Occhiali per bambini: come scegliere la montatura più adatta

La funzionalità è importante più dell’estetica: l’ottico deve guidare la scelta del bambino ma attenendosi alla prescrizione dello specialista
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Non solo una questione di forma e colore. La montatura degli occhiali per i bambini va scelta con attenzione e seguendo alcune regole per evitare che la correzione ottica ne risenta. La forma della montatura e il suo design, infatti, condizionano le corrette centrature delle lenti ed il conseguente miglioramento visivo del bambino.

 

Come sono fatti gli occhiali

Ogni montatura, sia pediatrica, sia da adulto, è formata da due parti: la porzione frontale, che serve a contenere le lenti, e le aste laterali che, poggiando sui padiglioni auricolari, consentono alla parte frontale un appoggio stabile sul naso. La porzione frontale è caratterizzata dagli anelli, in cui si collocano le lenti, e dal ponte che li unisce, sul quale sono poste due placchette. Ciascun anello deve contenere una scanalatura per l’inserimento della lente.

 

La forma del viso

La scelta di una montatura deve tenere conto dei tratti somatici e delle caratteristiche del volto della persona che la indossa: soltanto su una montatura appropriata le lenti esercitano a pieno il loro effetto garantendo non solo un comfort nell’utilizzo, ma anche la migliore qualità di visione possibile. “Per essere funzionale - spiega Andrea Piantanida, Medico Chirurgo Oculista, presso il Centro Oculistico Lariano, Cernobbio-Como e membro del Comitato scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò - la montatura deve rispettare i parametri di sviluppo del viso del bambino. In primo luogo, bisogna considerare le dimensioni della base della piramide nasale, sostanzialmente piatta in tutti i neonati e che diventa più pronunciata soltanto col passare del tempo, completandosi intorno ai 13 anni di età, quando i ragazzi assumono una conformazione del volto simile a quella degli adulti”.

La ‘vestibilità’ degli occhiali

E’ importante scegliere bene la ‘taglia’ dell’occhiale che non dovrebbe mai limitare troppo il campo visivo. Proprio per questo, la montatura deve essere direttamente proporzionale al viso del bambino, senza eccedere in grandezza. “Gli occhi - spiega Piantanida - dovrebbero trovarsi ben centrati all’interno delle due lenti e la parte superiore di queste ultime dovrebbe coprire le due arcate sopraciliari superandole appena, anche in considerazione del fatto che il mondo visivo del bambino è spesso dal basso verso l’alto”.

 

Ponte e aste: qual è la misura giusta

Una corretta centratura viene realizzata anche per mezzo del ponte che poggia sul naso, scaricando su di esso gran parte del peso della montatura. Il ponte basso (posizionato in mezzo al frontale) e la leggerezza dell’occhiale contribuiscono in maniera determinante ad evitare che l’occhiale scivoli sul naso. Quando si prova una montatura è importante anche osservare le aste che non devono essere troppo lunghe, ma la loro curvatura deve iniziare sul punto in cui si delinea la parte alta dell’orecchio. “Montature con un ponte troppo piccolo - prosegue l’oculista - stringono sulla piramide nasale del bambino viziandone il corretto sviluppo, mentre aste troppo corte premono il frontale contro le ciglia, sporcando le lenti molto più frequentemente”.

 

Gli occhiali per gli under 6

Dai primi mesi di vita fino all’età di 5-6 anni è consigliabile prescrivere sempre montature flessibili, meglio se in materiale morbido in modo che non siano da ostacolo nelle comuni pratiche quotidiane né possano causare danni in caso di urti. “In questa fascia di età - sottolinea Piantanida - è un classico la prescrizione di montature modello ovalino con ponte basso. Il materiale della montatura dovrebbe essere anallergico e delicato per la pelle del bambino, in quanto reazioni che possono presentarsi sulla cute rappresentano un motivo per togliere gli occhiali e non usarli.

Come scegliere dai 7 ai 10 anni

A partire dai 7 fino ai 10 anni ci si può orientare verso altri materiali, come la plastica, il nylon o l’acetato. In questa fascia di età è un classico la prescrizione di montature “con ponte basso” o con “ponte a chiave”, che calzano correttamente sul naso e avvolgono bene il volto del bambino. Ma questa è anche l’età in cui il bambino inizia ad avere i suoi gusti e a dire la sua nella scelta di ciò che indossa, inclusi gli occhiali. Il genitore può assecondarlo? “E’ giusto che l’estetica faccia la sua parte, in quanto essa rappresenta un buon incentivo all’utilizzo dell’occhiale”, premette lo specialista. “Perciò, il bambino può scegliere il tipo di montatura che percepisce come propria e più confacente al suo modo di essere, purché la scelta sia guidata coscienziosamente dai consigli dell’ottico e rispetti i dettami scritti sulla ricetta dall’oculista che lo ha preso in carico”.

 

Montature per lo sport

Che sia calcetto, basket o tennis, la maggior parte dei bambini e degli adolescenti pratica un’attività sportiva. Come conciliare il movimento con l’uso degli occhiali? Servono montature sicure, ma anche comode. “I materiali infrangibili ed i polimeri morbidi assolvono ad entrambi i compiti perché sono privi di parti metalliche e caratterizzati dall’essere monopezzo. Quest’ultima caratteristica impedisce che le parti assemblate, seppur in plastica, provochino traumatismi”. Molto utile per il ragazzo che pratica sport è l’utilizzo di una fascia elastica che consente di tenere ben centrata la montatura stessa. Un altro vantaggio della montatura per sport in polimero morbido sta nel fatto che possono essere utilizzate nelle situazioni più disparate: dalle attività ludiche e sportive marine alle attività sportive invernali quali lo sci o l’hokey su ghiaccio. Queste montature, infatti, si possono indossare comodamente anche sotto il casco per sport. Da sconsigliare invece le montature avvolgenti a mascherina perché potrebbero dare dei problemi di sicurezza. “Nella maggior parte dei casi - spiega Piantanida - sono montature assemblate in più pezzi di materiale infrangibile, ma rigido. Al limite, meglio l’utilizzo eventuale di mascherine prive di aste ma solo dotate di fasce elastiche”.