfocata man mano che l'oggetto si allontana”. In base alla sua entità, la miopia può essere lieve (fino a 3 diottrie), media (tra 3 e 6 diottrie) oppure elevata (oltre le 6 diottrie). “La miopia - prosegue l’oculista - insorge di solito nell’età scolare, progredisce rapidamente alla pubertà, e nella sua forma lieve o benigna si arresta verso i 22/24 anni. La forma progressiva è caratterizzata invece dall’allungamento del bulbo che non tende all’arresto ma può continuare per tutta la vita”. Ci sono anche forme di miopia congenita quando è già presente alla nascita. “È importante che quando i genitori hanno un’elevata miopia portino i figli dall’oculista già nei primissimi anni di vita”, raccomanda l’oculista.

 

Ipermetropia: quando si vede male da vicino

L’ipermetropia è l’esatto opposto della miopia. La vista degli oggetti vicini, infatti, risulta maggiormente sfocata rispetto a quelli lontani; a volte è possibile vedere nitidamente gli oggetti molto distanti nelle ipermetropie lievi, ma nel caso delle ipermetropie elevate anche questi risultano sfocati. L’ipermetropia di grado lieve non provoca disturbi, ma se raggiunge una certa entità può insorgere fatica visiva per lo sforzo accomodativo da compiere quando si lavora da vicino. I sintomi più frequenti sono: dolore oculare, senso di peso all’arcata ciliare e cefalea. “Questi sintomi - spiega Mele - prendono il nome di astenopia accomodativa e derivano dall’eccesso di accomodazione perché l’ipermetrope ha bisogno di strizzare gli occhi per vedere chiaramente. Inoltre, il cristallino che tende a compensare il difetto è sottoposto a uno stress continuo del muscolo ciliare, che non è mai rilassato”. Anche questo difetto refrattivo si può correggere con gli occhiali o le lenti a contatto e per questo è importante arrivare ad una diagnosi il prima possibile.

Occhi rossi e blefarite: i segnali dell’astigmatismo

E l’astigmatismo? “E’ un disturbo molto comune che si manifesta quando la cornea, cioè la membrana trasparente che ricopre la parte anteriore dell'occhio, non presenta la stessa curvatura in tutti i suoi punti”, spiega Mele. “In Questo difetto visivo, a causa della forma ovale della cornea, si ha una differente refrazione lungo i diversi meridiani che fa si che i raggi di luce si focalizzino in due punti dell'occhio: in pratica, l'immagine sarà costituita non da un punto a fuoco sulla retina ma da due punti e la visione sarà sfuocata”. L’astigmatismo non corretto comporta difficoltà visive e anche astenopia con cefalea per lo sforzo accomodativo: “I segnali più comuni con cui si può presentare - prosegue l’oculista - sono visione offuscata, cefalea, dolenzia dei bulbi oculari”. Come si tratta questo disturbo? “Per la correzione dell’astigmatismo - risponde l’oculista - si prescrivono occhiali da vista le cui lenti sono progettate in modo da esercitare una deviazione dei raggi luminosi capace di ovviare il problema dell’imperfetta curvatura corneale, le lenti cilindriche”. Se, invece, si opta per le lenti a contatto, si parla di lenti toriche, che hanno una curvatura pensata per correggere diversi tipi di astigmatismo.

 

Per ulteriori informazioni sui vizi di refrazione visita la pagina della Fondazione Salmoiraghi & Viganò.