Presbiopia, lenti ‘su misura’ per vedere bene a ogni distanza

Dopo i 40 anni, si inizia a vedere male da vicino. Ecco le nuove soluzioni per una visione nitida e confortevole
2 minuti di lettura

E’ forse uno dei segnali dell’età che avanza che nessuno può ignorare. Perché se le rughe si possono attenuare con creme, trattamenti estetici e make-up, quando non si riesce più a vedere bene da vicino non c’è dubbio che si tratti di presbiopia, un disturbo visivo che compare dopo i 40 anni o più tardivamente in chi è miope. Ed è proprio questo il momento in cui - anche chi fino a quel momento ne ha fatto a meno - deve ricorrere agli occhiali.

 

Che cos’è la presbiopia

Il primo segnale arriva quando ci accorgiamo che per leggere un’etichetta dobbiamo allungare le braccia in avanti. Significa che ‘da vicino’ non vediamo più bene: nulla di grave, bensì un processo del tutto fisiologico che inizia dopo i 40 anni e può progredire fino ai 60. “La presbiopia - spiega Luigi Mele, chirurgo oculista dell’Università degli Studi Luigi Vanvitelli di Napoli e Presidente del comitato scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò - è un processo naturale che porta molte persone ad avere difficoltà della visione ad una distanza da 25 a 40 cm. Questo fenomeno si manifesta a causa del progressivo indurimento del cristallino che non riesce più a modificare la propria forma per consentirci di vedere nitidamente a tutte le distanze”.

Gli occhiali monofocali

Dopo una prima fase in cui si cerca di risolvere il problema allungando le braccia o allontanandosi dallo specchio per vedere meglio il proprio aspetto, è inevitabile ricorrere a degli occhiali specifici. “Gli occhiali monofocali - spiega Mele - presentano un unico fuoco e correggono, quindi, solo il disturbo alla distanza di lettura di circa 40 cm, e non consentono di vedere nitidamente gli oggetti posti oltre questa distanza. Non sono quindi la soluzione migliore per chi lavora o ha necessità di mettere a fuoco oggetti e persone a differenti distanze, come, ad esempio, per quanti lavorano al computer, ai quali occorre vedere nitidamente tastiera e monitor”.

 

Gli occhiali bifocali

A permettere una buona visione sia da vicino sia da lontano sono gli occhiali bifocali che posseggono due ‘fuochi’, uno nella parte alta ed uno nella parte bassa all’interno di una semiluna. “Correggono due distanze focali, ma hanno il limite di dare una visione sfuocata per le distanze intermedie (il cosiddetto ‘salto di immagine’) e sono esteticamente sgradevoli in quanto presentano una semiluna nella porzione bassa che corrisponde alla correzione proprio della presbiopia”, prosegue Mele.

Le lenti progressive

A superare i limiti di questi due tipi di occhiali sono le lenti progressive che permettono di risolvere il problema della visione per qualsiasi attività. “Queste lenti - spiega l’oculista - hanno il vantaggio di permettere una visione nitida a tutte le distanze: lontano, intermedio, vicino, senza la necessità di utilizzare più occhiali o l’antiestetico occhiale con lenti bifocali”. Attualmente, le lenti progressive rappresentano per il presbite una valida soluzione per una visione nitida da lontano e per la distanza intermedia, senza alcuna linea di divisione sulla lente. Proprio per questo negli ultimi anni le lenti progressive hanno quasi completamente sostituito le lenti bifocali.

 

Occhiali ‘su misura’

A rendere gli occhiali sempre più personalizzati rispetto alle esigenze dei singoli pazienti sono i progressi della tecnologia. “Oggi esistono delle macchine per la lavorazione della lente che consentono la costruzione ‘punto a punto’, spiega Mele. Questo significa che è possibile costruire le superfici su misura della persona che le porterà, come un vestito sartoriale. “Le lenti progressive Free Form - prosegue l’oculista - consentono una visione nitida e precisa, un adattamento facile e costituiscono la migliore soluzione perché consentono una visione ottimale in tutte le condizioni visive, una stabilità elevata in movimento e un'estrema facilità di utilizzo”. Inoltre, richiedono pochi giorni di adattamento in quanto vengono personalizzate in base ai parametri ?siologici e comportamentali del portatore.